Fino al 23 febbraio prossimo, 68 dipinti della National Gallery of Art di Washington saranno in esposizione al Museo dell’Ara Pacis a Roma, svelando il gusto esclusivo e personale del magnate Andrew W. Mellon.
Non una mostra come tante. “>Gemme dell’Impressionismo. Dipinti della National Gallery of Art di Washington” – al Museo dell’Ara Pacis a Roma, fino al 23 febbraio prossimo – non è una delle solite esposizioni >mainstream per attirare il grande pubblico.
L’esposizione in questione risponde infatti al gusto esclusivo e personale del mecenate che ha creato l’invidiabile collezione di quadri impressionisti e postimpressionisti: Andrew W. Mellon, imprenditore e fondatore della >T. Mellon & Sons, una delle più importanti banche tra il XIX e il XX secolo, grande amante dell’arte. Banchiere affermato e capitalista convinto la sapeva lunga in fatto di capolavori.
Nonostante Mellon avesse cominciato ad acquistare opere d’arte fin da quando viveva a Pittsburgh, fu con il suo arrivo a Washington nel 1921 che intraprese la sua vera attività di collezionista. Verso la fine degli anni ’20 il magnate diede inizio a quella che sarebbe diventata una delle più importanti raccolte d’arte del mondo, ampliata dopo la sua morte dai figli Paul ed Ailsa. I Monet, i Cèzanne, i Degas e i Van Gogh accumulati nel tempo e confluiti nella ricca collezione Mellon furono successivamente donati alla National Gallery of Art di Washington.
Dal museo americano giungono a Roma, donando all’Ara Pacis un tocco di colore impressionista: il percorso espositivo si snoda attraverso 68 opere che raccontano del personale senso estetico del magnate americano attraverso la sua inclinazione per gli artisti francesi contemporanei che, sbarcati in America e promossi da imprenditori e mecenati, rivoluzionarono la pittura d’oltreoceano come avevano già fatto nel Vecchio Continente. Nel 1913, infatti, gli Stati Uniti furono per la prima volta emozionati dalle novità che l’arte europea aveva messo in pentola: i giganti delle avanguardie vennero riuniti per la prima volta nell’Armory Show, la prima grande esposizione d’arte moderna >made in USA.
Molti di quei maestri che sconvolsero il pubblico americano, aprendo una breccia nel tessuto artistico americano tale da contribuire a formare la nuova generazione di artisti statunitensi, facevano già parte della collezione Mellon.
Oggi è possibile immergersi nella meravigliosa periferia francese di fine ottocento grazie alla veduta di “Argenteuil” (foto) di Monet, innamorarsi della bellezza disarmante delle “Giovane donna che si pettina” di Renoir e perdersi nei coloratissimi campi di fiori olandesi immortalati da Van Gogh: il tutto in una sola incredibile mostra di gemme preziose. Quelle della collezione Mellon.
La mostra romana, promossa da Roma Capitale, Assessorato alla Cultura, Creatività e Promozione Artistica- Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali, National Gallery of Art di Washington e organizzata da Zètema Progetto Cultura, è a cura di Mary Morton, responsabile del Dipartimento Pittura Francese della National Gallery.
(>Fonte foto: Rete internet)

