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PIANO CASA DEL GOVERNO. “C’É DA PREOCCUPARSI”

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Il modello per l”edilizia pensato dagli attuali governanti produrrà seri problemi al territorio. A ben vedere, potrebbero essere altre le idee per rilanciare lo sviluppo. E invece:
Di Raffaele Scarpone

domani il consiglio dei ministri varerà, a meno di sorprese (sempre possibili), il cosiddetto “piano casa”. Come ben sai, il nuovo modello per l”edilizia, pensato dai nostri attuali governanti (anticipato da un”analoga iniziativa deliberata dalla Regione Veneto), introdurrà tre o quattro novità nel mondo del mattone, che sicuramente produrranno confusione e disequilibrio nel già martoriato nostro territorio. Le nuove norme riconosceranno agli enti locali la possibilità, in deroga ai piani regolatori, di autorizzare l”ampliamento degli edifici esistenti entro il 20% della cubatura.

Gli stessi enti locali, poi, potranno rendere più agevole l”abbattimento e la ricostruzione degli edifici costruiti prima del 1989; i proprietari, da parte loro, avranno una corsia preferenziale e semplificata per le autorizzazioni, insieme a rilevanti agevolazioni fiscali (si parla dal 20% al 60%) per i cittadini che si accingeranno ad edificare la prima abitazione.

Buono, dirai. Anche perchè il nostro presidente del consiglio ha rassicurato i soliti malpensanti, garantendo che non ci saranno i temuti abusi. Anzi, il nostro presidente del consiglio ha anche dichiarato che vuole: “dare la possibilità a chi ha una casa e nel frattempo ha ampliato la famiglia, di aggiungere una o due stanze, dei bagni e servizi annessi alla villa esistente”.

Direttore, tu, secondo me, rendi un cattivo servizio all”informazione. Perchè non hai mai parlato della tua villa (ma, in verità, neanche di quella dei tuoi collaboratori e, quindi, nemmeno della mia!); perchè continui a riportare notizie da un territorio, a tuo dire, preda di miseria; perchè ci propini solo cronache in cui si parla di operai cassintegrati, precari licenziati, politici delegittimati, scuole in agitazione, delinquenza in aumento e tanto altro ancora! Smettila di borbottare. Non sottolineare che il disegno di legge in discussione al consiglio dei ministri prevede il “ravvedimento operoso” per gli antichi abusi edilizi. Non insistere, il ravvedimento operoso tende solo a diminuire la pena o ad estinguere il reato (se mai c”è stato!).

Caro Direttore, scherzo. Lo sai, io, come te, sono molto preoccupato. Anche perchè in questa discussione si può intervenire solo facendo appello alla coscienza civica. Altrimenti è la fine, avremo tutti contro. Facendo leva sull”atavico bisogno di casa, i mattonari, infatti, sperano che questa legge partorisca un nuovo boom edilizio, che li faccia vivere di rendita per i prossimi cinquant”anni. I camorristi hanno la certezza di poter riciclare i soldi del malaffare; la povera gente (ma pare che non ce ne sia nel nostro paese!) sogna la costruzione di alloggi popolari in sostituzione di vecchie stamberghe; molti politici sanno di poter investire elettoralmente su promesse impastate con bugie e cemento.

Intanto, però, si registra la sconfitta dei Piani Regolatori Generali, l”abbattimento di ogni regola urbanistica e la perdita di una dimensione storica della civicità, dell”appartenenza al territorio, della difesa della polis. Tu pensa a quanti centri storici saranno interamente snaturati; quante nuove Casalnuovo; quante nuove sodomizzazioni perpetrate ai danni del Somma-Vesuvio (il professore Lamberti avrà che scrivere!); quanti uffici tecnici comunali tentati da una dazione (un simpatico omaggio, un”attenzione, un fiore) per mettere a posto le carte!

Celentano, in una delle sue ultime canzoni (“Dormi amore che la situazione non è buona”), sosteneva, a proposito della distruzione dell”ambiente, che “la più grande sciagura sono stati gli architetti”. Non è vero! Gli architetti Gae Aulenti, Massimiliano Fuksas e Vittorio Gregotti (e scusate se è poco) sono stati i primi firmatari di un appello, che invita a combattere la barbarie ai danni del territorio: “Le licenze facili e i permessi edilizi fai da te decretano la fine delle nostre malconce istituzioni. Il territorio, la città e l”architettura non dipendono da una anarchia progettuale che non rispetta il contesto, al contrario dipendono dalla civiltà e dalle leggi della comunità. La proposta di liberalizzazione dell”edilizia, annunciata dal presidente Berlusconi, rischierebbe di compromettere in maniera definitiva il territorio. Ecco perchè c”è bisogno di un sussulto civile delle coscienze di questo paese”.

Caro direttore, in conclusione, volevo esprimerti qualche altra mia preoccupazione. A parte l”abusivismo di ritorno, ma tu pensa quante nuove imprese edilizie nasceranno sul nostro territorio e con quanta improvvisazione! Manodopera non formata, sottopagata, non assicurata, non adusa ad affidarsi agli schemi ed ai calcoli dei tecnici professionisti:Con tutto quel che segue.

Lo so che non c”entra niente con quanto detto prima, però, Direttore, vorrei concludere ricordando uno dei primi provvedimenti del presidente Obama, quello relativo all”investimento di denaro pubblico sulle staminali embrionali (servono per la lotta al cancro, per curare il Parkinson, nei trapianti d”organo). E vorrei, a tal proposito, ricordare anche il commento del regista Michael Moore (“Farenheit 9/11”), oppositore di Bush, in occasione dell”elezione di Obama: “Come sarà avere un presidente intelligente? Ritornerà la scienza messa al bando per otto anni”.

Tu dici che in Italia lo potremmo fare un simile commento?

Caro Direttore,

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