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San Giuseppe Vesuviano, scarti industriali in fiamme a Via Saracari Centoni

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Decine di tonnellate di scarti tessili andate in fumo a via Saracari Centoni. Intervengono in massa ambientalisti, cittadini, comune Polizia Municipale, Carabinieri e Vigili del Fuoco.

Ore 12 di domenica 26 gennaio,il cielo è coperto dalle nubi ma sappiamo che non pioverà, nonostante il freddo è piacevole passeggiare per il centro.
E’ bastato uno sguardo al cielo in direzione Sud perchè una domenica di festa piombasse nel triste incubo che ci attanaglia da quasi vent’anni: una nube nera alta centinaia di metri, oscurava il cielo.

Senza pensarci su due volte parto in direzione dell’incendio, come immaginavo la fornace è in via Saracari Centoni a poche centinaia di metri dalla vasca Borbonica, che raccoglie parte delle acque pluviali della zona alta di San Giuseppe Vesuviano. Sul posto sono già presenti gli attivisti del Movimento 5 Stelle accortisi dell’incendio mentre si trovavano sotto il Castello Mediceo ad Ottaviano, quasi a 6 km di distanza.

Immediatamente parte una raffica di telefonate di emergenza, vengono allertati Vigili del Fuoco, Polizia Locale, Comune e Carabinieri.
I primi ad arrivare sono i Carabinieri di Terzigno che iniziano i rilievi del caso, identificando gli ambientalisti presenti.

A ruota arrivano Polizia Locale e il consulente del comune di San Giuseppe Vesuviano Luigi Acquaviva, che possono solo constatare il disastro ambientale in atto. L’incendio ha fatto sì che venisse bruciata una decina di tonnellate di scarti tessili, ma nell’area vi sono alcuni metri cubi di lamiere di amianto e lungo la strada tonnellate di rifiuti incendiati marciscono alle intemperie.

Solo dopo una quarantina di minuti arriva la prima autopompa dei Vigili del Fuoco proveniente da Castellamare di Stabia la cui riserva d’acqua si esaurisce in pochi minuti. Bisognerà poi aspettare un’ora l’arrivo di un’altra autopompa. Oramai l’incendio ha quasi ultimato il suo lavoro seminando morte chimica per chilometri su tutta l’area a valle di San Giuseppe Vesuviano, uomini piante e animali hanno ricevuto ognuno la propria razione di diossina.

Visti da qui i trionfali manifesti natalizi con cui l’amministrazione Catapano annunciava quota 61% di raccolta differenziata, hanno il sapore della beffa. Anche se un grosso risultato è stato ottenuto nella gestione dei rifiuti urbani: niente è stato fatto per quella degli scarti industriali. Il comando Polizia Locale, diretto dal Dott. Ciro Cirillo, nel corso del 2013 è riuscito a chiudere oltre 60 aziende non in regola sia dal punto di sanitario che amministrativo, aziende che quotidianamente bruciavano gli scarti industriali in piccoli inceneritori casalinghi. Il problema è che la denuncia è stata fatta sul piano penale aprendo un fascicolo presso la Procura della Repubblica di Nola dove gli avvocati hanno messo in moto tutte le leve che il nostro sistema legale, fortemente garantista, fornisce in questi casi. Il risultato è stato che mentre il Procuratore istruisce la causa contro un fantomatico cittadino straniero,i locali vengono dissequestrati e l’attività procede sotto altro nome al civico successivo.

Gli attori che sono totalmente latitanti in questa squallida storia fatta di produzioni a nero e scarichi abusivi e selvaggi sono in realtà altri. Il primo della lista è l’Ufficio Attività Produttive del Comune che dovrebbe avere il controllo totale delle aziende sul territorio da un punto di vista amministrativo e intervenire prima che il rifiuto venga prodotto. Il secondo grande latitante è l’ASL che interviene solo su chiamata e cioè quando i nuclei interforze entrano mano militare in queste aziende e trovano persone che vivono,mangiano e lavorano nello stesso spazio. In breve lo Stato è completamente assente da questi territori, si presenta con la faccia feroce solo dopo che il danno è stato fatto.

E’ di questi giorni l’approvazione del decreto Terra dei Fuochi che istituisce l’arresto per chi è viene preso mentre scarica o incendia i rifiuti, cosa che ci viene confermata dai Carabinieri di Terzigno mentre ci controllano i documenti, solo che basta girarci intorno per capire l’inutilità della norma. A solo 500 metri in linea d’area da dove ci troviamo vi è Piano Del Principe,noto punto di scarico e incendio di rifiuti da oltre 10 anni, chiunque tranquillamente potrebbe scaricare centinaia di tonnellate di materiale e farla franca mentre noi siamo intenti a spegnere questo incendio.

E’ tardi, le famiglie aspettano. Ci salutiamo augurandoci che questo sia l’ultimo incendio a cui assisteremo, salutiamo i Vigili del Fuoco che nonostante siano coscienti dell’inutilità del loro lavoro continuano a correre su e giù per il Vesuviano a spegnere braci chimiche spesso usando acqua e mani nude. A loro, a questi giovani uomini, va tutto il rispetto e l’ammirazione dei presenti.

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