Tremila euro circa i fondi raccolti. Ma Emanuele Coppola sottolinea: “Dove sono i politici che tanto dicevano si sarebbero spesi per la tutela dei beni culturali?”.
I manoscritti del ‘500 salvati dall’archivio storico cittadino, poi protagonisti della mostra «Liber Liturgicus», infine trasferiti nel laboratorio di restauro allestito al convento di Santa Maria del Pozzo con la direzione scientifica di Carlo Caracciolo e la cura di stagisti affiancati da esperti, sono stati ancora protagonisti martedì della serata di gala organizzata dalla direzione dei beni culturali del complesso monumentale, un evento durante il quale sono stati raccolti fondi che andranno a beneficio del loro restauro da completare.
Negli ultimi giorni però, prima del galà che ha visto ospite d’onore l’attrice Vanessa Gravina, si sono scatenate critiche e polemiche a causa di fotografie in cui si notavano persone toccare i manoscritti antichi a mani nude. Critiche che andrebbero ad inficiare il lavoro di restauro, ma è l’ex assessore alla cultura e promotore dell’iniziativa, Emanuele Coppola, tra l’altro direttore dei beni culturali di Santa Maria del Pozzo, a replicare. «Gli stagisti sono seguiti da esperti, sempre, e l’aver visto una fotografia in cui le pagine dei manoscritti, finalmente restituiti alla città, sono state sfiorate sia pure a mani nude, con cura e tenerezza, non significa nulla, sono polemiche inutili». Polemico però lo è anche Coppola, quando sottolinea che nella serata di gala di martedì, non si sono fatti vedere gran parte dei politici invitati.
«Avevamo invitato tutti, compresi i competitor della recente campagna elettorale, tutti coloro che nel corso degli ultimi mesi avevano posto l’accento sull’importanza di tutelare e valorizzare i nostri beni culturali, manoscritti compresi: alla serata c’erano solo il sindaco, il consigliere Salvatore Di Sarno e il consigliere Vittorio De Filippo, una cosa che mi spiace molto». Circa tremila euro il ricavato della serata pro restauro, ma per completare il lavoro occorrerebbe almeno il quadruplo. «Non ci arrenderemo di certo – dice Coppola – il lavoro continuerà». Al galà, oltre alla Gravina, attrice raffinata che debuttò al cinema giovanissima vincendo anche un Nastro d’Argento con «Colpo di Fulmine» accanto a Jerry Calà e che ha poi lavorato costantemente in tv, al cinema e a teatro, c’erano Fabio Fiorillo (foto), la danzatrice Roberta D’Amore, il musicista Marco Melia, la coreografa Cristina Caponera e il regista napoletano Carlo Luglio.
Nella suggestiva atmosfera del chiostro francescano, con la direzione e l’organizzazione di Pina Raia, sono stati serviti manicaretti preparati da imprenditori locali: l’aperitivo Frontispicium (Madison Cafè), il Carpaccio Loramentum (Lo Smeraldo), il risotto Papyrus (Tenuta San Sossio), il filetto Cap Stillabunt (Locanda Nonna Rosa/Scanfish), le verdure Vellum (Rose Rosse relais), frutta e pane Aurum (Gennarì), dessert Archivium (caffè Masulli), caffè Encaustum (Hotel Cenacolo), vino Campi Flegrei, Falanghina Dop dell’azienda Iovino di Pozzuoli, i fiori di La Bottega della Fantasia, con il catering Banqueting Eventi e Ciro Barbella general manager, oltre alla partecipazione del Museo Contadino di Somma Vesuviana.





