Si avvicina la visita dei presidenti israeliano e palestinese dopo l’invito ricevuto da papa Francesco durante il suo viaggio in Terra Santa. La Cei propone che per l’8 giugno tutte le chiese ricordino la pace in Medio Oriente.
Domenica prossima Abu Mazen e Shimon Peres si ritroveranno a Roma a pregare con il Papa per la Pace. Il recente pellegrinaggio di Papa Francesco in Terra Santa ha avuto anche lo scopo di incoraggiare il cammino dei popoli che la abitano verso la pace.
In Giordania, in Palestina e in Israele il Papa ha mostrato una grande compassione verso coloro che da troppo tempo convivono con la guerra e hanno il diritto di conoscere finalmente giorni di pace. L’invito è stato prontamente accolto e questo è già qualcosa di straordinario. Tutto ciò rivela la consapevolezza che il raggiungimento della pace non è affidato soltanto a strategie politiche o a mediazioni diplomatiche. Per la pace serve qualcosa di più! Che un uomo di governo ne sia consapevole è un segno di umiltà e di saggezza. E, non a caso, il Papa ha definito i due leader “uomini di pace”.
E’, questa, direi, l’importanza delle religioni, nel mondo. Riconoscere, cioè, che la realizzazione della pace dipende, innanzitutto, dal fatto di essere, in Dio, un’unica famiglia umana. La pace nasce e si consolida dalla verità non solo che abbiamo tutti lo stesso sangue e facciamo parte del genere umano, ma anche che abbiamo un unico Padre nel cielo e siamo tutti suoi figli, creati a sua immagine e somiglianza. Le religioni, insegnando questo, sono, devono essere, vie alla pace. E la Chiesa italiana ha chiesto che in tutte le chiese domenica 8 giugno, si preghi per la pace in Medio Oriente e per il buon esito dell’incontro di preghiera convocato in Vaticano.
“La pace – ha detto il Santo Padre – si fa artigianalmente! Non ci sono industrie di pace, no. Si fa ogni giorno, artigianalmente, e anche col cuore aperto perché venga il dono di Dio”. E il Papa nella sua prima omelia in Giordania ha esortato, innanzitutto, i fedeli cristiani a lasciarsi “ungere” con cuore aperto e docile dallo Spirito Santo per essere sempre più capaci di gesti di umiltà, di fratellanza e di riconciliazione. In ogni persona il desiderio di pace è aspirazione essenziale e coincide, in certa maniera, con il desiderio di una vita umana piena, felice e ben realizzata. L’uomo è fatto per la pace.
Non esistono industrie di pace; al contrario, purtroppo, esistono quelle delle armi, che generano solo odio, violenza, guerre. Guardare avanti e dialogare è il messaggio principale sul versante del processo di pace. E, per quanto riguarda il conflitto Israele-Palestina, fermarsi alle reciproche accuse e rivendicazioni non serve a nessuno. Per mettere fine a una situazione «inaccettabile» serve dialogare. O Negoziare. Rinunciando, però, ognuno a qualcosa ed evitando di mettere in atto comportamenti che possano impedire di giungere a un vero accordo, La Chiesa dà il proprio contributo sul suo terreno, che è quello spirituale (l’ingerenza nelle trattative sarebbe una pazzia), pur essendo auspicabile che questo incontro inneschi un processo virtuoso di carattere politico.
Diceva Charles de Foucauld: “LA PACE VERRA’: Se tu credi che un sorriso è più forte di un’arma, Se tu credi alla forza di una mano tesa, Se tu credi che ciò che riunisce gli uomini è più importante di ciò che li divide, Se tu credi che essere diversi è una ricchezza e non un pericolo, Se tu sai scegliere tra la speranza o il timore, Se tu pensi che sei tu che devi fare il primo passo piuttosto che l’altro, allora…
LA PACE VERRA’: Se lo sguardo di un bambino disarma ancora il tuo cuore, Se tu sai gioire della gioia del tuo vicino, Se l’ingiustizia che colpisce gli altri ti rivolta come quella che subisci tu, Se per te lo straniero che incontri è un fratello, Se tu sai donare gratuitamente un po’ del tuo tempo per amore, Se tu sai accettare che un altro, ti renda un servizio, Se tu dividi il tuo pane e sai aggiungere ad esso un pezzo del tuo cuore, allora… LA PACE VERRA’: Se tu credi che il perdono ha più valore della vendetta, Se tu sai cantare la gioia degli altri e dividere la loro allegria, Se tu sai accogliere il misero che ti fa perdere tempo e guardarlo con dolcezza, Se tu sai accogliere e accettare un fare diverso dal tuo, Se tu credi che la pace è possibile, allora… LA PACE VERRA’ ”.
(Fonte foto: ansa.it)





