“Polemiche strumentali e blocchi che violano la legge”. In un comunicato il Lingotto liquida così la manifestazione di sabato prossimo voluta da Fiom, Slai Cobas e Comitato di lotta cassintegrati.
Ovviamente più ci si avvicina al cosiddetto momento fatidico e più la tensione sale. Se poi il condimento dello scontro con l’amministratore delegato Sergio Marchionne è a base di manifesti e comunicati allora le contrapposizioni sono di sicuro destinate ad avvitarsi a spirale.
"Polemiche strumentali e blocchi illegali", sono per esempio solo alcune delle espressioni usate dalla Fiat nel duro comunicato diffuso ieri sera da Torino, proprio mentre si stanno moltiplicando gli sforzi dei militanti della Fiom, dello Slai Cobas e del Comitato di lotta cassintegrati e licenziati Fiat puntati a far saltare il sabato di recupero produttivo, fissato per sabato 15 nello stabilimento automobilistico di Pomigliano. Un’iniziativa, questa dei blocchi, voluta dalla sinistra politica e sindacale napoletana per protestare contro la decisione dell’azienda di risolvere le problematiche legate allo smaltimento dei picchi produttivi utilizzando una giornata di ferie e quindi rinunciando al reclutamento dei 1390 cassintegrati dell’impianto produttore della Panda.
Ma nel messaggio appena diramato la Fiat "ritiene strumentali le polemiche scatenate negli ultimi giorni da alcune organizzazioni sindacali e da forze politiche sull’accordo siglato il 23 maggio scorso con le rappresentanze sindacali aziendali dello stabilimento. L’intesa – aggiunge il Lingotto – prevede due sabati con recupero per fare fronte ad un picco di produzione di vetture legate a commesse ricevute da aziende di autonoleggio". Quindi la casa automobilistica, circa i picchetti, stigmatizza così: " Ancor più grave, alla luce di quelle che sono state le dichiarazioni apparse sui media, è la possibilità che possano essere organizzati blocchi illegali per impedire ai lavoratori il normale accesso al proprio posto di lavoro".
La Fiom, l’altro giorno, ha annunciato che i blocchi, previsti per l’alba, cioè quando inizierà il turno unico di lavoro, saranno preceduti da una veglia, una sorta di notte bianca della protesta che inizierà alle 22 di venerdì. Un evento a cui hanno già aderito partiti, movimenti, centri sociali e associazioni. Alle manifestazioni parteciperà anche il gruppo di donne aderenti al Comitato mogli operai Fiat. A ogni modo Fiat insiste: "I due sabati di recupero programmati dall’accordo sono segnali positivi che devono essere colti tenendo anche conto che si tratta di iniziative previste nell’ambito del Contratto Collettivo Specifico di Lavoro e che non si tratta di azioni che vengono fatte in regime di straordinario".
Durante la stipula dell’intesa per i due sabati di recupero (15 e 22 giugno), programmati col proposito di realizzare circa 800 vetture in surplus produttivo, l’azienda ha specificato che "il carattere congiunturale, e quindi del tutto provvisorio, dell’aumento delle produzioni non consente purtroppo il reclutamento della manodopera in cassa integrazione". Il Lingotto inoltre sottolinea che nonostante la tremenda situazione economica "a Pomigliano sono in attività oltre tremila persone e solo poco più di mille rimangono in cig. Fiat – conclude l’azienda – ha investito per questa fabbrica oltre 800 milioni di euro rispettando tutti i programmi annunciati e solo le condizioni del mercato ci hanno impedito di fare rientrare in fabbrica tutti i lavoratori".
Stamane intanto vertice organizzato in Regione dall’assessore al lavoro, Severino Nappi, insieme alla Fiat e ai sindacati firmatari dell’accordo Panda. Obiettivo: varare un programma di riorganizzazione dello stabilimento Marelli ex Ergom di Poggioreale, l’indotto di Pomigliano rimasto inattivo dopo il varo delle produzioni Panda. 720 addetti la cui cassa integrazione scadrà il 9 luglio.

