Ma la Fiom non ci crede. E lo stesso Lingotto, da Torino, smentisce. Giovedì assemblea degli operai nella ex Ergom di Poggioreale. Obiettivo: decidere le azioni di lotta.
E’ stato di quelli complicati il confronto di ieri alla Regione Campania sulla ex Ergom, cioè sul destino riservato ai 720 cassintegrati di una delle ultime grandi fabbriche della città di Napoli. E’ stata una riunione difficile soprattutto perché l’assessore regionale al lavoro, Severino Nappi, è stato costretto a fare la spola da una stanza all’altra per il rifiuto dei responsabili dell’azienda torinese di sedersi allo stesso tavolo attorno a cui si trovavano i sindacalisti della Fiom.
A ogni modo, dopo quattro ore di discussioni piuttosto tese, con gli operai che quasi premevano alla porta del palazzo che ospita l’assessorato al lavoro, al centro direzionale, Nappi ha comunicato attraverso il sito della Regione che “l’azienda ha dichiarato che entro il mese di marzo presenterà alla Regione e ai sindacati il piano di riorganizzazione aziendale, funzionale a garantire l’integrale ricollocazione dei lavoratori”. Secondo l’assessore, dunque, la Fiat ha annunciato che si sta apprestando a presentare un piano, che sostanzialmente dovrebbe confermare gli impegni assunti dalla proprietaria Fiat-Magneti Marelli con l’accordo siglato nel 2011.
Nella serata di ieri, però, il Lingotto ha precisato, direttamente da Torino: “Non c’è nessun impegno a presentare un piano industriale: i nostri responsabili non hanno manifestato ciò. La situazione della Ergom è analoga a quella di Pomigliano, vale a dire che fino a quando il mercato non si riprenderà bisognerà andare avanti con gli ammortizzatori sociali”. Oggi comunque se ne dovrebbe sapere di più. Secondo quanto riferito dai responsabili di Fim, Fiom, Uilm e Fismic, che hanno partecipato all’incontro, Nappi consegnerà il verbale della riunione. “L’assessore ha confermato il rientro di tutti – commenta Michele Liberti, della segreteria provinciale Fim-Cisl – ma dovremo valutare meglio leggendo il documento”.
“Si tratta di analizzare più a fondo la situazione – aggiunge Luigi Mercogliano, segretario regionale della Fismic – ci sono indubbiamente segnali positivi ma sarà necessario analizzare bene la documentazione scritta della Regione”. Intanto Crescenzo Auriemma, della segreteria regionale Uilm, lancia la proposta di “un referendum di fabbrica, da tenere giovedì o venerdì, sul documento che la Regione trasmetterà ”. “Il fatto che nessun lavoratore debba essere licenziato è un risultato – spiega Auriemma – però bisogna capire il come e solo un confronto diretto con l’azienda ce lo farà comprendere”. Ma si profilano divergenze con la Fiom. “La contraddizione – dice Vincenzo Chianese, rsu della Fiom – è che nel mancato accordo sui licenziamenti a Pomigliano, risalente al 15 scorso, la Fiat scrive che non ci sarà nessuna ripresa e nessun reclutamento di manodopera, fino a tutto il 2014”. “Giovedì – conclude Franco Percuoco, della segreteria provinciale Fiom – saranno i lavoratori in assemblea a prendere le decisioni che devono essere prese”.




