sabato, Maggio 30, 2026
28.8 C
Napoli

Sant’Anastasia. Isola ecologica: perché il sindaco sta sbagliando

Adv

Sull’isola ecologica si trascina ormai da tre anni una questione che può portare il paese alla frattura sociale.

Vediamo quali sono gli antefatti:
Nel 2009 uscendo dalla emergenza rifiuti che aveva segnato il nostro paese, come l’intera provincia di Napoli, la giunta di centrodestra guidata dal sindaco Pone dopo aver indugiato inutilmente su fantasiose ipotesi di utilizzo del “dissociatore molecolare” fu spinto dalle pressanti insistenze della provincia di Napoli a dotarsi di un sistema di raccolta differenziata. Il ricorso massiccio alla raccolta differenziata fu sostenuta anche dalla nostra associazione che manifestò con il provocatorio conferimento di plastica e carta sull’uscio della casa comunale finchè maturò nella giunta Pone la determinazione ad avviare la raccolta porta a porta e, coerentemente, in prospettiva di un bando promesso dalla provincia che assicurava consistenti risorse economiche per la realizzazione dell’impianto, ad avviare la progettazione di un’isola ecologica.

I termini del bando erano chiari e stringenti: avrebbero avuto accesso ai finanziamenti i comuni che avessero presentato un progetto esecutivo cantierabile in tempi brevi e che consentisse la realizzazione dell’opera entro il 2010. Per essere cantierabile ovviamente il terreno su cui realizzare l’impianto doveva essere nella piena disponibilità dell’ente.
L’area scelta dalla amministrazione Pone era sulla estrema periferia occidentale della città a ridosso del confine con il comune di Pollena, nella località Boschetto di Madonna dell’Arco. Un’area certo non destinata ad impianti industriali (perché tale deve considerarsi l’isola ecologica) e certamente troppo vicina al complesso monasteriale domenicano. La giunta Pone, giustificò la scelta operata con argomenti sostenuti con forza da tutta la squadra di giunta, compreso il vicesindaco Dott. Paolo Esposito:

L’area identificata era l’unica sufficientemente estesa e nella disponibilità dell’ente adatta a ospitare quell’impianto e visti i tempi indicati nel bando non era possibile ne pensare di acquisirne altre ne rinunciare al cospicuo finanziamento promesso dal bando provinciale.
La nostra associazione, ma anche i singoli cittadini residenti nell’area furono costretti in una terribile morsa rinunciare all’impianto cosi determinante per spingere il paese a risultati di eccellenza nella raccolta differenziata o rassegnarsi ad ospitare in un’area residenziale un impianto che sicuramente avrebbe fatto deprezzare il valore degli immobili e nella migliore delle ipotesi costretta l’area ad un incremento massiccio di traffico per il passaggio dei cittadini che avrebbero utilizzato l’area di raccolta e dei mezzi industriali che ne avrebbero consentito il deflusso ordinato, senza tener conto dell’impatto ambientale che il deposito di materiali, anche pericolosi, poteva determinarsi nella zona.

Il buon senso avrebbe dovuto esprimersi in violenti manifestazioni di protesta e invece, ben ricordo, che non vi furono ne manifestazioni ne rivolte popolari. Un silenzioso e responsabile atteggiamento portò gran parte dei cittadini residenti a considerare la realizzazione dell’isola ecologica un sacrificio necessario nell’interesse del bene comune. Ritenemmo allora fondate le affermazioni della giunta Pone sulla unicità dell’area. La giunta del sindaco Pone (ex-socialista e passato nelle fila del partito di Berlusconi) però era già traballante e minata al suo interno. Tant’è che di li a poco cadde per opera di una burrascosa frattura interna all’area di centro destra.

L’isola ecologica era però salva, gli atti formali erano stati fatti, il progetto approvato e ammesso al finanziamento 360.000,00 euro assicurati alle casse comunali per un impianto indispensabile.
Sul finire della amministrazione Pone si era distinto, tra gli oppositori interni alla stessa area della giunta, un imprenditore di Madonna dell’Arco per aver fatto da collettore in una raccolta di firme contro l’utilizzo dell’area individuata per la costruzione dell’isola ecologica. Era l’utilizzatore di fatto dell’area destinata ad ospitare l’isola ecologica, Francesco Rea, un imprenditore con la sua attività commerciale a ridosso della zona.

