La rassegna artistica romana, sarà visitabile fino all’Epifania, nello scenario incantevole delle “Sale del Bramante”. 171 presepi in mostra da tutto il mondo accompagneranno i visitatori in un viaggio caratterizzato da tradizione ed avanguardia.
Con otto secoli di storia, il diorama per eccellenza che rievoca lo scenario della nascita di Cristo ripercorre costantemente il legame inossidabile con la tradizione; il presepe, rinnovato dalla maestria partenopea in chiave naturalistica tra il ‘600 e il ‘700, è una delle certezze più longeve del Natale italiano. Un appuntamento unico, dove l’arte presepiale viene celebrata nelle varianti più estrose e differenti poste a confronto, è quello della mostra “100 presepi”, esposizione giunta al trentasettesimo anno d’età che si terrà fino al 6 gennaio a Roma, nelle “Sale del Bramante” della chiesa di Santa Maria del Popolo.
L’evento ribadisce i termini di un incontro inusuale, dove al terreno della tradizione si affianca quello dell’innovazione, spunto del lavoro di artisti ed artigiani internazionali, ciascuno dei quali illustra la personalissima interpretazione della Natività immortalandola attraverso i materiali più disparati. Non è un caso che il New York Times consiglia vivamente la mostra romana, considerandola una rassegna imperdibile per gli appassionati del genere.
I “100 presepi” – in realtà il numero delle opere presenti quest’anno è 171 – nascono dall’idea di rinsaldare la centralità del presepe come emblema della cultura italiana e si riferiscono a canoni e tipologie differenti: immancabile, lo stile classico della tradizione napoletana e romana del XVII e XVIII secolo convive con i capolavori d’arte presepiale provenienti dal museo Giannettino Luxoro di Genova, passando per un campionario di modelli presepiali regionali, ciascuno recante la specificità del luogo d’origine come marchio riconoscibilissimo, in una carrellata di forme e modelli che amplia l’iconografia della Natività.
Dalla rilettura della tradizione, il presepe viene reinventato secondo i canoni della modernità: composizioni all’avanguardia ed originali sono realizzate all’interno di televisori o in motori d’auto dismessi; per la realizzazione dei presepi sono stati utilizzati le materie prime che non t’aspetti: pelle di capra, zucchero, gesso, sabbia, stecchini, stoffe, foglie di mais, zinco, rame, ferro, cera d’api, pasta di miele. Materiali privilegiati, ovviamente, rimangono il legno insieme alla terracotta, alla cartapesta e al sughero.
Tra le novità proposte nell’edizione di quest’anno, il laboratorio "Il Presepe come Gioco", workshop tematico dove i più piccoli possono realizzare personaggi presepiali con materiali “bio”, per poi portarli a casa come ricordo. La partecipazione del bambini è l’elemento peculiare dell’esposizione romana: la mostra, ad esempio, e’ stata aperta da un suggestivo presepe vivente sul tema "L’Albero della Vita", ideato da Myriam Lacerenza e interpretato dai bambini tra i 3 e i 5 anni della Scuola Materna “Mariano Romiti”.
Non stupisce che il presepe preferito da questa fascia d’età sia il “Barba-Presepe”(foto), rivisitazione della nascita del Cristo attraverso i personaggi del cartone animato “Barbapapà”, occasione ludica e coinvolgente per avvicinare i visitatori under 10 ad un mondo, quello del presepe, tutto all’insegna di creatività e di spiritualità, binomio incantevole che trasuda dalla rilettura fantasiosa delle rappresentazioni artistiche nelle differenti tradizioni e nelle nuove composizioni d’avanguardia.
(Fonte foto: Rete Internet)

