Lontano negli ultimi cinque anni dalle cariche pubbliche, Arturo Cutolo si è rimesso in gioco per le comunali del prossimo 25 maggio, durante le quali stavolta si contenderà la fascia tricolore.
“Più Nola”, “Lavori in Corso” e “Alternativa Nolana” sono le tre liste civiche che hanno appoggiato la sua candidatura e concorreranno con lui per il rinnovo del consesso comunale. Cinquantottenne, infermiere professionale, impiegato presso l’Asl di Nola, è padre di quattro figli, di cui uno adottivo, e nonno. Negli ultimi cinque anni assente nelle istituzioni rappresentative comunali, per le quali in passato aveva già ricoperto le cariche di consigliere ed assessore, si ripropone candidandosi per la fascia tricolore. Lui è Arturo Cutolo.
Dopo le passate esperienze politiche e dopo la pausa degli ultimi cinque anni, cosa l’ha spinta a candidarsi alla carica di sindaco di Nola?
Il nostro gruppo ha sentito il bisogno di intervenire guardando alle mancanze che questa nostra città vive. Riteniamo sia arrivato il momento per un impulso diverso, l’impulso dei giovani che vogliono dare e non prendere. La politica a Nola, soprattutto quella degli ultimi cinque anni, ha fallito e sentiamo il dovere di darci da fare nell’interesse di tutti. Molti cittadini ci hanno chiesto di impegnarci direttamente.
Quale è, secondo lei, il punto di forza di questa città?
Il punto di forza di Nola è il settore culturale in genere e quello legato alla festa dei gigli: è da lì che noi dovremmo ripartire e prendere tanto.
Quale invece è il punto debole di questa città?
Il commercio, il comune di Nola non si è provvisto di un piano commerciale e i risultati si vedono. I nostri antagonisti sono Vulcano Buono, interporto, Cis e noi in questa battaglia siamo perdenti se non mettiamo in campo strategie nuove con cui far crescere la città.
Quali interventi ha previsto a riguardo?
Innanzitutto pensiamo di recuperare il centro storico incrementando le attività culturali attraverso eventi di un certo tipo. Oltre questo ci piacerebbe puntare sulle eccellenze della moda: la battaglia contro questi colossi, contro i centri commerciali, è perdente fino a che proponiamo lo stesso tipo di prodotto, la nostra idea invece è di fare del corso e delle vie del centro un salotto dove trovare le grandi griffes della moda.
Festa dei Gigli, un asso nella manica per la città e, allo stesso tempo, un difficile banco di prova per ogni sindaco. Qual è la sua posizione? Come saranno i suoi rapporti con la Fondazione? Come sfrutterà il sigillo Unesco?
Per onestà, vista che l’attuale sindaco lo menziona poco, devo ricordare che il sigillo Unesco è arrivato dopo un percorso avviato nel 2006 con il sindaco Felice Napolitano, che portò la festa in un itinerario tra le città europee ospitanti la commissione Unesco. Da lì si è arrivati allo scenario di oggi, compresa la manifestazione all’altare della patria a Roma nel 2008, che ha sancito la possibilità per Nola di ottenere il sigillo Unesco. È stata una battaglia della città e sarebbe giusto che il sindaco lo ricordasse. Per quanto riguarda il futuro della festa riteniamo che il cda della fondazione vada rifondato.
Il presidente, un ottimo professionista e un uomo per cui io nutro un grande rispetto, è una di quelle che persone che non sente sua la festa nè l’ha mai vissuta. Nel cda avrei inserito un buon commercialista, capace di reperire fondi extracomunali e europei per far crescere la festa. Invece c’è piattismo, non è cambiato assolutamente nulla se non una maniera più restrittiva di vivere la festa; le norme ci vogliono ma pensare di far tornare la musica, la festa dei tempi che furono è un’illusione.
La sua candidatura è appoggiata da tre liste civiche, ci descriva lo spirito che anima ciascuna di queste e le persone che vi prestano il proprio impegno.
Sono giovani laureati, laureandi, che a un certo punto hanno sentito il bisogno di impegnarsi per la cosa pubblica e creare qualcosa di nuovo, giovani che vogliono dare una svolta a questo modo statico di fare politica. Ultimamente ho visto in giro manifesti elettorali dove si invita i cittadini a contemplare la differenza di come era Nola e come è adesso: la stragrande maggioranza delle opere appartiene a progetti nati e finanziati con l’amministrazione precedente a quella di Biancardi. È il destino delle persone: chi si trova a brindare brinda, chi ha lavorato prima non compare più, la gente deve sapere.
