Iniziata la campagna elettorale del candidato di Jamm che afferma: “Puntiamo ad un paese normale”.
Un paese normale. E’ quello che ha in mente Roberto Duraccio, candidato a sindaco di Jamm, che ieri in un incontro aperto ai comitati e ai movimenti civici del territorio ha dato inizio alla campagna elettorale ricevendone il sostegno e illustrando i punti essenziali del programma.
Un’esperienza che parte dai cittadini, molto più che un esperimento di democrazia diretta. “In un paese normale si lascia la propria terra solo per viaggiare” scriveva Enzo Biagi, ed è anche il pensiero dei candidati della lista di Roberto, soprattutto della componente giovane, che vedono in Jamm una proposta alternativa seria, il motivo che li spinge a restare.“Puntiamo molto sulle risorse locali” spiega Roberto “che sono maggiori di quello che si pensa, promuovendo il concetto di chilometro zero per lo sviluppo dell’economia cittadina. Nel nostro programma ci sono idee innovative come quelle della banca etica, un istituto di credito che sostiene la clientela disagiata, e la creazione di centri commerciali naturali, ovvero circuiti economici di soli imprenditori e produttori locali.
Il paese ha bisogno di essere riportato alla normalità: la politica degli ultimi anni ha generato un rifuggire da ogni regola. Trasparenza nella pubblicazione di ogni atto, coinvolgimento diretto nelle scelte di bilancio: riteniamo di fare con i cittadini tutte le scelte che generano benessere”. Sul tavolo i temi che hanno caratterizzato le campagne di sensibilizzazione a tutela dei cittadini che hanno visto l’associazione Jamm lavorare in prima linea col movimentoMoBast. Una cooperazione che va avanti da tempo e che ha visto convergere Jamm e MoBast su un progetto comune che ha voluto tenere alla larga i partiti per proporre un’alternativa vera, espressione diretta della società civile.
Il movimento MoBast, tramite l’associazione Orgoglio Meridionale, ha raccolto in breve tempo oltre 100mila firme per una proposta di legge popolare contro il caro assicurazioni RC Auto e si batte contro tutti i tipi di discriminazione del Sud. Al movimento hanno aderito in poche settimane oltre 80mila persone (10mila quelle attualmente iscritte al gruppo su facebook).Capolista di MoBast è uno dei suoi principali esponenti, Francesco Servino, 28 anni, un giovane cresciuto a San Giuseppe Vesuviano: giornalista e attivista ambientale e civico, ha preso parte alle più importanti proteste del territorio vesuviano.
“Una protesta che è sempre andata di pari passo con le proposte” spiega Servino: “MoBast e l’associazione Orgoglio Meridionale hanno deciso di appoggiare Roberto Duraccio perché è l’unico candidato a sindaco col quale siamo certi di poter intraprendere dei progetti di sviluppo seri per il paese.Abbiamo ricevuto da Roberto la precisa garanzia di rifiutare ogni tipo di accordo proveniente dai partiti:ci poniamo come l’unica alternativa alla vecchia politica locale. Fondamentale sarà trasmettere il concetto di cittadinanza: ognuno ha diritto al benessere che gli spetta. Daremo ai cittadini la possibilità di dire basta a tutto quello che non funziona”.




