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Sant’Anastasia. L’ultimo saluto al pensionato assassinato al cimitero

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Dolore e commozione ai funerali di Aniello Maione, 77 anni. La famiglia e la comunità intera ora attendono che venga fuori il responsabile del brutale omicidio.

Un dolore silenzioso e composto ha caratterizzato il giorno dell’ultimo saluto ad Aniello Maione, l’anziano di 77 anni barbaramente ucciso con cinque colpi alla schiena lunedì 27 gennaio mentre era al cimitero per la consueta visita ai suoi cari.

Nella tarda mattinata di ieri, mercoledì 29 gennaio, nella parrocchia di Sant’Antonio, padre Giacomo Verrengia ha celebrato i funerali dell’uomo e nel corso dell’omelia ha rivolto un pensiero a chi ha commesso l’omicidio: "Non credo che l’assassino possa essere qui tra noi perché chi si è macchiato di una colpa così grave, non può avere la forza di stare davanti a Dio, ne potrà mangiare il pane in pace. Ricordiamo tutti che prima del giudizio divino esiste un giudizio della coscienza: al tribunale della misericordia, possiamo ricorrere noi tutti, anche l’assassino stesso se richiederà la riparazione del male fatto".

Padre Giacomo ha avuto parole di conforto verso la moglie ed i figli dell’uomo assassinato: "Vi siamo vicini, vi comprendiamo. Aspettiamo, diamo tempo al tempo, nelle preghiere troveremo anche noi la pace e tramite esse il Signore ci consolerà". Il delitto del cimitero, al momento, non ha ancora un movente, né un responsabile. Gli investigatori sono al lavoro per assicurare alla giustizia l’autore dell’omicidio. I militari non hanno smesso di ascoltare amici e familiari e da quanto è emerso, si tratterebbe di un delitto d’impeto: forse chi ha ucciso voleva vendicarsi dell’anziano per un motivo ancora oggi sconosciuto.

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