San Bartolo Longo è il Patrono di Pompei: un riconoscimento che entra nella storia della città

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Il Dicastero per il Culto Divino ha concesso la confirmatio all’elezione. La festa sarà celebrata ogni anno il 5 ottobre, giorno della morte del fondatore della Nuova Pompei. 

POMPEI – Ci sono date che appartengono al calendario e altre che entrano nella storia di una città. Per Pompei, il 5 ottobre da oggi assume un significato ancora più profondo: sarà la festa di San Bartolo Longo, Patrono della Città di Pompei.

L’annuncio è arrivato questa mattina nella Cappella dedicata al Santo, dove l’arcivescovo e prelato di Pompei, monsignor Tommaso Caputo, ha comunicato la concessione della confirmatio da parte del Dicastero per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti all’elezione di San Bartolo Longo quale Patrono della città.

Una decisione che consolida, anche sul piano ecclesiale, un legame che per Pompei rappresenta molto più di una devozione. Longo non fu soltanto il fondatore del Santuario della Beata Vergine del Santo Rosario: attraverso la sua opera contribuì alla nascita e alla crescita della Nuova Pompei, costruendo intorno alla fede un sistema di iniziative educative, assistenziali e sociali che avrebbe segnato profondamente la storia della comunità.

Nato a Latiano nel 1841, arrivò a Napoli per studiare Giurisprudenza e nel 1872 raggiunse la Valle di Pompei. Fu lì che maturò quella che sarebbe diventata la sua missione: diffondere la devozione al Rosario e costruire una comunità fondata sulla preghiera e sulla carità. La sua vicenda personale, segnata anche da una profonda conversione, si trasformò così in un’opera che ancora oggi continua a vivere.

Longo morì il 5 ottobre 1926. Proprio quella data diventerà ora la ricorrenza annuale del Patrono della città. La scelta arriva, non casualmente, nell’anno del centenario della sua morte, che Pompei sta vivendo come un grande momento di memoria e di riscoperta della figura del Santo. L’anniversario assume un significato particolare anche perché la canonizzazione di Bartolo Longo è avvenuta il 19 ottobre 2025, per volontà di Papa Leone XIV.

All’annuncio erano presenti il sindaco di Pompei Giuseppe Tortora, il clero della Prelatura, religiosi e religiose, cittadini e pellegrini. Una presenza che restituisce la dimensione civile e religiosa di una giornata destinata a essere ricordata.

Parlare di Bartolo Longo significa, infatti, parlare della storia stessa di Pompei. La sua intuizione non si fermò alla costruzione di un luogo di culto. Attorno al Santuario nacquero opere rivolte ai bambini, agli orfani, all’educazione e alle persone più fragili. La sua idea di fede era inseparabile dalla carità.

È anche per questo che la sua figura continua a essere percepita come parte dell’identità della città. Non soltanto il Santo del Santuario, dunque, ma il fondatore della Pompei moderna, colui che contribuì a trasformare una valle segnata dalla povertà in una città conosciuta nel mondo per la sua spiritualità e per le sue opere.

La rilevanza della sua eredità è stata ricordata anche in occasione della recente visita di Papa Leone XIV a Pompei, l’8 maggio 2026. Quel giorno il Pontefice si recò proprio nella Cappella di San Bartolo Longo per venerarne le spoglie, prima della celebrazione in piazza.

Il centenario proseguirà ora con un calendario di iniziative pensate per coinvolgere l’intera comunità. Tra gli appuntamenti più significativi c’è la peregrinatio della statua e delle reliquie di San Bartolo Longo, prevista dal 24 settembre al 1° ottobre, quando il Santo attraverserà idealmente le parrocchie della città, portando il ricordo della sua figura nei diversi quartieri e nelle diverse comunità.

Sarà un percorso di fede, ma anche di memoria. Un modo per riportare Longo nei luoghi della città che contribuì a far nascere e crescere. E proprio in questo sta il significato più profondo della decisione annunciata oggi. Pompei non si limita a celebrare un Santo. Riconosce come proprio Patrono l’uomo che ha legato indissolubilmente il nome della città al Rosario, alla carità e all’accoglienza.

Il prossimo 5 ottobre, a cento anni dalla sua morte, Pompei vivrà per la prima volta la festa del suo Patrono. Una pagina nuova, che in realtà affonda le radici nella storia di un uomo arrivato in una valle quasi sconosciuta e che, con la forza della fede e della carità, riuscì a immaginare una città dove prima sembrava non esserci nulla.

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