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Fiat: ancora ferma la nuova Panda, stamane a Pomigliano cassintegrati in piazza

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Il Lingotto ieri ha comunicato l’ennesimo periodo di stop alle produzioni dell’utilitaria: fabbrica bloccata dal 29 ottobre al 9 novembre. Stamattina, a Pomigliano, nuova mobilitazione dei cassintegrati Fiat. Lo slogan: “Più salario meno crisi”.

Le previsioni sono tremende, e non solo perché ieri la Fiat ha annunciato il terzo periodo, da agosto, di blocco totale delle produzioni nuova Panda ( 29 ottobre-9 novembre ). Negli ambienti sindacali si parla infatti di altra cassa integrazione per lo stabilimento di Pomigliano, almeno fino alla fine dell’anno.

La cartina di tornasole di questa cupa prospettiva è la richiesta di 13 settimane di cassa integrazione, fino, appunto, alla fine di dicembre, da parte della Novafero, la ditta che si occupa della movimentazione delle vetture, prodotte dalla catena di montaggio, ai treni e alle bisarche che conferiscono la merce ai concessionari. Questa richiesta della Novafero, inoltrata appena qualche giorno fa, fornisce la misura previsionale dell’andamento generale nei prossimi mesi. Intanto il comitato di lotta dei cassintegrati di Pomigliano e del suo indotto regionale stamane, alle nove, tenterà di concentrare di nuovo, nella centrale piazza Primavera, il maggior numero di operai in grado di dare vita a una giornata di lotta in tutto simile a quella già attuata venerdì scorso, con i cortei e i blocchi stradali che hanno paralizzato un intero territorio.

E lunedì prossimo, 8 ottobre, giorno di rientro dei lavoratori dopo il secondo periodo di cig, attualmente in corso, i militanti della Confederazione Cobas monteranno una tenda davanti ai cancelli della grande fabbrica. La sensazione che tutto stia precipitando serpeggia però anche tra chi questa mobilitazione non la condivide, come Michele Liberti, segretario provinciale della Fim-Cisl: “ Sono preoccupato di fronte a questi dati di mercato perché è la prima volta che assistiamo a una situazione del genere. Intanto il governo non interviene con una politica giusta. Però credo anche che solo chi ha il potere può convincersi che si deve cambiare: non credo alle lotte di piazza perchè possiamo solo manifestare il nostro dissenso a certe scelte nei palazzi che contano”.

“Io però – aggiunge Luigi Mercogliano, segretario regionale della Fismic – penso anche che instillare pessimismo a tutti i costi e a tutti i livelli sia un suicidio per il Paese. Il dinamismo nell’economia non si crea con un atteggiamento autodistruttivo: sono convinto che le produzioni nuova Panda aumenteranno col tempo e con una gestione politica e sindacale responsabile e attenta”. Del tutto opposto è il giudizio di Andrea Amendola, segretario regionale della Fiom:

“Ci sono 60mila vetture in meno vendute nel comparto Fiat rispetto allo scorso anno: la Panda non è una soluzione per Pomigliano. Quindi la questione da porre è che se fino a ieri la Panda era il volano di sviluppo per l’intera regione si sta verificando che non è vero e ciò lo si stava osservando già nell’indotto. Dare la colpa al solo mercato mi sembra complicato: ci sono responsabilità che devono venire fuori anche perché nel 2010 la crisi già c’era. Lo stesso Marchionne dice che fino al 2014 non ci sarà ripresa. Se ognuno pensa che bisogna aspettare non si andrà da nessuna parte. C’è stato un incontro col governo ma i sindacati firmatari dell’accordo Fabbrica Italia, appena bocciato dalla Fiat, non si sono neanche presentati. E c’è stato chi ha parlato di terzo turno: più parlano peggio è”.

“La chiusura delle produzioni della vecchia Panda polacca non muoverà il mercato perché la vecchia Panda la comprano quelli che non possono permettersi la nuova. Il problema di fondo è che Marchionne non vuole i soldi pubblici per avere mano libera e quindi ci vuole una politica che contrasti fermamente questa logica, stimolando nuovi investimenti, attuando vere politiche salariali, ridistribuendo la ricchezza”, ha concluso poi Andrea Amendola.

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