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Finte aste giudiziarie, 160mila euro spariti: la Gdf arresta i Bonnie & Clyde della truffa

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Falsificavano di tutto: timbri e firme dei magistrati del Tribunale di Nola, atti di Equitalia. Con questo metodo una coppia di Sant’Anastasia ha raggirato due piccoli commercianti di Pomigliano.

Finte aste giudiziarie per la compravendita di appartamenti mai confiscati, finte aste fallimentari con tanto di firma e timbro del giudice e 160mila euro spariti: la Guardia di Finanza, ieri mattina, ha arrestato due truffatori. La vicenda si è consumata tra Pomigliano e Sant’Anastasia, comuni del Vesuviano interno ubicati a una dozzina di chilometri a est di Napoli e che fanno parte della giurisdizione del Tribunale di Nola. Qui una coppia, un uomo, A.P., 33 anni, di Sant’Anastasia, e una donna, S.M, 44 anni, originaria di Trapani, era riuscita a convincere alcuni piccoli imprenditori di Pomigliano a versare 160mila euro per l’acquisto di due case messe all’asta giudiziaria dal Tribunale di Nola.

Dunque, due appartamenti al prezzo di 80mila euro ciascuno. Davvero un ottimo affare visto che nella città delle fabbriche il costo di un alloggio medio si aggira intorno ai 250mila euro. Per rendere il tutto credibile i due avevano anche mostrato alcuni documenti su carta intestata del Tribunale e di Equitalia, la società pubblica che rileva i beni dei debitori insolventi. Documenti con tanto di firma e timbro del magistrato. Tutto falso ovviamente: documenti, timbri, firma del giudice e asta giudiziaria. Tutto inventato da esperte menti criminali. Gli appartamenti indicati esistono realmente, sono ubicati nella zona residenziale di Pomigliano. Ma non sono mai finiti all’asta. A ogni modo i truffatori sono lo stesso riusciti a intascare il danaro, carpendo la buona fede dei raggirati utilizzando anche amici in comune, amici di famiglia.

Nel frattempo però le vittime della finta asta hanno sentito puzza di bruciato in questa storia e si sono rivolte alla Guardia di Finanza. Quindi i finanzieri della compagnia di Casalnuovo, al comando del capitano Giuseppe Di Stasio, hanno arrestato in due Bonnie & Clyde della truffa di turno. La coppia è ora ai domiciliari in quel di Sant’Anastasia. Gli arrestati avevano curato nei minimi particolari la predisposizione di atti tipici di un’assegnazione giudiziaria di immobili, fornendo ampie garanzie alle vittime circa la bontà e la convenienza dell’investimento proposto, attraverso la falsificazione anche di timbri e sigilli del Tribunale di Nola, firme di giudici e cancellieri, oltre ai documenti di assegnazione degli immobili su carta intestata di Equitalia.

I due truffati, un commerciante e un meccanico di Pomigliano, avevano conosciuto gli arrestati durante un’asta giudiziaria, al Tribunale di Nola, in questo caso un’asta vera. A quel punto A.P. ed S.M. hanno iniziato a mettere a segno il raggiro, convincendo i due ad attingere ai loro risparmi per realizzare l’ “affarone” e a consegnare in anticipo i 160mila euro richiesti.

Poi però le case tanto sognate non sono finite nelle mani dei malcapitati, ai quali nel frattempo i truffatori avevano pure proposto altri “affari” simili, sempre l’acquisto di immobili tramite aste fantasma. E alla fine i piccoli imprenditori si sono rivolti ai finanzieri per vederci finalmente chiaro. Gli uomini del capitano Di Stasio, dopo una perquisizione a casa dei due anastasiani, hanno trovato supporti informatici, timbri e sigilli del Tribunale di Nola, firme di giudici e cancellieri e documenti di assegnazione degli alloggi su carta intestata di Equitalia. Ma i 160mila euro, purtroppo, sono stati abilmente occultati. Non si trovano, sono spariti.
(Fonte foto: Rete internet)

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