Contro il ritorno di chi ha amministrato nel recente passato, il capolista di “Mo Bast”, Francesco Servino, dichiara: “É per questo che diciamo che Mo Bast!”.
Sono passati tre anni dallo scioglimento del Comune di San Giuseppe Vesuviano per infiltrazioni mafiose: il 28 e il 29 Ottobre si torna alle urne e il PdL ricandida tutta la vecchia giunta comunale. Anche l’ex sindaco Antonio Agostino Ambrosio è nella lista di centrodestra: sostiene la candidatura di Antonio Ambrosio, assessore al bilancio nell’amministrazione sciolta nel 2009 con decreto del Presidente della Repubblica. Come se non bastasse, nelle liste che appoggiano Antonio Ambrosio (Udeur e Forza San Giuseppe) la prefettura ha scoperto e cancellato due condannati.
Un appuntamento elettorale che costituisce un’occasione di riscatto per i sangiuseppesi agli occhi dell’opinione pubblica e dove l’unica proposta nuova, non legata ai partiti e ai vecchi nomi della politica cittadina, è quella di Mo Bast!, lista civica che appoggia il candidato sindaco Roberto Duraccio.
Mo Bast! nasce in seno all’associazione Orgoglio Meridionale con lo scopo di combattere tutte le discriminazioni ai danni dei cittadini del Sud e si è fatta conoscere per la petizione popolare contro il caro RC Auto raccogliendo in poche settimane oltre 100mila firme e un seguito di 80mila sostenitori. I principali esponenti di Mo Bast! sono stati convocati, l’anno scorso, dalla Commissione Europea a Bruxelles che ha garantito il proprio impegno per combattere questa discriminazione. Mo Bast! raduna attualmente nomi conosciuti nella zona vesuviana e nella provincia di Napoli per l’impegno di carattere ambientalista e nelle lotte per la difesa della legalità e dei diritti cittadini.
Capolista di Mo Bast! alle elezioni amministrative di San Giuseppe Vesuviano è Francesco Servino, 28 anni, giornalista. Si è fatto conoscere per le inchieste condotte per il quotidiano nazionale Terra, documentando principalmente il disastro ambientale della Campania. "É dall’inizio che invitiamo i cittadini a fare attenzione" spiega Francesco Servino, capolista di Mo Bast! alle elezioni amministrative di San Giuseppe Vesuviano. "A un certo punto c’è stata anche una campagna di disinformazione sulla possibilità di voto disgiunto: qualcuno ha voluto far credere ai cittadini che è obbligatorio barrare anche il nome del sindaco collegato alla lista, ma per legge si è liberi di scegliere un candidato sindaco diverso".
"Lo slogan che abbiamo scelto per la campagna elettorale a San Giuseppe Vesuviano è "senza partiti, senza compromessi": diciamo "no" ai partiti perchè reputiamo questa condizione necessaria a voltare pagina, altrimenti significa prendere in giro i cittadini e subire ancora le ingerenze di chi, da destra a sinistra, è presente sulla scena politica da anni". "Altro messaggio che sta facendo passare chi vuole sminuire il nostro operato è che Mo Bast! sia una lista prettamente votata contro il caro assicurazioni: al nostro interno è presente chi si è distinto concretamente in ambito ecologista e nelle battaglie in difesa dei diritti dei cittadini. Un impegno attestabile da tutta la società civile, dai movimenti e dalle associazioni di tutta la provincia di Napoli che in noi ripongono grande stima e che ci spingono ad andare avanti".
"La nostra è una lista pulita, formata da giovani, professionisti, in grado da domani di saper governare". Sulla decisione di sostenere Roberto Duraccio: "Abbiamo in mente un progetto serio e Roberto l’unico che ha mostrato interesse a portarlo avanti con noi. A San Giuseppe Vesuviano c’è bisogno di fare cultura: è il paese in cui sono cresciuto. Sogno una città dove ci sia non solo il wi-fi gratuito in piazza, le piste ciclabili e le aree verdi, tutte cose che in un paese normale dovrebbero già esserci, ma la possibilità di nuove prospettive di sviluppo e la speranza per tutti i giovani che non vogliono allontanarsi di poter lavorare qui".
"Ho parlato anche di risorsa turismo e non è fantascienza: San Giuseppe Vesuviano si trova giusto al centro di un’area dalla storia antichissima. Dalle ville romane di cava Ranieri a Terzigno, la "nuova Pompei", alle ville di Ottaviano agli scavi protostorici di Longola a Poggiomarino, bisogna promuovere un coordinamento con i comuni viciniori e la soprintendenza e agire rapidamente per valorizzare le risorse archeologiche e naturali. E’ da questo progetto che nasce il nome di Città Metropolitana".
Sugli scempi ambientali: "La salute prima di tutto. L’inquinamento è attualmente la piaga peggiore del territorio vesuviano. Roghi tossici, discariche: tutto concorre a generare condizioni di insalubrità che si ripercuotono in termini di patologie anche gravi sulla popolazione di San Giuseppe Vesuviano, tra le più colpite. Ricordo la disastrosa situazione della Vasca al Pianillo, che arreca danni anche al comune confinante di Poggiomarino. Urge un piano immediato di bonifiche e la costruzione di un centro di riciclo modello Vedelago. E’ vergognoso vedere gli anziani passeggiare in mezzo ai cumuli di spazzatura in piazza e nelle strade. Anche in tal senso abbiamo il sostegno dei pezzi grossi dell’ecologismo, da Antonio Marfella a Vincenzo Cenname, che hanno preso parte all’evento di presentazione delle liste di Mo Bast! e Jamm".
Un appello, in conclusione: "Invito tutti i quelli che sono disgustati dalla politica e dai partiti, gli indecisi e quelli che hanno intenzione di recarsi in cabina elettorale per lasciare la scheda bianca a rifletterci bene e non perdere l’opportunità di votare per Mo Bast, perchè si tratta di un movimento costituito da soli cittadini che si sono impegnati negli ultimi anni a portare avanti tutte le cause giuste, dai referendum alle petizioni popolari. "Siamo indignati" conclude Servino "E per questo sentiamo l’esigenza di contrapporci a un sistema che a San Giuseppe Vesuviano ha fatto il suo tempo".

