Attimi di tensione per la rissa avvenuta ieri pomeriggio. Il bilancio è di 11 contusi e 8 fermi. Il sindaco Esposito: “L’isola si fa!”. I manifestanti, intanto, dichiarano di non mollare la lotta.
«Oggi è stata scritta una brutta pagina per la storia di Sant’Anastasia». È questo il commento unanime di alcuni cittadini ed esponenti politici locali d’opposizione a seguito dello scontro tra manifestanti e forze dell’ordine che si è verificato ieri pomeriggio, martedì 2 ottobre, nei pressi della zona destinata alla costruzione dell’isola ecologica.
È da più di una settimana che il Comitato di via Romani ha organizzato un presidio permanente per protestare contro la realizzazione della struttura nell’area approvata dal consiglio comunale e cioè in via Petrarca, a ridosso del 2° Istituto Comprensivo Statale "Elsa Morante" e vicina agli insediamenti abitativi delle cooperative dei parchi Quadrifoglio, San Domenico ed Irec. Per ben due volte, di preciso il 24 e 25 settembre, i manifestanti hanno ostacolato l’inizio dei lavori, sbarrando l’accesso delle ruspe all’area con pneumatici, cassonetti e tavole in legno. Nel primo pomeriggio di ieri, sul posto sono giunte le forze dell’ordine in assetto antisommossa che hanno forzato il presidio di cittadini e sono entrati nel sito.
Il contatto tra le due parti è stato inevitabile: si parla di undici feriti, tra i quali figurano anche un’anziana di 71 anni (per lei si sospetta la frattura della rotula) ed esponenti delle forze dell’ordine. Otto le persone denunciate fermate dai militari. Un cordone di forze armate ha presidiato fino a tarda sera l’area "incriminata" e tanta è la rabbia e la delusione dei cittadini della zona che parlano di «morte della democrazia» e di «vergogna totale dal momento che al presidio c’erano anziani, donne e bambini. Le forze dell’ordine hanno effettuato tre cariche per vincere la resistenza. E tutto questo grazie agli ordini del nostro sindaco. Noi non molliamo, la lotta continua: vigileremo e denunceremo».
In serata, inoltre, a palazzo Siano si è celebrato il consiglio comunale al quale è stato possibile assistere ai lavori solo con documenti di riconoscimento alla mano «per questioni di ordine pubblico». Presenti in piazza le camionette della Polizia. Prima di procedere con la discussione dei punti posti all’ordine del giorno (seguirà un approfondimento, ndr), la questione si è incentrata proprio sugli episodi accaduti qualche ora prima nella periferia ai Romani. I consiglieri Pd Giovanni Barone e Franco Casagrande hanno abbandonato l’aula «per protesta» dal momento che «si è raggiunta l’acme della violenza» e come «segno di solidarietà ai cittadini del quartiere», seguiti poi dai consiglieri UdC Giorgio De Filippo e Paolo Esposito il quale ha dichiarato che «non ci sono le condizioni per svolgere un dibattito sereno in consiglio comunale».
Il consigliere Capuano, invece, l’unico a sedere con Gammella tra i banchi dell’opposizione, ha dichiarato di «non condividere l’ubicazione per la costruzione dell’isola ecologica ma visto che la maggioranza ha ritenuto opportuno andare avanti allora bisogna procedere secondo le indicazioni di chi amministra il paese. La democrazia impone delle regole: la scelta è stata fatta e la minoranza non può soggiogare la maggioranza. E poi ne sono certo che qualsiasi sia stata l’ubicazione scelta, ci sarebbero stati questi tipi di problemi». Durante il suo intervento Capuano ha anche chiesto alla giunta Esposito che «ci sia un controllo di chi entra e sul tipo di materiali che si depositano nella struttura» e se sarà possibile «istituire una sorta di commissione di controllo costituita dai cittadini stessi».
Richieste che hanno trovato sponda nell’intervento del sindaco Carmine Esposito il quale ha dichiarato: «Le forze dell’ordine sono state chiamate per difendere il governo del paese su una scelta legittima fatta dall’amministrazione. Purtroppo siamo di fronte ad un segmento politico ed ad associazioni parapolitiche che quando sono all’opposizione remano contro il paese e gli interessi dei cittadini. L’isola ecologica va fatta e ci dovremmo vergognare perché siamo l’unico paese in Italia a non volerla. Ho ricevuto i cittadini dei Romani per due volte dicendo loro cosa si conferisce nell’isola e di essere disponibili ad eliminare dal conferimento materiali pericolosi per la salute delle persone. Il comitato ha preferito alzare un muro con noi e sottrarsi al confronto. Andrò avanti per far costruire questa struttura utile per il ciclo integrato dei rifiuti: i cittadini vedranno poi di cosa si tratta e solo allora si renderanno conto di quanto si siano fatti sobillare da alcuni politici di opposizione».
Il primo cittadino anastasiano, infine, rivolgendosi ai cittadini della 167 (zona Romani) ha ricordato le numerose pulizie fatte per rendere vivibile la località. «I cittadini di Sant’Anastasia sono più civili di voi della periferia, perché avrebbero accolto l’isola ecologica in qualsiasi luogo e poi a differenza vostra sanno fare in maniera più attenta la raccolta differenziata», ha poi concluso Esposito. A margine del consiglio, abbiamo raccolto qualche battuta di Luigi Bifulco dell’associazione civica neAnastasis il quale ci ha dichiarato che «in città c’è un sindaco che rasenta l’illegalità ed usa la democrazia spacciandola per legalità» e del segretario di Rifondazione Comunista, Antonio Bianco, che ha definito il tutto «surreale».




