Presso la redazione del nostro giornale si è svolto un incontro tra i candidati alla carica di sindaco.
Idee, progetti, scambi di opinione e promesse elettorali: se n’è parlato durante l’incontro tra i cinque aspiranti candidati a sindaco della cittadina vesuviana organizzato da ilmediano.it. Presso la redazione di Somma Vesuviana, abbiamo chiesto i motivi che li hanno spinti a mettersi in gioco per questa tornata elettorale che culminerà con l’apertura dei seggi domenica 25 maggio.
Il presidente del consiglio uscente Lello Abete e l’ex consigliere UdC Paolo Esposito hanno affermato che sono scesi in campo per l’innata passione per la politica mentre Capuano si è presentato perchè esortato da militanti ed iscritti del PSI e per portare al termine una serie di iniziative intraprese in passato, come lo sviluppo urbanistico e socioeconomico della città. Di contro, Antonio De Simone, leader del centrosinistra locale, ha dichiarato che la sua candidatura non è “architettata con le solite manovre di partito” ed è stato scelto “non solo per la mia passata esperienza politica ma perchè potevo rappresentare quei valori di legalità, onestà e trasparenza di cui il paese ha bisogno, persi a causa dei noti fatti accaduti (vicende giudiziarie che hanno interessato l’ex sindaco Carmine Esposito, ndr)”.
Per l’unica donna candidata a sindaco, Federica Marchioni del Movimento 5 Stelle, la candidatura è un motivo per impegnarsi “in maniera maggiore nel sociale e nella riqualificazione dell’intero territorio”. In merito ai vincoli imposti dalla legge 21 per tutti quei Comuni che sono a rischio Vesuvio, i candidati sostengono che la norma sulla zona rossa vada rispettata ma che bisogna trovare misure compensative che garantiscano lo sviluppo della città, coinvolgendo tutti i sindaci che avvertono lo stesso disagio. Abete ha parlato di “sgravi sulle tasse locali per imprese e commercianti, mettendo a disposizione dei nuovi esercizi delle risorse che compensino le entrate dei tributi locali”.
Capuano ha sostenuto che nel campo dell’edilizia si può intervenire e che bisogna attivare da subito il PUC, i PIP, il piano del colore ma anche il recupero del preesistente e la creazione di una rete tra imprese e artigiani, senza dimenticare “l’agricoltura di eccellenza e la necessità di istituire una consulta socio-economica fatta insieme a tutti gli imprenditori locali”.
Antonio De Simone ha chiosato che il Parco Nazionale del Vesuvio è “non un vincolo ma un’opportunità di sviluppo che passa attraverso l’approvazione del PUC ed i piani attuativi”, concetto ripreso anche da Paolo Esposito che punta al rilancio del mercato ortofrutticolo e dei prodotti locali “affinchèsiano esportati”. Anche per la candidata penta stellata, Sant’Anastasia può rinascere economicamente valorizzando i prodotti locali e l’artigianato ma anche il turismo “passando dalla montagna al Santuario” e favorire le attività artigianali “attualmente soffocate dai centri commerciali”.
Successivamente abbiamo chiesto ai candidati a sindaco quanto sia lecito, politicamente, cambiare spesso idea e casacca. Sull’argomento Federica Marchioni ha risposto che nel M5S i candidati “devono risiedere nel comune dove si candidano e non devono riportare sentenze di condanna in sede penale”. Carmine Capuano ha sostenuto che può vantare una coalizione fedele ai propri principi e lo stesso ha affermato Paolo Esposito “anche se dalla mia lista scorsa sono andate via solo due persone”. Sulla stessa lunghezza d’onda le affermazioni di De Simone ed Abete i quali hanno sottolineato l’importanza di capire i motivi che determinano il cambio di casacca in un militante.
Sul delicato tema dell’abbattimento delle barriere architettoniche e della disabilità in generale, i cinque competitor hanno promesso massimo impegno nell’affrontare in maniera seria e prioritaria tale questione, potenziando il Centro Liguori, “istituendo una consulta ed un fondo di solidarietà” come ha proposto De Simone, oppure “coinvolgendo tutte le associazioni di categorie e non” ed istituendo un punto di ricezione dove recepire i problemi ed i disagi dei cittadini per poi indirizzarli verso le associazioni di competenza”, come ha affermato Abete. Federica Marchioni, inoltre, ha asserito l’importanza delle “cooperative sociali per l’inserimento lavorativo di pazienti con disabilità a beneficio di loro stessi e del territorio”.
Toccando la questione dei rifiuti e dello scioglimento dell’Amav, i candidati hanno concordato di voler migliorare la raccolta differenziata, una differenziata, però, che porti premialità e quindi un alleggerimento della tassa sui rifiuti, come hanno asserito Marchioni ed Abete. Quest’ultimo ha aggiunto che la raccolta e lo spazzamento sono servizi “tutto sommato funzionanti ad oggi”, e che l’amministrazione uscente ha cercato di sorvegliare al meglio il territorio “con l’istallazione di occhi elettronici, presenza di guardie ambientali, i weekend per lo sversamento degli ingombranti, sensibilizzazione tra i cittadini”. Sull’Amav, solo Abete ha difeso lo scioglimento della municipalizzata considerata dalla passata giunta un carrozzone politico clientelare mentre per De Simone, Capuano ed Esposito poteva essere riformata.
Ma cosa si salva e cosa si butta dell’amministrazione a guida Esposito? Per Paolo Esposito non si salva nulla mentre per Abete “la maggior parte dell’operato”. Capuano ha premiato la vivibilità ed il decoro del paese rimasto, però, orfano di progettualità; infine alla Marchioni e a De Simone l’ordinaria amministrazione non basta. L’incontro si è concluso discutendo di eventuali apparentamenti in caso di ballottaggio: dalle risposte date sembrerebbe profilarsi un eventuale asse De Simone – Esposito; Capuano non si è sbottonato in merito ed Abete ha aperto la strada a chi sostiene il suo programma. Lapidaria Federica Marchioni che ha dichiarato: “Apparentamenti con nessuno ma probabile una futura collaborazione con chi condivide i nostri progetti”.
(>Fonte foto: Facebook)