Tra gli altri cinque candidati a sindaco di Nola a chi si sente più vicino? Qual è il candidato che apprezza di più, quale quello a cui si sente più distante?
Il sindaco attuale è quello a cui mi sento più distante perchè non ho condiviso gli ultimi anni del suo amministrare, pur avendo all’inizio datogli una grossa mano e la mia disponibilità in tutto quello che poteva servire. Ad esempio, sulla questione festa dei gigli. Fino all’edizione del 2012, quella durante la quale ci fu l’improvvisa interruzione della ballata, esisteva una commissione percorso gigli che si occupava dello svolgimento della festa durante il percorso storico. Proprio quell’anno quella commissione non è stata rinnovata per scelta del sindaco e proprio quell’anno sono successi tafferugli.
Dopo questo avvenimento avevamo già preso l’impegno di portare i gigli al festival del cinema di Giffoni. Il sindaco non se la sentiva più, mi chiamò, mi chiese di assumere l’impegno di questa cosa e io l’ho fatto senza comparire. Io sono uno che non cerca la notorietà, se i miei concittadini mi chiedono qualcosa che va nella direzione del benessere totale io la faccio senza mettere nomi e fare proclami. Lo dico adesso, la partecipazione a Giffoni è stata progettata dal sottoscritto. Per quanto riguarda gli altri candidati, ho una grande stima per Mimmo Vitale, lo ritengo una persona per bene, un professionista; c’è feeling con lui. Ma rispetto anche Mariafranca Tripaldi, che reputo una persona intelligente, pronta e capace. Ho un grandissimo rispetto per Franco Ambrosio, per come è, per come lui vive a disposizione della gente, una persona sana. Sono un po’ distante dai Cinque Stelle perchè loro protestano e non propongono ma devo dire che Armando Vallone è un bravissimo ragazzo, molto capace anche lui.
Nell’eventualità di un ballottaggio, la sua coalizione ha già prospettato delle strategie?
In caso di ballottaggio penso e spero che chiunque di noi sfiderà il sindaco uscente faccia corpo comune per fronteggiare la rielezione di Biancardi. Se finirò io in ballottaggio, credo avrò l’appoggio degli altri, certo ci sarà da discutere, confrontare i programmi e nel caso vadano nella stessa direzione, metterli insieme. Non ci dovrebbero essere grossi problemi a fare un’unica coalizione e andare al voto.
Quali saranno le priorità di Arturo Cutolo sindaco?
La priorità in assoluto è la rivisitazione del piano urbano traffico, oramai una tragedia per questa città. Le strade intasate dalle auto, oltre a farci perdere tempo e vivibilità, inquinano e ci danneggiano ulteriormente. Prima cosa, dunque, riprendere e rimodulare questo piano traffico che è stato un azzardo, anche perchè non si è tenuto conto dei cittadini, delle associazioni che, salvo poche, non sono state interpellate: i risultati sono sotto gli occhi di tutti, la città si è desertificata. Dobbiamo convogliare le persone che vengono da fuori verso il centro storico. In passato avevamo creato all’interno del Vulcano Buono un info point, che invogliasse le persone a trasferirsi in città e trattenersi per un giro turistico. Il sindaco attuale ha cancellato questo servizio e abbiamo perso una grande occasione. Secondo noi era un’idea brillantissima.
Giunta tecnica o politica?
Giunta tecnica, altamente qualificata. Non fatta da persone anziane ma da energie nuove, giovani, da professionisti nolani capaci, intelligenti e pronti a fare il proprio lavoro. In questo ultimo quinquennio proprio queste categorie di persone sono state lasciate fuori da tutte le cariche, affidate invece a gente proveniente da paesi limitrofi: noi questa politica non la condividiamo anche perchè siamo certi che questa città esprime le migliori eccellenze in tutte le competenze.
Un invito agli elettori: perchè votare Arturo Cutolo?
La nostra è una scelta di campo. Potevamo tranquillamente accostarci ai partiti, scegliere una “casa famosa”, un nome. Non lo abbiamo fatto perchè nell’ultimo periodo i partiti hanno fallito e non sono più dei centri vitali per la gente. Noi ci siamo messi in discussione, abbiamo messo la faccia, l’orgoglio, il nostro passato per dare una svolta, per collaborare con i cittadini. Noi vogliamo amministrare in strada e non dietro una scrivania.





