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Pomigliano, la rivolta delle refezioniste: niente pasti agli alunni e scuole materne a mezzo servizio

Ieri e stamane le refezioniste hanno scioperato contro i tagli ai già miseri stipendi. Risultato: non sono stati distribuiti i pasti ai bimbi degli asili, che sono stati costretti a chiudere quattro ore prima.

Refezioniste sul piede di guerra, donne in grave difficoltà sull’orlo della disperazione. Ieri hanno piazzato un presidio davanti al municipio le operaie che lavorano per conto del comune nell’ambito del servizio di distribuzione dei pasti agli alunni delle scuole materne di Pomigliano.

Motivo: l’amministrazione guidata dal sindaco del Pdl Raffaele Russo vuole ridurre il servizio da 3 a 2 ore al giorno, cosa che causerebbe la conseguente riduzione degli stipendi dagli attuali 420 a circa 300 euro. Inevitabile, dunque, la rabbia delle refezioniste, 23 in tutto, che ieri, intorno alla 11 e trenta, si sono recate al comune più inviperite che mai. Già il giorno prima le lavoratrici avevano dichiarato lo stato di agitazione. E l’astensione da tutte le prestazioni che ne è scaturita, effettuata anche stamane, ha causato la mancata erogazione dei pasti ai circa cinquemila bambini che frequentano le 21 scuole materne della cittadina. Le direzioni didattiche sono state dunque costrette a disporre l’uscita anticipata dalle materne.

Disagi notevoli: gli alunni della scuola dell’infanzia sia ieri che oggi sono tornati a casa a mezzogiorno anziché alle quattro e mezza del pomeriggio. Nel frattempo stamane le donne si sono recate in municipio per chiedere al vicesindaco, Vincenzo Caprioli, di non attuare i tagli programmati. Una richiesta che non ha avuto seguito visto che la giunta ha annunciato ai sindacati che a gennaio procederà all’espletamento della nuova gara d’appalto per la refezione. Gara il cui capitolato prevede, appunto, la riduzione delle ore di servizio da 3 a 2.

A questo punto le operaie lanciano un appello accorato: “Ci hanno risposto che le iscrizioni alle scuole materne si sono ridotte per cui non c’è più la necessità di farci lavorare per tre ore. Ma che modo è questo di amministrare? Noi svolgiamo una funzione sociale e per giunta siamo in maggioranza ragazze madri, donne separate, monoreddito e con figli a carico. Che modo è questo di rispondere ai gravi problemi di una comunità già prostrata da questa terribile crisi? Il sindaco pensa di risolvere almeno in parte i problemi del comune causando i tagli di già più che miseri stipendi? E quando questi miseri stipendi saranno tagliati l’amministrazione non pensa di aggravare una situazione sociale ormai tremenda?”.

A ogni modo per il momento è tregua armata. Da domani il servizio di refezione tornerà regolare. Resta sullo sfondo una situazione economica complessiva molto difficile, anche per gli enti locali.

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