L’altro giorno hanno annunciato l’inizio dell’ennesimo stato di agitazione. “Smaschereremo Marchionne: il piano Fiat è una bufala”, preannuncia Mimmo Mignano.
Cobas in stato di agitazione, di nuovo sul piede di guerra nel territorio delle grandi fabbriche napoletane. Carabinieri e polizia in allarme: “Dove andranno ? Cosa vogliono fare ?”. ” In questi giorni faremo di sicuro un’azione “, risponde indirettamente Mimmo Mignano, 49 anni, operaio licenziato dalla Fiat di Pomigliano. Mignano però, e questo è ovvio, non specifica nè cosa farà nè quando metterà a segno una delle sue clamorose proteste.
E’ un esponente dell’autonomia, Mignano. Lui, insieme a Marco Cusano, Antonio Montella e Andrea Tortora, tre cassintegrati del polo logistico Fiat di Nola, inaugurato nel 2009 ma mai entrato in funzione, ha fondato il comitato di lotta cassintegrati e licenziati Fiat. E’ un vulcano di idee Mimmo Mignano, un vero creativo della protesta. L’ultima volta, un mese fa, lui e Cusano si sono barricati su un ripetitore piazzato davanti allo stabilimento automobilistico di Pomigliano.
“No ai contratti di solidarietà”, lo striscione steso sull’antenna, a trenta metri dal suolo. Una scritta in polemica con la proposta della Fiom, che insiste sull’adozione dello strumento del contratto di solidarietà per garantire il rientro al lavoro di tutti i cassintegrati. “Ridurre il salario a livelli da fame farebbe solo comodo alle aziende invece noi rivendichiamo il rientro di tutti a salario pieno”, la critica dei Cobas.
(>Fonte foto: Rete internet)

