Sono seri e gravi i risultati che la crisi economico-finanziaria sta restituendo ai cittadini per quanto riguarda il livello e la qualità delle prestazioni sanitarie.
Ancora una volta la Chiesa è intervenuta a favore del mondo sanitario e a tutela dei più deboli. Il Segretario della Cei, Mons. Crociata, intervenendo al XIV Convegno nazionale dei direttori della pastorale sanitaria, ha invitato tutti a riflettere sul tema del cambiamento che sta avvenendo nel mondo socio-sanitario in Italia e sul ruolo che la Chiesa può giocare nell’accompagnarlo.
“Già nell’ottobre 2008, – ha esordito – in un Convegno organizzato in occasione dei trent’anni della legge 833/78 di istituzione del Servizio Sanitario Nazionale, avevamo manifestato l’urgenza di una riforma del welfare nella direzione della tutela della dignità della persona umana, dell’equità e della sostenibilità. Non volevamo, si disse, che per una gestione improvvida e radicata in alcune prassi e presupposti viziati, si procedesse a indebolire il Servizio Sanitario Nazionale fino poi a dover offrire a titolo di carità ciò che è dovuto come giustizia”.
E, di fronte allo scenario di grave crisi economico-finanziaria che stiamo attraversando, Mons. Crociata ha rinnovato “un appello alla società civile e alla politica, allo scopo di cogliere l’attuale contesto come opportunità per il rinnovamento, e non come la premessa per lo smantellamento di un sistema di garanzie per le persone più fragili e di un servizio essenziale al bene comune”.
E poi, il segretario della Cei è andato al cuore del problema che esiste oggi in Italia, in piena crisi economica, dicendo: ”Non possiamo non guardare con preoccupazione alla diversa quantità e qualità dei servizi offerti da regione a regione, alla rottura dell’alleanza medico-paziente, con le ben note conseguenze di conflittualità e di medicina difensiva, alle prevedibili conseguenze di ulteriori tagli alla spesa sanitaria, se questi non saranno accompagnati da un percorso profondo, efficace e virtuoso di riorganizzazione dei servizi e di eliminazione degli sprechi”.
Ha affermato, poi, l’importanza per la comunità cristiana dei temi della salute e del welfare socio-sanitario, che con le loro urgenze e le loro questioni aperte, costituiscono un banco di prova fondamentale per l’antropologia e la morale cristiana. Farsi carico della propria e altrui fragilità, rappresenta una formidabile risorsa di educazione alla relazione con gli altri e alla dottrina sociale della Chiesa, che ci ricorda sempre che la caratteristica dei cristiani è sempre stata quella di annunciare il valore e la dignità della persona in modo concreto, dandole cura e investendo su di essa. In questo senso la Chiesa non si stancherà mai di ricordare alle Istituzioni e alla società tutta che è il malato il “cuore” e il “centro” delle attenzioni del mondo della salute.
Spesso, purtroppo, è il semplice profitto o la “carriera” dei vari operatori sanitari a “manipolare” la persona malata, che diventa solo un numero e poco rispettata nella sua dignità. Basti pensare ai tanti disservizi negli ospedali napoletani e soprattutto in quello di Nola, dove veramente i malati vengono “mal-trattati” e costretti spesso ad essere curati sulle barelle o nei corridoi. Su tutto si deve “tagliare” ma mai sulla sanità o sulla pelle della povera gente.
(Fonte foto: Rete Internet)






