Da ieri vive all’esterno del Tribunale di Nola, sotto il sole e con temperature elevate, portando avanti uno sciopero della fame per chiedere di poter riabbracciare la propria figlia. È la scelta compiuta da un padre separato che ha deciso di trasformare il proprio disagio in una protesta pubblica, confidando che il suo gesto possa sensibilizzare le istituzioni.
L’uomo ha allestito la propria presenza nel parcheggio del palazzo di giustizia di via Onorevole Francesco Napolitano. Ha annunciato di assumere soltanto acqua, rinunciando completamente al cibo fino a quando la sua situazione non riceverà l’attenzione che ritiene necessaria.
Al centro della vicenda c’è il rapporto con la figlia, una minore con disturbo dello spettro autistico. Il padre afferma di non poterla incontrare da molto tempo e sostiene che questa lontananza gli stia causando una profonda sofferenza personale.
Con il digiuno vuole rivolgere un appello diretto ai magistrati affinché possano valutare la sua posizione e verificare la possibilità di consentirgli una frequentazione stabile con la bambina. Secondo il suo racconto, questa protesta rappresenta l’ultima strada percorribile dopo aver tentato altre soluzioni.
La presenza dell’uomo davanti al tribunale non è passata inosservata. Numerose persone si sono fermate a osservare la protesta, soprattutto a causa delle condizioni climatiche particolarmente difficili che stanno interessando il territorio campano.
La vicenda riporta al centro dell’attenzione il tema dei rapporti tra genitori separati e figli, soprattutto quando sono coinvolti minori con particolari fragilità. Resta ora da capire se il gesto del padre produrrà sviluppi o iniziative sul piano giudiziario. Nel frattempo il suo sciopero della fame continua, con la speranza che la protesta possa aprire un confronto sulla sua situazione familiare.


