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Tufino. Gli operatori ecologici senza stipendio da due mesi

Una situazione insostenibile per le nove unità addette alla raccolta dei Rifiuti Solidi Urbani sul territorio comunale di Tufino.

Già dal settembre 2011 al Febbraio 2012 i dipendenti dell’allora Campania Felix, oggi in liquidazione, non hanno percepito lo stipendio comprensivo di tredicesima e quattordicesima a causa del mancato pagamento delle fatture da parte del Comune di Tufino.

Addirittura i lavoratori, per recuperare le loro spettanze, sono stati costretti ad affidarsi ad un legale che ha fatto un decreto ingiuntivo indirizzato alla società Campania Felix e all’Amministrazione Comunale. Ancora oggi i lavoratori non hanno ancora percepito le mensilità maturate. È da precisare che i lavoratori in questione hanno comunque sempre assicurato il servizio. Dal marzo 2012 il servizio di raccolta dei Rifiuti Solidi Urbani è stato affidato alla società TEKRA SRL che ha anticipato le mensilità di giugno e luglio 2012 nonostante il Comune di Tufino non avesse pagato le fatture alla società stessa. La società TEKRA SRL , stanca dei mancati pagamenti da parte del Comune di Tufino, si rifiuta di continuare ad anticipare le mensilità agli operatori ecologici.

Ad oggi i lavoratori non hanno percepito le mensilità di agosto e settembre 2012, né ci sono segnali da parte della nuova Amministrazione comunale nella direzione della risoluzione della questione che pesa sulle spalle dei lavoratori e delle loro famiglie (molte delle quali hanno mutui e finanziarie da pagare), ma anche su quelle dei cittadini. Gli operatori ecologici, tramite il loro sindacato, avevano informato il Comune di Tufino di effettuare una procedura di raffreddamento (riduzione del servizio senza interruzione) a partire dal 25 settembre per indurre il Comune stesso e la società TEKRA SRL a corrispondere le mensilità arretrate. Viste frustrate tutte le aspettative, i lavoratori hanno indetto una giornata di sciopero per il 16 ottobre 2012, così come previsto dalla legge 146/90 con successive modifiche e integrazioni.

"Noi lavoratori siamo costretti a questo tipo di agitazione, pur consapevoli di arrecare notevoli disagi alla popolazione tufinese, ma solo in questo modo possiamo tutelare i nostri diritti e possiamo difendere il reddito delle nostre famiglie le cui esigenze non possono essere soddisfatte nell’assenza di una regolare retribuzione".

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