Marigliano. La cooperativa Ottavia contro il degrado della Campania Infelix

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Al via la campagna di formazione e informazione proposta dai membri dell’associazione e rivolta ai cittadini e alle nuove generazioni.

La Cooperativa Ottavia in prima linea contro l’inquinamento, i roghi tossici e le ecomafie. L’associazione, che dal 2005 si occupa di integrare giovani disabili nel modo del lavoro, si è riunita ieri nella sede di via Raffaele De Blasio insieme agli utenti e ai cittadini interessati per mettere a punto un lungo percorso di sensibilizzazione in grado di coinvolgere istituzioni e ordini professionali.

L’intento è proprio quello di attivarsi concretamente per la realizzazione di progetti e campagne d’informazione, alla luce degli ultimi dati ufficiali circa i tassi di mortalità nella zona: è del 47%, infatti, l’incremento delle malattie mortali nella zona nolana dovute all’alto grado di tossicità dell’aria e dei suoli, mentre del 20% in più è la probabilità di contrarre malattie legate all’inquinamento.
“ Non vogliamo fare allarmismi – precisa Antonio D’Amore, presidente della Cooperativa – ma soltanto chiedere ai cittadini di autoresponsabilizzarsi. Il nostro intento nasce dalla speranza che le cose possano cambiare e che il nostro territorio smetta di essere una terra di morte”.

L’obiettivo, emerso nel corso della prima riunione, è proprio quello di creare un ente o un’associazione che si avvalga della collaborazione delle università e degli istituti di ricerca, per mettere in moto meccanismi in grado di disintossicare i terreni inquinati, oltre che delle istituzioni politiche e sanitarie. “ Vogliamo – dichiara D’Amore – che le strutture sanitarie si prendano cura di noi, anche attraverso attività di prevenzione rivolte alle giovani generazioni. Più di tutto vogliamo che la politica locale si prenda le sue responsabilità, in particolare i sindaci della zona, che sono i responsabili della salute e della salvaguardia del territorio: se negli anni precedenti ci sono state delle mancanze sotto questo punto di vista, è arrivato il momento che paghino così come prevede la legge”.

Le campagne di formazione e informazione saranno messe a punto anche con l’aiuto degli organi professionali, dai medici agli avvocati, ai giornalisti: in base alle loro competenze saranno in grado di apportare il giusto contributo, necessario a ridestare le coscienze. “ La parola d’ordine – conclude D’Amore – è fare progetti e proporre idee. Vogliamo creare un nucleo, una comunità che si educa e con coraggio cerca di cambiare le cose. Il cambiamento sarà uno specchio nel quale tutti potranno specchiarsi”.

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