I personaggi dei dialoghi del prof. Ariola discutono di crisi economica e dei tagli del superfluo. Ma chiedono che gli interventi vengano fatti con giustizia.
Il prof. Carlo è da qualche giorno alquanto giù di morale a causa di una strana e insolita incapacità di reagire ai veleni provenienti dai vari settori del mondo esterno, specialmente da quelli economico e politico. Provvidenzialmente viene a fargli visita, e a distrarlo dai suoi deprimenti pensieri, Annella, la ragazza che ha prestato servizio in Istituto per due anni circa e poi è stata licenziata per mancanza di fondi. Se la ricordava magra con il volto tirato e mesto, con gli occhi spesso lucidi e sempre in procinto di versare lacrime. Si stupisce perciò a vederla allegra e sorridente.
– Come da queste parti? Immagino che sia venuta ad informarti per una eventuale riassunzione…
– No, no – si affretta a correggere la ragazza – Sono passata solo per un rapido saluto a tutti voi che siete stati così buoni, così disponibili…
– E il lavoro?
– Posso dire che ce l’ho un lavoro. In questo anno che è trascorso da quando sono andata via dall’istituto sono successe tre cose: prima mi sono sposata, seconda io e Marco, mio marito, ci siamo inventati un lavoro e terza tra sei mesi avrò un bambino.
– Bene, anzi benissimo. Auguri…Ma dimmi del lavoro…
– Marco già da tempo aveva messo su nel suo garage una piccola officina e si ingegnava a riparare un po’ di tutto, dalle biciclette ai tostapane, dai ferri da stiro alle lavatrici, ma era capace di costruire anche nuovi oggetti riciclando materiali dimessi. Allora abbiamo avuto l’idea di recuperare molti di questi materiali destinati alla discarica, dare loro una nuova forma, o semplicemente un nuovo colore o una diversa destinazione d’uso e metterli in vendita. Abbiamo così aperto un negozio di oggettistica e l’abbiamo chiamato “La Bottega di Mastro Geppetto”, in ricordo del famoso padre di Pinocchio. Che facciamo praticamente? Marco recupera, ad esempio, una bicicletta sgangherata allo scasso comprandola come ferro vecchio?
La ripara, la mette in grado di camminare, poi intervengo io, la dipingo con colori….di fantasia…io sono abbastanza esperta di colori perché ho frequentato la Scuola d’Arte…solo che non sono riuscita a diplomarmi…il mio professore di Disegno Artistico diceva che ci sapevo fare con il disegno e con i colori…sapevo combinarli bene insieme. Così dipingo tutto quello che mi passa Marco, sedie, tavoli, vasi, tazze, bottiglie…ultimamente abbiamo ricavato una piccola fioriera da due grosse scarpe legate insieme, trattate con gesso e pitturate da me in modo stravagante e molto divertente. Insomma, caro professore, oggi si è capito che bisogna darsi da fare, spremere le meningi e cercare di inventarsela una qualsiasi attività…perché se aspetti che un posto te lo dia qualcuno, sia un ente pubblico o un privato, rischi di aspettare l’intera vita…
– Si dice bene dunque che la necessità aguzza l’ingegno…
– …e anche “aiutati che Dio ti aiuta” …
É appena andata via Annella che entrano i proff. Geremia e Piermario impegnati in un’ennesima discussione.
– Non ci si rende conto – sta dicendo il prof. Piermario con il suo solito tono di voce alquanto alterato dallo sdegno e dalla passione – che questa tanto sbandierata e anche osannata spending review (revisione della spesa) può rivelarsi un grande imbroglio e avere ricadute disastrose sull’occupazione …
– Proprio non ti seguo – ribatte deciso il collega.
– Facciamo un esempio banale, se nel nostro Istituto si decide che si può fare a meno del custode, è pur vero che si elimina la spesa relativa ma nello stesso tempo si sopprime un posto di lavoro. Ora se consideriamo la situazione complessiva dei tagli, perché di questo si tratta, nei vari settori lavorativi, si può avere un’idea del numero ingente di posti di lavoro che vengono a mancare e che potrebbero essere ricoperti da persone attualmente ‘a spasso’…
– Resta comunque il fatto che molti posti di quelli soppressi risultano non essenziali e non necessari ai fini di una efficienza funzionale di questo o quell’ufficio e quindi è un vero spreco conservarli …
– Per questo si dovrebbe analizzare e valutare caso per caso…Ci sono settori, come la scuola, la sanità, la ricerca dove non c’è personale che basti…anche se forse bisognerebbe renderlo più qualificato e produttivo…resta comunque il fatto che con i tagli si riduce massicciamente la possibilità per quelli ancora inoccupati di trovare un lavoro. Allora, dico io, invece di parlare solo di spending review che detto così in inglese sembra acquistare una dimensione quasi magica e che possa risolvere ipso facto tutti i problemi della nostra disastrata finanza, perché non elaborare contemporaneamente anche un piano di iniziative tali da favorire l’occupazione?
