Il vicesindaco di Napoli Sodano sostiene che il territorio non abbia più bisogno di inceneritori mentre il ministro dell’Ambiente Orlando afferma che “si può rivedere l’impiantistica se c’è un salto di qualità della differenziata”.
All’università Suor Orsola Benincasa si è svolto un convegno organizzato dall’ateneo su temi ambientali nell’ambito del ciclo "Il sabato delle idee". Alla tavola rotonda hanno partecipato, tra gli altri, il vicesindaco di Napoli, Tommaso Sodano, il quale sugli inceneritori ha affermato: "Non ne abbiamo più bisogno. Si tolgano dal piano regionale e si diano le possibilità per costruire impianti alternativi".
Alla presenza del ministro dell’Ambiente Andrea Orlando e del vicepresidente della Regione Campania Guido Trombetti, Sodano ha chiesto "la restituzione dell’area nella zona est della città dove è prevista la realizzazione di un inceneritore, per fare invece impianti di selezione meccanica e compostaggio, di cui ha bisogno la città di Napoli e la regione". Non si è fatta attendere la risposta del ministro Orlando che ha dichiarato testuale: "Si può rivedere l’impiantistica, anche quella centrata sugli inceneritori, se c’e’ un salto di qualità della differenziata, che per ora non c’è stata".
Per Orlando il mancato aumento della differenziata a Napoli "non è legato solo alla mancanza degli impianti, e su questo credo che ci debbano essere delle integrazioni del piano, ma anche perché c’è un problema di organizzazione dei soggetti industriali che devono gestire la differenziata". "Le aziende che gestiscono il ciclo dei rifiuti hanno bisogno di una riorganizzazione per poter raggiungere quegli obiettivi così ambiziosi. Il Comune di Napoli ha fatto proposte interessanti per farsi carico di parte della soluzione del problema. Ma attendo una risposta sulla crescita della raccolta differenziata, perché nell’ultimo anno è stata contenuta. Credo si possa fare un confronto, ma prima vorrei quel tipo di rassicurazione", ha concluso il ministro all’Ambiente.
Al convegno era presente anche Maurizio Patriciello, parroco anti-roghi di Caivano, molto attivo sul problema della Terra dei fuochi, che ha mostrato tutto il suo dissenso sull’invio dell’esercito in Campania. "Con questo sistema non andiamo da nessuna parte – ha affermato – Ci hanno raccontato mille bugie: a quattro passi dalla mia parrocchia c’è l’inceneritore di Acerra, poi l’impianto di Caivano, poi i Regi Lagni. Moriamo di fetore e ci dicono che i prodotti coltivati sono buoni. Ma se è vero che una piantina di pomodoro affonda poco le sue radici, perché sarebbe normale seminare su discariche abusive industriali?". don Patriciello ha concluso il suo intervento rivolgendosi al ministro Orlando con queste parole: "Lo dica a Renzi: la nostra gente non si fida più di nessuno, men che meno dei politici".
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