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San Giorgio a Cremano. Villa Pignatelli di Montecalvo, ennesima sollecitazione ai proprietari dell’edificio storico

L’assessore Giorgio Zinno fa il punto della situazione ai nostri taccuini.

In territorio di San Giorgio a Cremano, su Largo Arso, affaccia la bellissima, settecentesca Villa Pignatelli di Montecalvo, situata in un crocevia che segna un punto di confine con Portici, e sembra quasi accogliere coloro che giungono nel vesuviano per fare il tour dei casini di delizie. Conserva, drammaticamente, la sua bellezza, anche se fatiscente, punteggiata di panni stesi, qualche condizionatore qua e là … Ora anche ponteggi: nei mesi scorsi, per una seria lesione strutturale presente nell’ala laterale, dovette essere parzialmente sgomberata. Un improvviso ma, purtroppo, annunciato dissesto statico.

L’Amministrazione comunale provvide opportunamente e prontamente alla messa in sicurezza della fabbrica, sistemando a proprie spese quattro famiglie che abitavano l’ala interessata.
Dalla seconda metà del ‘900 la proprietà di Villa Pignatelli di Montecalvo è stata frazionata tra i vari eredi: da unica unità abitativa, attualmente conta dieci appartamenti. L’edificio fa parte del patrimonio dell’Unesco, quindi, sotto un vincolo che avrebbe dovuto impedire un simile scempio. Va sottolineato, comunque, che, trattandosi di una proprietà privata, le Amministrazioni comunali, in analoghe situazioni, possono solo intervenire in caso di pericolo per l’incolumità della cittadinanza e per garantire la sicurezza degli occupanti.

All’epoca dei fatti, parlammo con Giorgio Zinno, assessore alla Valorizzazione delle Ville Vesuviane, che ci descrisse i gravi danni presenti nell’ala dell’edificio prospiciente via Botteghelle: una lesione longitudinale che dal tetto arriva fin quasi al pianterreno, talmente seria che in alcuni punti vi si vede attraverso. Da un sopralluogo sul tetto, inoltre, fu rilevato che le infiltrazioni di acqua piovana avevano creato un’intercapedine sotto la guaina d’asfalto; l’acqua defluiva, poi, nella lesione. Furono allestiti due ponteggi: uno di contenimento ed un altro, interno, atto a verificarne giorno dopo giorno l’andamento della lesione. L’assessore Zinno ci ha dato ulteriori delucidazioni.

Quali sono i prossimi provvedimenti dell’Amministrazione per Villa Pignatelli?
«Coinvolgere artisti e uomini di cultura di San Giorgio, come Aldo Vella e Maurizio Fraissinet, e di tutta l’area vesuviana, che in qualche modo possano dare una mano, perché bisogna svegliare il territorio intero, cercando di trovare soggetti disposti finanziare l’operazione. Se non si trovano finanziamenti esterni, che possano provvedere al consolidamento e al restauro di Villa Pignatelli, il Comune sarà costretto ad intervenire in danno ai proprietari. Certo, in prospettiva quell’edificio storico potrebbe diventare proprietà dell’Amministrazione, ma a fronte di un investimento gravosissimo: stiamo parlando di almeno 3 mln di euro, se solo andiamo al consolidamento statico, figuriamoci; quindi, per il vero e proprio restauro si arriverebbe a cifre astronomiche.

Per il momento, abbiamo scongiurato il ribaltamento dell’ala lesionata, ora bisogna rinforzare i solai perché non crollino su sé stessi. Ad oggi, però, il Comune non ha questi fondi; sebbene possa essere una buona mossa strategica, per espropriarla dovrebbe essere destinata ad una funzione di pubblica utilità. La funzione dell’edificio potrebbe essere data attraverso dei privati, destinandola, per esempio, ad albergo,o impiantandovi una struttura di sistema per tutta l’area vesuviana. Ha un’ubicazione che si presta a molte funzioni: è alle porte del Miglio d’Oro e, necessariamente, dev’essere destinata a qualcosa di ben più grande: non è pensabile recuperarla e poi tenerla inutilizzata. Lo spirito dell’Amministrazione è, dunque, fare movimento e cercare soggetti che siano interessati ad investire in quest’operazione. Se non si trovano, nel momento in cui l’intervento sarà impellente e non si sarà avuta nessuna risposta da parte dei proprietari, allora il Comune agirà in danno, ma per salvare la struttura, non per restaurarla »

E a quel punto si farà l’esproprio?
«Espropriarla è un’impresa difficilissima, perché non si sa quanti siano i proprietari; in parte, addirittura, sono sconosciuti. Sono stati contati più di ottanta proprietari, e ne siamo riusciti a rintracciare, fino ad ora, solo quarantuno. Bisognerebbe fare un’affissione pubblica, iniziare una trafila burocratica complicata e lunghissima, ma non c’è tempo: Villa Pignatelli potrebbe crollare adesso ».

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