Perché, tra le tante, non fornire informazioni e indicazioni relative a possibili attività alternative rispetto a quelle già esistenti? Inaccettabile e iniquo lasciare soli i disoccupati, specialmente i giovani, dicendo loro semplicemente “arrangiatevi!”
– Non si può negare – interviene il prof. Carlo che pensa subito ad Annella e a suo marito – che molti, proprio perché lasciati soli, hanno ricevuto da questa condizione un forte stimolo a cercare e anche a ‘inventare’ una qualche attività alternativa, come la chiami tu, magari riscoprendo solo una manualità artigianale che sembrava definitivamente abbandonata…
– …e quelli che non ce la fanno per tanti svariati motivi? Ma…d’altra parte, che cosa ci si può aspettare da un governo come quello diretto dal tecnocrate o, come qualcuno l’ha definito, ‘grigiocrate’ Monti, attestato su posizioni neoliberiste?
– …un neologismo questo grigiocrate (“Grandi/Lazzeri/Marcigliano, “Il Grigiocrate Mario Monti – Nell’era dei mediocri” – Prefazione di Piero Sansonetti – Ed Fuori/onda, 2012) che è ibrido oltre che impietoso e ingiusto…
– Sarà impietoso e ingiusto ma rende l’idea…
– Io penso – continua pacato il prof. Carlo – che un governo tecnico non ha il compito di mettere in discussione, tanto meno di cambiare una tendenza politica, bensì quello di risolvere i problemi legati al contesto attualmente esistente e quindi come richiesto dal sistema economico che è europeo e prima ancora mondiale. Devono essere i Paesi europei a capire che non si può rinviare il completamento della UE anche sul piano politico per tener testa e poter competere con i colossi vecchi e nuovi del villaggio globale (gli USA da una parte e i paesi del BRICS: Brasile, Russia, India, Cina, Sudafrica dall’altra).
– Prevedo – ribatte scandendo le parole e caricandole di una forte tensione drammatica il prof. Piermario – a tal proposito l’esplodere di una protesta planetaria, da un momento all’altro la parte ‘affamata’, vessata e oppressa dell’umanità potrebbe decidere di reagire e, come scrive Diego Fusaro in questo suo – mostra, anzi agita per aria un libro – “Minima Mercatalia” “decidere di non partecipare più all’alienazione globale…in nome di un’adesione a un’universalità reale che ontologicamente possibile ed eticamente necessaria ancora manca, ma di cui pure sono già state poste in essere le condizioni di possibilità.”(Ed. Bompiani, 2012, p.137).
– Condivido – annuisce il collega Carlo – la scelta del Fusaro di una “insubordinazione ragionata, di rifiuto di partecipare alla propria stessa alienazione all’interno della gabbia d’acciaio globale…”, ma ritengo che bisogna prima uscire da questa crisi spaventosa che come un buco nero rischia di fagocitarci tutti, poi penseremo a un cambiamento di rotta…
– …e tuttavia – insiste il prof Piermario – in Italia, come in Grecia, come in Spagna e in altri paesi che non stanno meglio di noi, bisogna insistere perché già adesso si correggano quanto si può “i meccanismi del mercato” come li chiama lo stesso nostro premier, impegnandosi se non in una lotta che pure sarebbe necessaria, almeno in una decisa resistenza…ecco la parola d’ordine sia questa: RESISTENZA, sì, è proprio quella che vediamo sventolare sulla bandiera del partito Syriza in Grecia (ANTISTASI).
– Per parte mia – interviene il prof. Eligio, che, entrato da poco, ha ascoltato le ultime battute dei colleghi – mi auguro che si trovi finalmente un po’ di concordia solidale e collaborativa fra tutti i partiti per salvare il salvabile. In Grecia ma in tutti i paesi dell’eurozona, si ricordino le toccanti parole con le quali Senofonte chiude la sue Elleniche: ”…nello scontro quasi tutta la Grecia si era riunita e affrontata…la divinità guidò la sorte in modo che entrambi eressero il trofeo come vincitori e nessuno impedì all’altro di innalzarlo, entrambi restituirono i morti concedendo una tregua come se avessero vinto ed entrambi li recuperarono chiedendo la tregua come se fossero stati sconfitti…”.
– Tanto di cappello per Senofonte – prorompe il collega Piermario, oggi particolarmente ‘incendiario’ – ma, per rimanere in Grecia perché non andiamo a riascoltare, anzi perché non impariamo a cantare il bel canto “Romiosini” (“Grecità moderna”) composto da Mikis Theodorakis sulle parole appassionate del grande poeta Ghiannis Ritsos ? “Questi alberi non si adattano / alla mancanza di cielo,/ queste pietre non si adattano / sotto i passi nemici,/questi volti si adattano/ solo al sole,/ queste anime si adattano solo alla giustizia…”