Poche firme raccolte tra cittadini preoccupati e i molti amici dell’imprenditore.
L’imprenditore trova ospitalità nelle liste del nuovo candidato sindaco di centrodestra Carmine Esposito.
La nuova giunta doveva solo avviare i lavori per la costruzione dell’impianto destinato alla raccolta dei rifiuti differenziati, ma il peso politico del neo consigliere e la morbidissima azione legale intrapresa da un avvocato vicino alla nuova giunta (avv.to Tabellini) che aveva notificato alla amministrazione la opposizione di uno dei proprietari confinanti con l’area destinata all’impianto (Aliperti) a consentire l’accesso al suolo, convinse la neonata amministrazione, a deliberare per il cambiamento dell’area per l’impianto.

Poche firme raccolte e contestazione legalmente debole e inefficace. L’accesso al suolo poteva essere assicurato dal legittimo diritto del comune ad ottenere un accesso al suo terreno. Ma è lecito supporre che le due azioni sinergiche provenienti da ambienti interni alla nuova maggioranza produssero gli equilibri necessari per favorire la decisione di spostare l’isola ecologica.
Sta di fatto che l’amministrazione guidata dal sindaco Carmine Esposito decide con delibera di giunta 178/2010 di delocalizzare il progetto di costruzione dell’isola ecologica in una nuova area.
Quella delibera contiene alcuni elementi che di fatto testimoniano l’errore politico amministrativo in cui mette la giunta del sindaco Esposito, per meglio analizzarla nei contenuti riportiamo il testo integrale delle motivazioni con cui si giustificava la scelta di delocalizzare l’impianto:

EVIDENZIATO CHE
– sulla scelta dell’area si erano già avute rimostranze da parte di cittadini residenti nella zona dove individuata per la dislocazione dell’isola ecologica tanto che in data 8.07.2009 il difensore civico della Regione Campania, in riferimento a ricorso presentato dai suddetti cittadini, aveva inoltrato al Comune di Sant’Anastasia richiesta di informazioni utili sull’intera questione;

SOTTOLINEATO CHE
– successivamente a quanto suesposto in data 08/02/2010 perveniva nota dello Studio legale Avv. Angelo Tabellini acquisita al prot.2669 del 8.2.2010 con la quale il medesimo , in rappresentanza del sig. Aliperti Vito, diffidava il Comune a non effettuare alcun transito né pedonale né carraio nella zona di proprietà del proprio rappresentato invitando l’Ente ad individuare ulteriore zona di ingresso o di passaggio al fondo;

CONSIDERATO CHE
– a seguito di quanto suesposto il già citato procedimento di gara per l’affidamento dell’appalto integrato de quo è stato sospeso in attesa di decisioni in merito;

EVIDENZIATO INOLTRE CHE
– Il POS (piano Strategico operativo) in corso di adozione dal parte dell’Amministrazione provinciale individua l’area prescelta per la realizzazione dell’isola ecologica nella fascia di cd. eccellenza turistica per la vicinanza della medesima al Santuario di Madonna dell’Arco prospettandosi per essa un differente sviluppo urbanistico;

– CONSIDERATO che , sulla scorta di tutto quanto suesposto, si è proceduto all’individuazione di una differente area di dislocazione dell’isola ecologica e che in particolare è stata individuata un’ area di proprietà comunale sita all’interno del ex p.d.z. 167 di Via Romani ssa su quota parte dell’area retrostante il plesso scolastico Elsa Morante e individuata in catasto al fg.10 part.687);

Come si può leggere nello stralcio del documento le motivazioni principali sono Le rimostranze dei cittadini residenti e la diffida dell’avvocato Tabellini.
Nessuno dei due procedimenti aveva a quel tempo assunto la forma di un atto legale.
L’altra motivazione contenuta nella delibera è evidentemente insufficiente a giustificare la scelta contenuta nel paragrafo successivo. la nuova localizzazione alternativa gravita nella stessa fascia di eccellenza, è comunque vicina al santuario e anche per quella area è indicato un diverso sviluppo urbanistico nei precedenti strumenti di gestione del territorio.
Si configurano ben tre elementi di grave illegalità, ma soprattutto tre elementi che non possono non determinare una grave lacerazione nel tessuto sociale.

– Le motivazioni insufficienti
– L’interesse privato di un consigliere comunale di maggioranza
– La scelta per la nuova area destinata ad ospitare l’isola ecologica individuata nella stessa area socio-culturale chiaramente orientata a sinistra, alternativa alla giunta di governo della città
La scelta di delocalizzare, condivisibile e necessaria, doveva essere oggetto di un confronto aperto e sincero in consiglio comunale e tra i cittadini. Doveva indicare in maniera trasparente quante e quali aree alternative, quali tra queste erano più funzionali all’impianto,
Gli uffici comunali e i funzionari, e gli enti sovracomunali (ASL, ARPAC Provincia) avrebbero dovuto analizzare nei contenuti le alternative ed esprimere un parere tecnico responsabile.
Nulla di tutto ciò è avvenuto.

