Il 29 gennaio del 1987 una banda di rapinatori uccise a Pomigliano Cosimo Miccoli, giovane carabiniere coraggio. Attorno al suo ricordo si sono stretti don Peppino Gambardella, il sindaco Russo e gli ufficiali del gruppo di Castello di Cisterna.
Ieri pomeriggio messa solenne nella chiesa madre di San Felice per ricordare quella tragica sera del 29 gennaio 1987, quando al casello autostradale di Pomigliano una banda di rapinatori uccise a colpi di pistola Cosimo Miccoli, giovane carabiniere intervenuto proprio per sventare la rapina. Miccoli entrò in azione nonostante fosse libero dal servizio. Il militare, leccese ma di stanza al nucleo radiomobile di Napoli, aveva infatti prelevato la fidanzata, che abitava a Pomigliano, per uscire con lei. Una volta al casello della cittadina, mentre stava per entrare in autostrada, vide alcuni rapinatori che armeggiavano ai danni della vittima di turno. Miccoli allora scese dalla sua auto per tentare di bloccare i criminali, che però fecero fuoco uccidendolo all’istante. Immediata la caccia agli assassini.
Furono acciuffati tutti, ad Acerra, dai militari del gruppo di Castello di Cisterna . Uno di loro era il figlio di un boss della camorra. Ieri per ricordare il carabiniere ucciso hanno celebrato messa don Peppino Gambardella, parroco di San Felice, e don Peppino Testa, cappellano militare dell’Arma. In chiesa c’erano il tenente colonnello Luca Corbellotti, neocomandante del gruppo carabinieri di Castello di Cisterna, il maggiore Michele D’Agosto, comandante della compagnia di Castello di Cisterna, i marescialli responsabili delle varie stazioni locali e il sindaco di Pomigliano, Raffaele Russo. La preghiera del carabiniere è stata letta dal luogotenente Fernando De Solda, anche lui della provincia di Lecce, come Cosimo Miccoli. De Solda, 50 anni, laureato in legge, a marzo diventerà il nuovo comandante della polizia municipale di Pomigliano.





