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Ottaviano e Pollena, cliniche convenzionate nei guai: 74 licenziamenti

Alla Trusso 52 esuberi e lettere di licenziamento pronte. Alla Lourdes procedura di mobilità in fase di chiusura per altri 22 addetti. Ieri assemblea dei lavoratori. Sindacati in allarme rosso: per la prima volta tagli nelle case di cura dell’Asl 3 sud.

Sanità privata convenzionata nei guai, licenziamenti in vista nelle case di cura dell’Asl Napoli 3 sud: è la prima volta nell’azienda sanitaria di Torre del Greco. Due gli epicentri della crisi occupazionale: la clinica Trusso, ad Ottaviano, e la Clinica Luordes, a Massa di Somma.

Case di cura che hanno annunciato complessivamente 74 licenziamenti. 52 gli esuberi presentati alle organizzazioni sindacali dai responsabili della Trusso, mentre ammontano a 22 i tagli pianificati nella Luordes. Sindacati e lavoratori, dunque, sono in piena mobilitazione. Ieri mattina gli addetti delle strutture in crisi si sono riuniti in assemblea nel teatro comunale di Massa di Somma. Obiettivo: organizzare la vertenza. Le figure professionali finite nel mirino delle cliniche convenzionate sono prevalentemente tecnici, infermieri, ostetrici, ausiliari e amministrativi. La Lourdes, però, a differenza della Trusso, vuole tagliare anche 8 medici.

Dopodomani ci sarà una seconda assemblea dei lavoratori, stavolta nella clinica di Ottaviano. Il primo dicembre, invece, gli addetti si riuniranno in assemblea di nuovo a Massa di Somma, all’interno della casa di cura Lourdes. Sindacati e lavoratori stanno organizzando una manifestazione di piazza davanti alla sede dell’Asl Napoli 3 Sud, a Torre del Greco. “Si tratta di richiamare l’Asl alle proprie responsabilità – spiega Franco Reale, sindacalista – perché l’azienda pubblica è il soggetto pagatore di queste realtà private ed è anche organo di controllo della qualità dei servizi erogati da queste strutture”.

Il tentativo è di fare pressing sulle aziende che hanno deciso di tagliare. La speranza ovviamente è che gli esuberi siano revocati. La misura della gravità di questo problema occupazionale è fornita dalla situazione in cui versa la clinica Trusso (164 dipendenti). Qui la procedura di mobilità è ormai scaduta per cui si attendono da un momento all’altro le lettere di licenziamento. “La Trusso – aggiunge Reale – intanto non ha rinnovato 7 contratti a termine per altrettanti infermieri e ausiliari, che già provenivano da una clinica chiusa due anni fa, la clinica villa Russo, a Miano. Personale che era stato trasferito a Ottaviano grazie a un accordo stipulato con la Regione”.

Per quanto riguarda la Lourdes (120 addetti) il 2 dicembre ci sarà l’ultimo esame congiunto tra azienda e sindacati presso l’ufficio regionale del Lavoro, l’Ormel. In caso di mancato accordo l’azienda potrà far partire unilateralmente le lettere di estromissione forzata dagli organici. C’è la netta sensazione che l’allarme occupazionale in campo sanitario potrebbe ripercuotersi anche sui servizi, già carenti, erogati in un vasto e popolato territorio in cui è praticamente quasi del tutto assente la sanità pubblica ospedaliera e ambulatoriale. Basti pensare che nella fascia vesuviana interna c’è solo un ospedale, l’Apicella di Pollena, peraltro molto ridimensionato sotto il profilo complessivo.

A distanza di decine di chilometri, oltre venti, c’è il Santa Maria della Pietà di Nola. Si tratta quindi di un’area che dipende, da sempre, sostanzialmente dalla sanità privata convenzionata. Ma nel caso della Trusso gli investimenti fatti negli ultimi dieci anni (fino a 137 posti letto) non sono stati compensati da uno sviluppo degli accreditamenti pubblici relativi ai servizi da erogare. Cosa che ha determinato uno squilibrio tra costi e ricavi. Per quanto riguarda la Lourdes il problema di fondo è il calo drastico dell’utenza e delle attività di medicina di base in convenzione.
(Fonte foto: Rete Internet)

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