Con una nuova delibera di giunta 349/2011 l’amministrazione approva il nuovo progetto per la costruzione dell’isola ecologica in zona Romani, in Via Petrarca. A ridosso della scuola Elsa Morante, incurante anche delle indicazioni ricevute dall’ASL e da quelle contenute nel DM 18/12/1975 che circa l’ubicazione di una scuola prescrive che deve essere:” lontana da depositi e da scoli di materie di rifiuto,… da strade di grande traffico,…da tutte quelle attrezzature urbane che possono comunque arrecare danno o disagio alle attività della scuola stessa” (art. 1.1.4). e della considerazione che a parte dei rifiuti, occorre tener conto anche del traffico veicolare che si determinerà in prossimità della scuola con l’inevitabile disagio che determinerà alle attività scolastiche.

I cittadini hanno scoperto così che l’area individuata dalla giunta Pone non era l’unica, che ne esistevano almeno altre due di cui una indicata come nuova localizzazione ed una seconda in prossimità di Via Libero Grassi destinata secondo i desideri del sindaco e della sua giunta ad ospitare la caserma dei Carabinieri da anni attesa a Sant’Anastasia.
A queste se ne aggiungono altre di cui i cittadini non ne conoscono l’esistenza.
Come era inevitabile i cittadini residenti nella zona indicata manifestano energicamente fino a produrre un ricorso al TAR e una denuncia in procura per gli atti illeciti.

il ricorso al TAR respinto senza entrare nel merito non resterà certo privo di ulteriori azioni legali.
Il sindaco, che manifesta sempre più evidentemente la sua parzialità, dimentica di essere il sindaco di tutti, e avvia tutti i procedimenti necessari per avviare la costruzione dell’impianto.
Il rischio è ora evidente:
I cittadini di via Romani manifesteranno in maniera sempre più determinata la loro ferma opposizione ad essere trattati da sudditi e rivendicheranno con maggiore forza le loro ragioni.
Il sindaco, se si opporrà con la stessa determinazione fin ora mostrata, consoliderà la frattura tra i cittadini della parte alta della citta contro i nuovi cittadini delle aree periferiche.

Farà emergere una radicalizzazione fra i residenti storici, e quelli di nuovi insediamenti. Fra i proprietari di terreni e fabbricati contro gli assegnatari di case popolari acquistate con anni di sacrifici.
Il paese ne uscirebbe lacerato e sconfitto in ogni caso.
neAnastasis è convinta che occorre lavorare per evitare questa prospettiva ed invita il sindaco e quanti, suoi amici e consiglieri, hanno a cuore le sorti del paese a trovare il modo per rimettere in discussione tutto e ricomporre una frattura pericolosa. 

Adv

In evidenza questa settimana

Pomigliano d’Arco, Saiello (M5S) : “Costruire una prospettiva stabile per lavoratori e imprese”

Riceviamo e pubblichiamo “Il polo industriale di Pomigliano d’Arco sta...

Brusciano, successo per il Premio “Sulla Strada della Vita – Fabio Postiglione”

Riceviamo e pubblichiamo Una mattinata di memoria, legalità e impegno...

Torre del Greco, Premio “Miglio d’oro, fiore del mediterraneo” alle studentesse del I.S. “F. Degni”

Riceviamo e pubblichiamo Si è tenuta  a Torre Del Greco,...

Somma Vesuviana. “Missione natura green”: la tutela dell’ambiente unisce la comunità

Riceviamo e pubblichiamo “Missione Natura Green” 5^ Edizione: grande partecipazione...

Somma Vesuviana, ballottaggio, Nocerino: “Nessun appoggio, saremo una minoranza costruttiva e vigile”

Riceviamo e pubblico Conferenza stampa di Peppe Nocerino insieme a...

Argomenti

Pomigliano d’Arco, Saiello (M5S) : “Costruire una prospettiva stabile per lavoratori e imprese”

Riceviamo e pubblichiamo “Il polo industriale di Pomigliano d’Arco sta...

Brusciano, successo per il Premio “Sulla Strada della Vita – Fabio Postiglione”

Riceviamo e pubblichiamo Una mattinata di memoria, legalità e impegno...

Somma Vesuviana. “Missione natura green”: la tutela dell’ambiente unisce la comunità

Riceviamo e pubblichiamo “Missione Natura Green” 5^ Edizione: grande partecipazione...

Sparatorie in serie, convocato comitato in Prefettura: Acerra diventa un caso

  ACERRA – Nella giornata di Giovedì 28 Maggio ad...

Napoli si trasforma in passerella urbana: arriva “Chic Shoes Bag in Town”

  NAPOLI – Moda, creatività e innovazione si incontrano nel...
Adv

Related Articles

Categorie popolari

Adv
Adv