In questa intervista Mimmo Mignano, leader dei Cobas del Comitato di lotta cassintegrati e licenziati Fiat, prevede altre tensioni nel polo industriale di Pomigliano: ” Vogliamo lo sciopero nella fabbrica della Panda”.
Mignano, ormai lei è al centro dell’attenzione per tanti motivi, soprattutto legati agli scontri di piazza e alle occupazioni di sedi sindacali, di partito e istituzionali. Pensa che gli incidenti della scorsa settimana diventeranno solo un lontano ricordo in questa che è appena iniziata?
“No. Penso che si sia aperta un’altra settimana dura. Dura non per scelta dei lavoratori ma per scelta dei padroni, che continuano il loro massacro dei livelli occupazionali nel polo industriale più grande del Mezzogiorno. Penso alla Tiberina, per esempio. Come cassintegrati Fiat non possiamo restare a guardare di fronte ai 50 licenziamenti. Se passano questi allora passeranno anche quelli nella Marelli ex Ergom, nel polo logistico Fiat di Nola e nella stessa Fiat di Pomigliano.Bisogna unire le lotte. E’ necessario che vengano unificate tutte queste vertenze in una sola. Ma non penso solo al massacro dei livelli occupazionali nella Fiat. Penso anche al massacro dei salari e dei diritti che l’Ipercoop, la ex cooperativa rossa, ha operato ai danni di tanti lavoratori della zona”.
Lei ha parlato di settimana dura. Cosa intende?
“Per settimana dura intendo che siamo in stato di agitazione. Come cassintegrati e licenziati Fiat ci uniremo alla lotta dei lavoratori della Tiberina di Pomigliano per contrastare questi licenziamenti e per proporre ai lavoratori della Marelli ex Ergom una giornata di lotta a partire dai cancelli della Fiat di Pomigliano”.
Crede che al Comitato di lotta cassintegrati e licenziati si uniranno di nuovo anche i disoccupati organizzati di Acerra?
“Si, loro e gli studenti di Napoli del laboratorio Iskra”.
Mignano, ma che intendete fare, cos’ha in mente?
“Non ci sono scorciatoie: bisogna giungere a uno sciopero nella Fiat, perchè la Tiberina è figlia della Fiat. Se si occupa una fabbrica dove si produce per la Fiat di Pomigliano non è possibile che lo stabilimento automobilistico continui a lavorare, sfruttando magari forniture che lo stesso gruppo Tiberina continua a garantire utilizzando altri impianti italiani”.
Ipotizza dunque una nuova settimana di scontri?
“Noi non siamo per gli scontri. Ma se passano i licenziamenti la situazione inevitabilmente si complicherà ”.

