giovedì, Aprile 30, 2026
15.9 C
Napoli

NEOLOGISMI E “MONSTRA” LINGUISTICI

“Salvare il salvabile”. Nei dialoghi del prof. Giovanni Ariola “istruzioni per l”uso” utili a capire tutto ciò che è nuovo ma anche per resistervi. La volgarità di certe parole.

– Secondo voi, che possiamo fare? – chiede con la sua foga abituale il prof. Piermario ai colleghi che hanno elevato l’ennesima invettiva contro la dissennata e irrazionale corsa al cambiamento ad ogni costo – Ci mettiamo a fermare il tempo? O possiamo pensare di poterne rallentare il corso? Sì, è vero, stiamo assistendo a cambiamenti continui e vorticosi in tutti i settori della vita sociale, politica e culturale tanto che rischiamo di esserne travolti, ma non possiamo illuderci di impedirli o soltanto di uscire dalla corrente…
– Possiamo in qualche modo – osserva deciso il prof. Eligio – offrire una qualche resistenza per salvare il salvabile…

– Io dico – ribatte il prof. Piermario – che dobbiamo riflettere sulle nuove situazioni, valutarle ed essere pronti a prendere decisioni adeguate ma alla svelta, non rimandando sempre a domani e tante volte alle calende greche. Dobbiamo convincerci che è necessario velocizzare i nostri processi di pensiero e di azione…
– “La gatta frettolosa partorì figli ciechi” – lancia il prof. Fantasia con un risolino tra l’ironico e il sapienziale.

– Finiamola una buona volta – esplode con volto acceso il prof. Piermario – con questo sentenziare stereotipato, narcisistico e automasturbatorio…soprattutto scuotiamoci di dosso l’atavico posapianismo….smettiamola con questo ‘sunà cu ’o sibbemoll’ (= suonare in si bemolle, ossia suonare con una intonazione abbassata di un semitono: si intende, utilizzando anche l’assonanza semantica del lemma molle, indicare un muoversi e un agire lento, troppo da comodone) come si dice al mio paese….Aprirsi al nuovo è una necessità…
– Di’ piuttosto – risponde alquanto acrimonioso il prof. Fantasia – alla neomania…all’accettazione indiscriminata di tutto ciò che è nuovo o appare tale, anche se si tratta di una ennesima invasione barbarica

– Hai detto la parola giusta – ribatte improvvisamente calmo il prof. Incendiario – …una invasione barbarica…ben vengano i nuovi barbari, intesi nell’accezione data a quest’espressione da Alessandro Baricco: “Io quando penso ai barbari penso a gente come Larry Page e Sergey Brin (i due inventori di Google: avevano vent’anni e non avevano mai letto Flaubert) o Steve Jobs (tutto il mondo Apple e la tecnologia touch, tipicamente infantile) o Jimmy Wales (fondatore di Wikipedia, l’enciclopedia on line che ha ufficializzato il primato della velocità sull’esattezza).” (“La Repubblica”, 21/09/’10). Barbari, insomma = innovatori contro gli imbarbariti, “le folle che riempiono i centri commerciali o il pubblico dei reality show ….Da una parte una certa civiltà marcisce, dall’altra una nuova civiltà insorge…” (ibid.)

– Insomma – interviene il prof. Carlo – abbiamo tutti capito che dobbiamo velocizzare le nostre operazioni mentali e raddoppiare anzi decuplicare l’attenzione, la vigilanza…Esaminare il nuovo che avanza e che non si può né si deve fermare, analizzarlo, valutarlo e cernerlo. Distinguere il grano dalla pula. Per riferirci all’ambito linguistico, prendo spunto dal bel neologismo che tu, Piermario, hai usato testé: posapianismo, ricavato dal termine posapiano, registrato normalmente nei dizionari (= “persona eccessivamente flemmatica, lenta nei movimenti e nell’agire”, De Mauro, 2001) con l’aggiunta del suffisso – ismo (Quanta roba e robaccia, storica, letteraria, religiosa e altro, ha indicato questa minuscola appendice linguistica nel corso dei secoli e anche nel presente!). Ecco, ho notato che sempre più frequentemente si indulge alla produzione di neologismi, alcuni pertinenti e corretti, altri dei veri monstra linguistici.

Mi è capitato ad esempio di leggere ultimamente parole come malpancismo (= malessere, fisico e psichico, di chi non approva una situazione, per lo più politica, e reagisce con parole e atti alquanto esagitati come per un mal di pancia), malpancisti, ditomedieggiare (= mostrare il dito medio con le altre dita piegate, gesto volgare e offensivo, comparso per la prima volta nel film “Il Sorpasso” con Vittorio Gassman, rivitalizzato poi da Umberto Bossi. Lo stesso gesto è al centro di vivaci polemiche in questi giorni in seguito alla provocatoria opera dell’artista Maurizio Cattelan che lo raffigura in una scultura collocata da poco in Piazza degli Affari a Milano), celodurismo (= fermezza e durezza di comportamento, parola formatasi dalla frase altrettanto volgare “ce l’ho duro”, adoperata sempre dal Boss(i) della Padania)…

