Il presidente della commissione regionale sull’ecomafia, Antonio Amato, ha avviato un programma di ispezione delle discariche abusive di uno dei territori più flagellati dalle organizzazioni criminali.
Il presidente della commissione regionale sull’ecomafia, Antonio Amato, ieri mattina ha ispezionato l’ultima discarica di rifiuti speciali rinvenuta ad Acerra, in località Tappia. Il consigliere regionale si è recato sul posto ed ha potuto constatare di persona il pessimo stato in cui versa l’area interessata dall’ultimo sequestro di polizia giudiziaria: uno sversatoio illegale di tremila metri quadrati, utilizzato fino a pochi giorni fa, zeppo di rifiuti ospedalieri, oli esausti e scorie industriali.
L’ispezione è avvenuta alla presenza di Alessandro Cannavacciuolo, l’ambientalista della zona che aveva denunciato l’esistenza di quest’ennesimo mostro chimico, ubicato accanto a una strada di collegamento urbano. Giovane ecologista che mercoledì scorso ha subito una minaccia: un proiettile lasciato sull’ingresso del bar gestito dalla sua famiglia. L’ogiva inesplosa di una pistola era stata appoggiata su un gradino dell’ingresso del bar pasticceria del padre di Alessandro, al corso della Resistenza, zona centrale di Acerra.
Alessandro Cannavacciuolo è il figlio di uno dei pastori della zona le cui greggi furono sterminate dalla diossina. Pastori che quindi nel corso degli anni sono stati costretti a cambiare vita inventandosi nuovi mestieri.



