Ieri pomeriggio gli operai Fiat del Comitato di lotta cassintegrati e licenziati hanno attaccato ai muri una serie di cartelli. Sono stati quasi tutti rimossi. E stamane nuova affissione.
Nei manifesti, una ventina, affissi ieri dagli operai del Comitato di lotta cassintegrati e licenziati si ribadiva che “Il sindaco di Pomigliano è un fascista” e veniva annunciato che sabato 25 maggio sarà organizzata una manifestazione davanti all’immobile del comune, una sede abbandonata ubicata accanto al parco pubblico.
Ma i manifesti ieri sono stati stracciati, quasi tutti. Tranne uno, sopravvissuto su un ingresso laterale del parco. Intanto l’obiettivo dell’iniziativa in cantiere è di trasformare la sede municipale nel primo centro sociale italiano occupato da operai della Fiat. “Un intento tutto politico che però da queste parti non piace a chi tiene le leve del potere e dell’ordine”, sostengono i Cobas dell’operaio licenziato Mimmo Mignano. I Comitati di base hanno nel mirino il sindaco di Pomigliano, Raffaele Russo, del Pdl. “Un pasdaran dell’anticomunismo – lamentano gli attivisti della Fiat – che un giorno si e l’altro pure trova sempre il modo di insultare chi sospetta sia troppo a sinistra per i suoi gusti”.
Insomma, se questi sono i presupposti si preannunciano scintille per sabato. Anzi, probabilmente già stamane potrebbe spuntare qualche assaggio delle tensioni che si profilano. Stamattina infatti i militanti del comitato di lotta vogliono tornare ad affiggere i manifesti sui muri di Pomigliano.




