Il Napoli di Mazzarri impatta 1-1 contro i granata grazie alle reti segnate da Cavani e Sansone e spreca un’ottima occasione per piazzarsi al secondo posto in classifica.
Mazzarri ha deciso, vuol prendersi un anno sabbatico alla fine di questa stagione, ma prima è curioso di sapere come vada a finire questo campionato, per cui sabato, in gran segreto, si reca da Harry Pippotter, un chiromante di Portacapuana, che legge i capelli.
L’anno scorso il mister dichiarava quotidianamente che la Champions porta via almeno dieci punti, e questa volta confida che dovrebbe succedere alla Juve, ma Pippotter lo ha smentito subito, svelando che la Champions non c’entra nulla e che il segreto del nemico è nel parrucchino magico di Conte. Mazzarri, che lo aveva sospettato da quando lo stesso giardiniere di Conte aveva sistemato magicamente il prato del San Paolo in una settimana, si mette le mani nei capelli in segno di impotenza. Il mago lo rincuora porgendogli degli occhiali magici, attraverso i quali può leggere la partita più rapidamente, fare i cambi tempestivamente e soprattutto riuscire a far vedere anche agli altri la partita come la vede lui. Inizia Napoli-Torino.
Mazzarri vede finalmente in campo i top player che aveva chiesto in estate. Gli acquisti di Mesto, Uvini e dell’esterno sinistro sono sfumati all’ultimo minuto del calcio mercato, ma all’ultimo secondo, sono arrivati in difesa Ivanovic dal Chelsea, Boateng dal Bayern Monaco e Hummels dal Borussia Dortmund. A sinistra, come vice Zuniga, Bigon ha ottenuto il prestito quasi gratuito con diritto di riscatto di Gareth Bale. E anche la panchina è stata adeguatamente rinforzata, anche per sopportare il peso dell’attaccante di peso che serve nelle partite contro le squadre che si arroccano in difesa. I primi minuti scorrono piacevolissimi, con i continui cambi di gioco da un terzino all’altro; Boateng lancia sulla destra Ivanovic, retropassaggio a Hummels, che effettua un lancio di quaranta metri a pescare Bale, che cerca in profondità De Sanctis.
Mazzarri ama impostare il gioco dalla difesa e finalmente ha i calciatori adatti. De Sanctis apre su Maggio, che però sulla destra si trova di fronte tale Vives di Afragola e D’Ambrosio di Caivano. L’asse mediano, nel tratto Afragola-Caivano è perennemente intasato e il povero Maggio, è costretto più volte ad effettuare inversione ad U e a tornare indietro. Si riprende con Ivanovic, che passa a Hummels, che apre per Boateng. Si sovrappone Bale, che si è fatto crescere la barba come Dossena per confondere gli avversari e coglierli di sorpresa. Il Toro di ventura soffre il torello del Napoli. Il calcio champagne degli azzurri inebria i tifosi sugli spalti e quelli da casa. Peppino di Capri compone in diretta una canzone per brindare all’incontro tra Hamsik e Cavani, che per una volta riescono ad arrivare in area avversaria. Hamsik si invola sulla destra e mette il pallone al centro.
Il portiere Gillet si sta facendo la barba accanto al palo e distrattamente respinge, il Matatoro si infila come una banderillas in una bistecca e i trentamila del San Paolo urlano: “Olè”! Nella ripresa Mazzarri si accorge della necessità di forze nuove. A bordo campo si riscaldano Floccari e Rolando Bianchi, che stava già giocando con il Torino ma nessuno se ne era accorto. Si riscaldano anche Campagnolo, Modesto, Puggioni, Amerini e Morabito, con i quali Mazzarri saved the Queen, nonostante gli undici punti di penalizzazione, nel 2006. Ma il presidente De Laurentiis non vuole investire su over 23 e punta sui giovani. Nell’intervallo acquista i giovanissimi Holly e Benji, Mark Lendes e Shingo Tamai.
Prima di entrare Holly si allena tirando i rigori, Benji si allena parando i rigori. De Laurentiis ottiene anche una deroga dalla Federcalcio per effettuare quattro cambi, atteso che l’Europa League è dispendiosa dal punto di vista fisico. Entrano i quattro giovani talenti, che cambiano il volto alla squadra azzurra, che tesse delle trame di gioco che si vedono solo nei cartoni animati. Le occasioni da goal del Napoli non si contano. Quelle del Torino si contano sulla mano di Muzio Scevola. Il Napoli è la difesa meno battuta del campionato, dopo le tre pappine prese in casa dalla Juventus dei record, che pure era entrata nel guinness dei primati con un goal in fuorigioco dopo appena diciotto secondi!
Nell’intervallo, Mazzarri guarda la partita dell’Inter a Torino e si rende conto di aver fatto un regalo agli intertristi, che con Gargano riescono a supportare tre punte che non avrebbero potuto giocare insieme senza un recupera palloni come il piccolo puffo uruguagio. Siccome è in prestito se lo riprende e, dalla tribuna Yanina Sacrepante chiama Lavezzi, che a Parigi si sente solo con il suo cane, che a sua volta si sente solo come un cane, e gli dice che anche i napoletani hanno nostalgia di lui. Il Pocho, in sella al suo Camilo, in un batter d’occhio è al San Paolo. Mazzarri pensa per chiudere la partita è necessario ricorrere al vecchio lucchetto palermitano. Ceretti, il noto giornalista della Gazzetta dello Sport, intervista Mazzarri a bordo campo e gli chiede cosa ne pensa del nuovo acquisto Oliver Hatton, ma l’allenatore toscano dichiara di non conoscerlo, sebbene si sia classificato secondo al pallone d’oro asiatico, dopo Iocopoco Majoco.
L’arbitro, da lontano lo sente, e lo espelle. Al 91’ Totò serve involontariamente l’invisibile Sansone, che pure era ricorso ad una pozione magica e acciuffa per i capelli un pareggio insperato. Mazzarri, a fine partita dichiara che il Napoli ha sette punti più dello scorso campionato, e pensa che tutto sommato e qualcosa sottratto, abbiamo pure recuperato un punto in classifica alla prima. Ma non ha il coraggio di dirlo.
(Fonte foto: Rete Internet)

