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Un’assemblea pubblica nella nuova struttura in piazza IV Novembre mette in luce tutte le incertezze organizzative del centro sociale anziani, ormai unificato, di Sant’Anastasia.

L’assemblea convocata per la serata di lunedì 25 giugno nella nuova struttura, situata in piazza IV Novembre, doveva essere un’occasione per discutere delle problematiche organizzative del centro sociale anziani di Sant’Anastasia, frutto dell’accorpamento delle due strutture preesistenti, l’una collocata in Piazza Cattaneo e l’altra ospitata presso la Biblioteca G.Siani in Via Arco. Nella realtà, si è trattato di un incontro caotico ed animato, in cui ad emergere sono stati più i dissapori interni e personali, che le questioni concrete di gestione del centro.

Ci ha provato a tenere buoni gli animi in apertura d’assemblea Giuseppe Vetromile, responsabile del Circolo Letterario Anastasiano e da qualche settimana anche responsabile dell’ufficio stampa del centro sociale anziani. «Finalmente abbiamo un unico centro – queste le sue parole – e dobbiamo sfruttare questa possibilità con serenità ed entusiasmo. Stiliamo un programma di attività di svago ma anche di promozione culturale, perché noi siamo la memoria storica di questo paese. Mi auguro poi – ha concluso Pino Vetromile – che ci possa essere una migliore integrazione tra uomini e donne».

Integrazione che allo stato dei fatti non esiste, a giudicare dalla recriminazioni reciproche tra i signori e le signore che frequentano il centro anziani. «Qui le donne non sono benviste – ha affermato Anna Pagano, ex vicepresidente del centro di Via Arco e responsabile delle attività delle donne – ma noi non ci arrendiamo. Chiediamo all’amministrazione di poter organizzare gli spazi di modo che gli uomini possano svolgere le loro attività e noi le nostre, come il ballo e la ginnastica dolce».

La vera questione rimane però quella della gestione del centro. Ad inizio giugno l’amministrazione ha affidato a cinque responsabili la gestione provvisoria del centro, in attesa delle elezioni del direttivo, previste per settembre. La cosa non è andata giù ad alcuni frequentatori del centro, che accusano i responsabili di ‘personalismo’. «Non ci sono ambizioni personali – chiarisce Salvatore Oliviero, uno dei responsabili – e la formazione del centro è ancora in atto, per cui cerchiamo di mettere da parte i dissapori e pensare al programma delle attività».

Al termine dell’assemblea tuttavia nessun programma è stato stilato. L’unica conclusione possibile è suggerita dal vicesindaco Ciro Castaldo: «dal momento che non si riesce a discutere democraticamente, anticipate le elezioni a domenica 22 luglio». Ma sul fatto che la nomina di un presidente possa risolvere i problemi interni al centro, tutti hanno dei dubbi. Su questo, e purtroppo soltanto su questo, c’è accordo tra gli anziani del centro.