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Sant’Anastasia, “mazzette” secondo gli inquirenti, “trappola” per la difesa

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Vincenzo Maiello, l’avvocato di Esposito che ieri ha rassegnato le dimissioni da sindaco: “Siamo sicuri della sua innocenza, ci riserviamo il ricorso al riesame”.

Procura di Nola, ore 9, 30 di ieri, martedì 17 dicembre 2013. Il giudice per le indagini preliminari interroga per la prima volta Carmine Esposito, sindaco di Sant’Anastasia e accusato di concussione per induzione. Lui si difende, respinge le accuse, ma il giudice non ritiene opportuni nemmeno gli arresti domiciliari e convalida la custodia in carcere, nella casa circondariale di Poggioreale. Ci sono atti in possesso del pubblico ministero e dei carabinieri che hanno svolto le indagini che aggravano la posizione di Esposito, medico 58enne eletto sindaco nel 2010 dopo un’esperienza in Provincia di Napoli come capogabinetto di Luigi Cesaro che ne era il presidente.

I carabinieri lo hanno colto in flagranza di reato pochi minuti dopo che aveva intascato una bustarella dall’imprenditore che si occupa del servizio raccolta rifiuti in paese. L’uomo aveva denunciato la richiesta di mazzetta ai militari della compagnia di Castello di Cisterna e subito erano scattate le indagini monitorando gli incontri, con intercettazioni in vari ambienti. Anche sabato scorso, durante l’incontro con Esposito, il titolare della ditta (la stessa che era subentrata nel servizio raccolta rifiuti per decisione del Tar pochi mesi fa) aveva nascosto sotto gli indumenti un microfono e tutto il colloquio era stato registrato. Subito dopo i carabinieri accerchiano l’auto del sindaco, una Mercedes, e lo arrestano.

Il resto è noto. I colloqui tra i due non sono stati naturalmente diffusi visto che le indagini proseguono e che si vocifera del coinvolgimento di altre persone per cui potrebbero scattare a giorni misure. Il difensore di Esposito, l’avvocato penalista Vincenzo Maiello, da noi raggiunto al telefono ieri, disegna uno scenario molto diverso da quello della Procura. “La rappresentazione dei fatti sembra a favore dell’accusa – dice il legale -ma le contraddizioni sono molto forti perciò ci riserviamo di ricorrere al tribunale del riesame o di presentare richiesta direttamente al gip, siamo sicuri dell’innocenza di Esposito”. Esposito è da ieri mattina dimissionario dal ruolo di sindaco. “Voleva presentarsi davanti al giudice da semplice cittadino” – aggiunge Maiello. E da semplice cittadino ha risposto alle accuse negandole ad una ad una.

L’ex sindaco ha sostenuto dinanzi al giudice, che ha poi invece accolto le richieste del pubblico ministero confermando la custodia in carcere, di non aver mai chiesto incontri all’imprenditore, meno che mai cosiddette “mazzette”. I colloqui registrati, stando alla difesa, sarebbero inoltre non solo inutilizzabili ma in parecchi punti incomprensibili. Altro “giallo” che potrebbe chiarirsi solo conoscendo quanto hanno realmente in mano i giudici di Nola, riguarda la busta con i 15mila euro. La mazzetta, secondo l’accusa. Semplicemente una busta trovata in auto e che il sindaco non aveva mai accettato o della quale comunque non conosceva il contenuto, secondo la difesa. In attesa di nuovi sviluppi che potrebbero fare ancora più rumore in paese e dopo le dimissioni di Esposito si aspetta soltanto che, passati venti giorni da ieri, arrivi il commissariamento prefettizio.

Commenti sulla vicenda ce ne sono tanti, basta dare una sbirciata ai social network o ascoltare la gente in strada. Di ufficiali, subito dopo la decisione del gip, pochi. Uno è quello di Francesco Emilio Borrelli, dai toni molto duri: “Il primo cittadino arrestato dai carabinieri mentre intascava una mazzetta da 15mila euro stamattina si è dimesso. A nostro parere – dichiara il membro dell’ esecutivo nazionale dei Verdi – il suo gesto è stato solo un tentativo per ottenere gli arresti domiciliari e lasciare il carcere di Poggioreale che però non ha convinto il giudice.

Questo personaggio politico di cui abbiamo sempre contrastato i comportamenti politici e amministrativi dovrebbe ritirarsi dalla vita pubblica per sempre. Noi riteniamo che a Sant’ Anastasia bisognerebbe tornare a votare il prima possibile per restituire dignità e credibilità al comune. Con Esposito cade uno degli ultimi blocchi di potere dei Sindaci legati agli onorevoli Cesaro e Cosentino (Esposito aveva rotto i rapporti con Cesaro e lasciato il Pdl già molti mesi fa e il partito era da allora a Sant’Anastasia all’opposizione, ndr) eletti negli anni d’oro di governo della Provincia di Napoli e della Regione. Dalla Patriarca a Gragnano comune sciolto per infiltrazioni camorristiche fino a Castellammare e Cercola tutta la vecchia guardia del Pdl che tra il 2008 ed il 2012 ha avuto un potere assoluto in quasi tutti gli enti locali è stata travolta da scandali e inchieste giudiziarie.

Nel 93 poi Esposito era già stato arrestato per concussione in piena tangentopoli nell’ ambito di una inchiesta sulla Fondazione Pascale. Fu accusato di aver preso una mazzetta in cambio dell’ appalto per la fornitura per alcune apparecchiature mediche (da quella vicenda Esposito uscì pulito, con l’assoluzione, ndr)”. Sant’Anastasia dovrà ora prepararsi non solo al commissariamento bensì anche ad una lunga campagna elettorale che, se tutto andrà come nelle previsioni, dovrebbe protrarsi almeno fino alla primavera 2014.
(Fonte foto: Rete internet)

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