Da giovedì sono stati avviati i lavori della parziale bonifica dei siti di stoccaggio provvisorio dell’Ammendola Formisano ad Ercolano, nel Parco Nazionale del Vesuvio. Una riflessione e l’intervista all’assessore all’ecologia Antonello Cozzolino.
C’è chi vuol vederlo mezzo pieno il bicchiere, ma noi no, almeno per scaramanzia, anche perchè ci resta solo quella, vogliamo vederlo mezzo vuoto. Questo però non vuol essere semplice disfattismo ma vuol far capire, a chi crede nei palliativi, che non ci accontentiamo e vorremmo di più da chi ci amministra, perchè non è solo questione di buon senso ma di coscienza del fatto che quel che si sta facendo non basta per stare tranquilli in una delle zone più inquinate della provincia, ma lo dobbiamo anche e soprattutto a quella gente che sta morendo a valle di quella terribile discarica che è l’Ammendola Formisano.
Ma andando per ordine, al di là delle imprecise affermazioni dell’assessore regionale all’Ambiente, Giovanni Romano e de Il Mattino di Napoli, dove il primo sosteneva che quei rifiuti erano tutti a norma per essere bruciati e il secondo annunciava una sorta di bonifica delle bonifiche, ovvero quella di tutti i siti di stoccaggio dell’Ammendola Formisano, le cose non sono in realtà così come loro le hanno raccontate. Cerchiamo quindi di capire bene in quali termini sta la situazione. In effetti, l’unico sito di stoccaggio interessato da questa “bonifica” è quello del 2003 (che altro non è che quello del 2001), e che riguarda le circa 500 tonnellate di rifiuti messe a dimora, prima dall’allora commissario di governo e poi dalla giunta Bossa.
Noi invece, che in quei siti ci siamo stati e abbiamo messo letteralmente le mani nella monnezza, abbiamo comprovato se non altro che quei rifiuti non erano a norma e definibili in buona parte come “tal quale” e non CDR come vorrebbe farci credere l’assessore regionale. Infatti, come si potrà riscontrare anche dalle foto allegate, quelle “ecoballe”, sono costituite, non solo da plastica, ma da rifiuti che non possono essere inceneriti perchè non adatti al termovalorizzatore e soprattutto altamente inquinanti. Questi rifiuti, come pneumatici, fusti di solventi, prodotti ospedalieri e dell’industria tessile, possono però essere altamente calorici e parimenti remunerativi per lucrare con i proventi del CIP6.
Abbiamo dunque deciso di interpellare l’assessore all’ecologia del comune di Ercolano, Antonello Cozzolino, per chiedere lumi sulla trentennale questione di quei luoghi disgraziati.
Assessore Cozzolino cosa ci può dire sulla bonifica dell’Ammendola Formisano?
“È iniziata la bonifica con la rimozione delle ecoballe dei siti di stoccaggio messi dal commissariato di governo nel lontano 2003, un lungo lavora da parte de comune e della regione Campania; abbiamo avuto l’autorizzazione di rimuovere le ecoballe stamattina (16/01/14 ndr.) e portarle all’inceneritore di Acerra, 400 tonnellate di rifiuti messi lì nel 2003.”
Quindi il sito di stoccaggio del 2008 rimane ancora là?
“Quelle del 2008 non sono ecoballe! Quelle del 2003 erano state messe con ordinanza del commissariato di governo, per cui abbiamo potuto, con fondi della regione, fare questa bonifica parziale. Per gli altri due (il sito di stoccaggio del 2001, quello che doveva essere tritovagliato nel mai realizzato STIR di Boscocatena e quello del 2008, realizzato dalla giunta Daniele, ndr.), pure ci hanno autorizzato a eliminarli ma il problema è economico, dobbiamo capire chi deve pagare per questa cosa. Per la bonifica di questi altri siti parliamo di cifre più onerose.”
Anche perchè la massa di rifiuti è maggiore! E il suo contenuto è ancora umido!
