Le richieste di risarcimento sono state spedite dai distretti sanitari di Napoli centro a casa di tantissimi utenti, molti gli anziani. Intanto il Tribunale dei Diritti del Malato minaccia una class action contro l’Asl 1.
I distretti sanitari della Regione Campania sono assediati da centinaia di cittadini, utenti che hanno ricevuto dagli uffici amministrativi delle asl l’ingiunzione alla restituzione di somme relative ai ticket per prestazioni fruite dal servizio sanitario nazionale nell’anno 2011.
Le raccomandate inviate ai pazienti recano il titolo “recupero a carico dei cittadini” e minacciano il “recupero coatto” entro trenta giorni in caso di inottemperanza all’obbligo della restituzione delle somme non pagate. Per evitare il pagamento è concesso al cittadino di esibire nuovamente la documentazione già trasmessa nel 2011 al distretto Sanitario competente e, quindi, di riconfermare il proprio legittimo diritto all’esenzione dal pagamento. Nel frattempo però tantissimi utenti hanno smarrito la documentazione esibita quattro anni fa oppure sono deceduti. Per cui in centinaia si sono rivolti al Tribunale per i Diritti del Malato.
“Nella maggioranza dei casi – spiega in un comunicato l’associazione che tutela i fruitori della sanità pubblica e privata – si tratta di persone molto anziane, sole, affette da gravi patologie invalidanti, a limitata capacità deambulatoria ed in gran parte già in possesso del beneficio della legge 104, beneficio che concede, agli invalidi al 100%, anche il diritto ad un “accompagnamento”.
“Dalla copiosa documentazione che i cittadini hanno esibito al personale volontario di Cittadinanzattiva – aggiungono gli esponenti del Tribunale – è emerso che nella quasi totalità dei casi esaminati i cittadini avevano titolo ad esenzioni, o per motivi di reddito o per quelli connessi alla patologia da cui erano affetti”. Il codice di esenzione esibito dai ricorrenti dimostrerebbe che all’epoca della prestazione sanitaria era stato loro riconosciuto dalla asl competente un diritto di esenzione. A ogni modo la sanità ragionale ha deciso lo stesso di spedire quelle che il Tribunale definisce “cartelle pazze”.
Distretti Sanitari che prescindendo dall’esame delle singole situazioni personali hanno pensato di inviare alla quasi totalità dei pazienti ( quelli del 2011) una minacciosa raccomandata per la restituzione delle somme che secondo loro sarebbero state indebitamente eluse. A sua volta Cittadinanzattiva si è immediatamente attivata indirizzando una raccomandata sia al direttore generale dell’Asl Napoli 1 centro, Ernesto Esposito, sia a Ferdinando Romano, che è il capo dipartimento salute della Regione Campania. La missiva illustra le anomalie riscontrate, i forti disagi arrecati ai cittadini e invita a una rivisitazione del provvedimento di “recupero” inviato a tanti pazienti esonerati dall’onere del ticket per le prestazioni ricevute.
“L’argomento – concludono i responsabili del Tribunale dei Diritti del Malato – è di tale portata generalizzata che ben si presta ad una “Class Action” nel caso in cui l’Asl Napoli 1 non decidesse per una sospensione immediata della riscossione dei “recuperi” da quei soggetti che, a suo tempo, ne sono stati legittimamente esonerati a causa delle condizioni economiche o per la gravi patologie sofferte, oppure per entrambi i casi”.
(Fonte foto: Rete Internet)

