CALDO NELLE AULE, PARTE DA AGROPOLI LA RICHIESTA: «SCUOLE APERTE DAL 1° OTTOBRE»
Posticipare l’inizio dell’anno scolastico al 1° ottobre per evitare che studenti, docenti e personale siano costretti a trascorrere ore in aule bollenti durante le settimane di settembre. È la proposta lanciata da Maria Cuono, professoressa dell’I.I.S. Vico-De Vivo di Agropoli, che in pochi giorni ha raccolto 636 adesioni alla sua petizione.
Il calendario scolastico della Campania prevede quest’anno il ritorno ufficiale tra i banchi il 15 settembre, mentre alcuni istituti hanno deciso di anticipare le lezioni già al 10 o all’11. Una ripartenza che coincide però con un periodo nel quale, soprattutto negli ultimi anni, le temperature continuano frequentemente a raggiungere livelli tipicamente estivi.
Cuono ha deciso così di portare la questione anche sul piano istituzionale, presentando un’istanza urgente all’Ufficio Scolastico e agli enti locali e inviandola anche alla Presidenza del Consiglio dei ministri. Al centro della sua iniziativa c’è la scarsissima diffusione dei condizionatori negli istituti. Una condizione che, secondo la docente, pone interrogativi anche sul rispetto delle norme riguardanti salute e sicurezza nei luoghi di lavoro previste dal Decreto Legislativo 81/2008.
Il tema divide però il mondo della scuola come emerso da un approfondimento del Corriere del Mezzogiorno. Giovanna Martano, dirigente scolastica dell’Augusto Righi di Napoli, conferma che durante giugno e settembre le temperature negli istituti possono diventare particolarmente difficili da sopportare. Secondo la dirigente, però, modificare il calendario significherebbe soltanto spostare il problema, perché bisogna comunque assicurare i 200 giorni di lezione. La priorità dovrebbe essere invece rendere gli edifici più adeguati attraverso climatizzazione, maggiore presenza di alberi, sistemi di nebulizzazione e pannelli fotovoltaici.
Anche Norberto Gallo, docente del liceo Manzoni di Caserta, punta l’attenzione sugli interventi strutturali. Le aule dotate di condizionatori rappresentano ancora una minoranza e, soprattutto negli edifici più vecchi o di valore storico, adeguare gli impianti può risultare complesso. Servono quindi investimenti specifici oppure una riflessione complessiva sui 200 giorni di scuola previsti in Italia.
A chiedere maggiore attenzione alle condizioni degli istituti è anche Roberta Vannini, responsabile scuola della Uil, che evidenzia come le numerose risorse impiegate negli ultimi anni non abbiano risolto il problema della vivibilità delle aule nell’epoca del cambiamento climatico.
La questione era stata già sollevata dall’Anief lo scorso anno e torna dunque al centro del confronto alla vigilia della nuova stagione scolastica. Monica Matano, dirigente dell’Ufficio scolastico della Campania, contattata per una dichiarazione, non ha risposto.


