Inizialmente prevista per l’inizio del 2014, la consegna del rinnovato pronto soccorso dell’ospedale Santa Maria della Pietà mette in crisi personale e pazienti. Mobilitazione delle organizzazioni sindacali.
Emergenza ospedale, ancora. È ciclico il grido di aiuto di operatori e degenti dell’ospedale Santa Maria della Pietà di Nola, struttura sanitaria di riferimento non solo per l’area nolana e con un bacino di utenza che raggiunge le seicentomila persone. Una crisi che imperversa da circa due anni, dall’avvio dei lavori di ristrutturazione del complesso che hanno permesso sì l’apertura di nuove sale operatorie mettendo però a dura prova la qualità dei servizi forniti.
Oggi ciò che penalizza le già precarie condizioni del nosocomio nolano è il rinvio della consegna del nuovo pronto soccorso, inizialmente annunciata per l’inizio del 2014 e rimandata già più di una volta. A farne le spese è soprattutto il personale medico che per l’ennesima volta, attraverso le organizzazioni sindacali FPL – UIL, FSI – USAE, FIALS – CONFSAL, Nursing Up, hanno richiesto alle istituzioni sanitarie e politiche di riferimento la convocazione urgente di un incontro presso la direzione generale dell’Asl Napoli 3 Sud. “Il pronto soccorso è quotidianamente preso d’assalto dai cittadini che vengono assistiti sulle barelle in condizioni precarie” – si legge nella denuncia dei sindacati – “i reparti attrezzati per seguire i pazienti nelle prime ventiquattro ore sono sovraccarichi di pazienti.
Anche i reparti di elezione, le medicine e le chirurgie sono piene anche con barelle e ricevono gli ammalati anche nelle ore notturne in dispregio a tutti i protocolli diagnostici in vigore. Ormai quasi tutto l’ospedale si è trasformato in un pronto soccorso disorganizzato e caotico”. Alle carenze strutturali dovute alla provvisoria, anche se prolungata, condizione dei lavori in corso, si aggiunge la scarsità delle attrezzature e di personale: “Mancano barelle, sedie a rotelle, adeguata organizzazione tecnica per confort alberghieri, adeguata pulizia degli ambienti, un ufficio alla relazioni per il pubblico, adeguati servizi di accoglienza, persiste molte volte una carenza di lenzuola e coperte.
Nei reparti mancano medicinali ad hoc, le siringhe, gli aghi monouso, i pannoloni, l’ovatta e tante altre cose vitali. Persistono gravi carenze di personale” – dichiarano ancora i sindacati – “il personale è stanco di sopportare turni massacranti e di essere costretto a fare centinaia di ore di lavoro straordinario in contrasto con tutte le norme contrattuali e di legge in vigore”.
Non solo dagli addetti ai lavori provengono le critiche scaturite in questi giorni dal ritardo della consegna del pronto soccorso. Un gruppo nolano di associazioni e di comitati impegnati nel sociale, guidati da Civitas, da tempo ha avviato un percorso comune per monitorare lo stato di emergenza dell’ospedale e tuttora è in procinto di aprire un nuovo confronto pubblico sul tema. Sulla vicenda è intervenuta anche Mariafranca Tripaldi, candidata a sindaco alle prossime elezioni comunali di Nola per la coalizione di centro-sinistra: “Qualche anno fa ho dovuto portare mio padre in ospedale e abbiamo avuto grandissime difficoltà nel trasportarlo per la mancanza delle sedie a rotelle.
Già allora i sindacati sollevavano il problema in cerca di una soluzione” – ha dichiarato la Tripaldi – “vedo che ancora adesso sono continue le richieste di aiuto che restano, come allora, inascoltate. Ho l’impressione che certi politici locali, troppo impegnati a farsi fotografie sui cantieri, non si curino dell’efficienza della nostra struttura sanitaria. Nessuno ha mai posto l’accento sulla necessità di garantire il trattamento dignitoso dei malati”.