“Il sito è lì dal 2008 e quindi non parliamo più di umido, il sito è in sicurezza, quindi problemi non ce ne sono, ci sono dei costi di mantenimento, dove paghiamo il fitto dell’area e lo smaltimento del percolato, circa 50.000 euro all’anno!”
Sì, ma c’è il percolato :
” : sono siti in sicurezza, controllati dall’ARPAC, dalla polizia provinciale e dal comune di Ercolano, con cadenza quindicinale, quindi, tranquillamente in sicurezza. L’idea dell’amministrazione è quella di bonificare tutta l’area.”
Bene! È questa una cosa positiva ma nei rifiuti del 2008, se c’è percolato, comunque c’è dell’umido! E sarà comunque difficile bruciarli come si farà con quelli del 2003!
“Per quello devono ancora dirci dove dobbiamo mandarlo e il percolato dipende dall’atmosfera, dalle piogge, infatti d’estate non fa percolato, d’inverno facciamo invece un 3.000 litri ogni quindici giorni.”
Ma c’è una ditta che lo preleva?
“Sì, c’è una ditta che lo preleva, l’anno scorso, nel 2013, abbiamo pagato 14.000 euro per il prelievo del percolato, nel 2012, sugli 11.000 euro, dipende dalle piogge.”
Ma voi, questa ditta la seguite? È una ditta fidata?
“Certamente! Sono ditte autorizzate che possono fare questo, le bolle di carico e scarico sono seguite : mica possiamo andare appresso al camion?”
Non mettiamo in dubbio la correttezza del comune ma ho avuto occasione di verificare in prima persona che il percolato tracima e va a finire nel terreno circostante!
“Noi, quando abbiamo la comunicazione all’ufficio, immediatamente, il giorno dopo ci sta il prelievo.”
Sì ma, a titolo informativo, almeno in un paio di occasioni, ho constatato che il percolato esce dalla cisterna e si diffonde nel terreno circostante.
“Io posso dire solo una cosa, che dal 2008 a oggi è solo acqua, non è percolato! Perchè i rifiuti, là sotto, sono andati tutti in combustione : “
Sì ma è sempre acqua che filtra quei rifiuti :
“Per legge è percolato ma se andiamo a vedere è tranquillamente acqua, perchè nei teloni che vengono controllati di continuo, l’acqua piovana scorre tranquillamente sotto. Come la cisterna si riempie ce lo comunicano e noi interveniamo.”
Ma chi ve lo comunica, il proprietario?
“Sì, l’AFI, loro c’hanno il guardiano h24! Non c’è nessun interesse a farlo tracimare!”
Allora è capitato?
“Ma la ditta non ha nessun interesse, perchè guadagna sui trasporti che fa, ha interesse pure a trasportarlo vuoto il camion!”
Le ripeto! Le parlo di quello che ho visto!
“Io le dico che non l’ho visto, perchè non vado tutti i giorni sulla discarica.”
Ma tornando al sito di stoccaggio del 2003, è tutto rifiuto che può essere mandato ad Acerra? Ho visto dei copertoni lì dentro e altro materiale di dubbia provenienza.
“I copertoni vengono trattati altrove e comunque io non posso sapere quello che è stato buttato quarant’anni fa! Sicuramente c’è tanto, ma tanto da fare! Era un impegno preso e che dovevamo mantenere. Ma per bonificare l’intera discarica credo che con l’intero bilancio dello stato non ce la si può fare!”
Un ultima cosa assessore, ma per quel che riguarda Contrada Novelle Castelluccio : si prevede qualcosa?
“La bonifica che doveva essere fatta dalla regione Campania, con parte dei fondi del comune e con l’intervento della società in house ASTIR, non ha avuto seguito. Adesso abbiamo i fondi del progetto PIRAP che ci è stato approvato e con i quali sarà bonificato quella che sarà possibile bonificare. Purtroppo parliamo solo di risorse comunali (i PIRAP sono soldi europei, ndr)”.

