Ieri l’Ormel, l’ufficio regionale del lavoro ha approvato il progetto di riorganizzazione della fabbrica automobilistica. L’impianto sarà chiuso per un giorno, il primo marzo. Ma la Fiom, convocata in una stanza a parte, ha bocciato tutto.
Il piano di riorganizzazione per la Fiat di Pomigliano: c’è l’imprimatur della Regione Campania. Ieri infatti l’Ormel, l’Osservatorio Regionale del Mercato del Lavoro, durante l’esame congiunto con Fiat e sindacati firmatari del contratto dell’auto, ha dato il via libera alla riorganizzazione dello stabilimento automobilistico produttore della Panda.
Il piano di rilancio partirà dal primo marzo e prevede, almeno per il momento, una giornata di stop delle attività nella grande fabbrica, programmata per venerdì primo marzo, data di partenza del riassetto societario e organizzativo. Impianto fermo, dunque, almeno per un giorno. C’è però chi, come Giuseppe Terracciano, segretario della Fim-Cisl di Napoli, scrive in un comunicato di altre quattro probabili giornate di chiusura “da definire”. Secondo quanto specificato dal Lingotto la fermata del primo marzo è resa necessaria dal fatto che “bisogna riallineare il sistema operativo dei computer, che fornisce tutte le informazioni indispensabili per il controllo delle attività”.
Intanto l’operazione appena avallata all’Ormel Campania consentirà, dal primo marzo, il riassetto societario attraverso il trasferimento di ramo d’azienda dalla newco Fabbrica Italia Pomigliano a Fiat Group Automobiles, il conseguente assorbimento in Fga degli oltre 2100 addetti della newco e il prolungamento degli ammortizzatori sociali, per tutti i 4515 dipendenti di Pomigliano, fino al 31 marzo dell’anno prossimo. Cosa, quest’ultima, che permette di cancellare gli esuberi dichiarati a ottobre e di rimuovere la spada di Damocle della scadenza di luglio della cassa integrazione per cessazione di attività, che stava interessando 1390 operai dell’impianto rimasti sotto le insegne della vecchia società Fiat Giambattista Vico.
Sempre secondo quanto stabilito ieri questa manodopera, che non rientra al lavoro da anni, potrà tornare in fabbrica, sia pure per brevi periodi, attraverso il meccanismo della rotazione, che coinvolgerà 1971 addetti concentrati nell’area “C” (collaudi e servizi vari). Area che, insieme alla “A” (produzione Panda) e alla “B” (stampaggio lamiere), rappresenta una delle tre zone con cui il piano di riorganizzazione suddivide ora lo stabilimento. Soddisfatti i sindacati firmatari. “Abbiamo confermato – commenta Giovanni Sgambati, segretario regionale della Uilm – la garanzia degli ammortizzatori sociali nell’auspicio che il mercato riprenda”. “Questo piano appena avviato dall’accordo – aggiunge Luigi Mercogliano, segretario regionale della Fismic – è la risposta per continuare a credere nel progetto Panda”.
E Giuseppe Terracciano (Fim) nel ribadire “la positività dell’intesa” lancia l’appello alla politica: “chi andrà a governare dovrà rilanciare i consumi defiscalizzando le imprese”. Del tutto critica la Fiom, che ieri è stata ricevuta in Regione a tavolo separato. “La richiesta di cassa avanzata dalla Fiat – stigmatizza Maurizio Mascoli, della segreteria regionale Fiom – va sottoposta a una verifica di legittimità anche perché è evidente che l’azienda ripropone l’azione discriminatoria nei confronti degli iscritti Fiom eludendo le sentenze della magistratura oltre a lasciare al loro destino 1390 lavoratori rimasti senza effettiva garanzia di rotazione”. Restano a casa, pagati per non lavorare, i 19 operai di Pomigliano iscritti alla Fiom, rientrati in fabbrica a novembre ma poi espulsi il 4 febbraio scorso.
Secondo i metalmeccanici della Cgil “questo piano di riorganizzazione è solo presunto perché non ci sono investimenti, non vengono indicati i criteri della cassa a rotazione e si creano assurde differenze tra i lavoratori: una scatola vuota creata esclusivamente per aggirare le sentenze della magistratura ,che ha ordinato il rientro al lavoro degli iscritti al sindacato che contrasta la deriva padronale, autoritaria e antidemocratica di Marchionne”.