Questi ed altri vocaboli ‘graziosi e leggiadri’, per dirla con il poeta, sono citati nell’interessante saggio di Gian Luigi Beccarla, “Il mare in un imbuto/ Dove va la lingua italiana (Einaudi, 2010) “Anche da noi, – scrive lo studioso – con l’avvento della «seconda Repubblica», ha preso piede il cosiddetto “gentese”, il discorso che si dice di voler chiaro, diretto, esplicito, non ‘difficile’, che deve parlare alla ‘gente’…. Ed è dilagato un linguaggio più popolaresco…ma anche più rozzo e sbracato.” (pag. 81)

– Non si può negare – ammette il prof. Piermario – la volgarità e l’arbitrarietà e il cattivo gusto di certe parole e di certa espressività verbale e gestuale, inquadrabile in un comportamento privato e pubblico di crescente violenza e aggressività, ma penso anche che in tante situazioni sia l’unico modo per scardinare grumi roccificati di vecchiume e di strutture obsolete…

– Ma vi rendete conto – sbotta il prof. Eligio – di quante parole vengono messe da parte e spinte fuori dalla corrente dell’uso quotidiano, sia nel parlato che nello scritto, per far posto a queste parole orribili….Nella scuola poi avviene una vera falcidie di parole, anche di quelle non appartenenti al sermo doctus, nel senso che o non sono proprio conosciute o, quando si incontrano in un testo, invece di prendersi la briga di consultare un dizionario per conoscerne il significato, vengono sistematicamente rimosse e dimenticate. Sentite cosa scrive Luca Serianni:

“In una ricerca recente, mi è capitato di constatare che una quota non trascurabile di alunni del primo anno di un liceo scientifico…ignorava un verbo che avrei considerato acquisito, anche a 14 anni, come biasimare. Ecco alcune definizioni (gli exempla ficta creati dai ragazzi per illustrare la definizione, come avverrebbe in un dizionario, rendono ancora più esilarante – o allarmante – l’incomprensione): «consolare ricordare – es. Lo biasima sempre»; «rispettare – es. Io ti biasimo per quello che hai fatto»; «l’azione dell’essere incerto, insicuro di ciò che si andrà a fare successivamente – es. Dai, Marco, senza biasimare, prova a camminare sulle tue gambe!»; «invidiare, dare ragione a qualcuno – es. Ti biasimo, amico mio!»; «dubitare di qualcosa che non ci è certa – es. Ti conosco da un anno, perciò non biasimo della tua serietà».” (Luca Serianni, “L’ora di italiano/scuola e materie umanistiche”, Editori Laterza, Roma-Bari, 2010, pgg. 76-77).

– Proprio non ci siamo! – commenta sdegnato ma anche piuttosto sconsolato il prof. Piermario – Quale grande danno può arrecare a quei ragazzi o quale fatto grave e scandaloso costituisce l’ignoranza del significato del termine biasimare o di altri simili, soprattutto se in compenso quegli stessi ragazzi hanno appreso altri vocaboli relativi a settori ed attività di diversa pertinenza ma di uso corrente? (continua)

LA RUBRICA

In evidenza questa settimana

San Gennaro Vesuviano in lutto: operatrice 118 muore a 15 mesi dall’incidente

La morte di Patrizia Di Giorgio, operatrice del 118...

Pomigliano, stop ai licenziamenti: salvi 94 operai Transnova

  Una svolta improvvisa nella vertenza legata all’indotto automobilistico campano....

San Vitaliano, grande partecipazione per la presentazione della lista “San Vitaliano in buone mani”

  San Vitaliano. Si è tenuta nella serata di ieri,...

Marigliano, nasce il nucleo operativo sicurezza urbana della polizia locale

A Marigliano, l’amministrazione comunale guidata dal sindaco Gaetano Bocchino...

Marigliano, il Consiglio comunale istituisce la figura del Garante per la disabilità

  Ok anche al regolamento sulla definizione agevolata   Il Consiglio comunale...

Argomenti

San Gennaro Vesuviano in lutto: operatrice 118 muore a 15 mesi dall’incidente

La morte di Patrizia Di Giorgio, operatrice del 118...

Pomigliano, stop ai licenziamenti: salvi 94 operai Transnova

  Una svolta improvvisa nella vertenza legata all’indotto automobilistico campano....

Marigliano, nasce il nucleo operativo sicurezza urbana della polizia locale

A Marigliano, l’amministrazione comunale guidata dal sindaco Gaetano Bocchino...

Marigliano, il Consiglio comunale istituisce la figura del Garante per la disabilità

  Ok anche al regolamento sulla definizione agevolata   Il Consiglio comunale...

Ottaviano, la corsa si accende: comitati aperti e tour nei quartieri

OTTAVIANO – La campagna elettorale entra nella fase più...

Il Castello delle Cerimonie è ufficialmente di proprietà del Comune di Sant’Antonio Abate

Svolta nella tormentata vicenda del Grand Hotel 'La Sonrisa'...

Related Articles

Categorie popolari

Adv