Ieri, ad Aversa, il corteo chilometrico contro gli oltre 500 licenziamenti alla Indesit di Teverola. E la Natuzzi annuncia quasi 1800 tagli. Intanto rischia di riesplodere il conflitto tra Fiat e Fiom. Epicentro della lotta: Pomigliano.
In questo momento i due punti roventi dell’allarme italiano occupazionale e produttivo sono costituiti dai 1425 esuberi alla Indesit e dagli altri 1768 licenziamenti annunciati alla Natuzzi. Vertenze che con il corteo di ieri mattina degli operai Indesit dello stabilimento di Teverola-Carinaro e con la convocazione ministeriale di stamane per Natuzzi stanno tenendo banco nel triste panorama della crisi.
Tutto questo mentre alla Fiat si preannuncia una nuova battaglia tra azienda e Fiom a seguito della recente sentenza della Corte Costituzionale sulla rappresentanza sindacale, sentenza che ha ridato vigore ai metalmeccanici della Cgil, pronti a rientrare negli impianti automobilistici dopo tre anni di assenza forzata. Un conflitto che la settimana prossima avrà come epicentro ancora una volta Pomigliano. Intanto si vivono ore di grande tensione nell’impianto di Teverola-Carinaro della Indesit. Qui è stata annunciata la chiusura del reparto lavatrici con il conseguente taglio di 540 addetti. Salvo, per il momento, il reparto frigoriferi (altri 480 dipendenti).
Ma ieri sono scesi in piazza tutti gli oltre mille dipendenti dell’impianto, insieme alle famiglie, mogli e figli al seguito, e ai sindaci dell’agro aversano. Il percorso del corteo, lungo qualche chilometro, è terminato nel centro storico di Aversa, dove hanno parlato i lavoratori, i sindacalisti di Cgil, Cisl e Uil e gli amministratori pubblici. Qualche momento di imbarazzo per l’irruzione di un gruppo di Cobas del Comitato di lotta cassintegrati e licenziati della Fiat di Pomigliano, ai quali comunque è stata concessa l’opportunità di parlare. Il prossimo 12 luglio, a Fabriano, sede centrale di Indesit Italia, manifestazione nazionale. A rischio chiusura si trovano gli impianti di Teverola-Carinaro e di Melano.
Ieri sono stati effettuati scioperi anche nell’area marchigiana. “E’ una vicenda che non va affrontata come materia ordinaria”, ha avvertito il leader della Cisl, Raffaele Bonanni. Nel settore tessile sono invece in pericolo lo stabilimento pugliese di Ginosa e quello lucano di Matera del gruppo Natuzzi, che appena tre giorni fa ha avviato la procedura di licenziamento di 1726 addetti. Stamane, alle 11, vertice al ministero dello Sviluppo Economico. Vertenze e conflitti. “Per il momento non abbiamo deciso ancora nulla”, ha dichiarato laconicamente ieri Maurizio Mascoli, della segreteria regionale Fiom Campania, circa l’ipotesi del ripristino nella Fiat di Pomigliano delle attività sindacali da parte dei metalmeccanici Cgil.
Un rientro reso più che probabile dalla sentenza dell’altro ieri della Consulta che ha dichiarato incostituzionale la rappresentatività sindacale dei soli sindacati firmatari di contratti collettivi. Il prossimo nove luglio a Pomigliano giungerà Maurizio Landini, ospite della Festa de L’Unità territoriale. Il giorno prima i delegati della Fiom effettueranno un volantinaggio davanti alla fabbrica automobilistica. Nel frattempo è sopraggiunta la notizia dell’accordo, siglato alla Regione Campania, per l’indotto Fiat-Marelli di Poggioreale: un altro anno di cig in deroga, fino all’8 luglio del 2014, per i 720 addetti dell’impianto di componenti. Ma è sempre emergenza nell’indotto auto: l’Asm di Avellino ha annunciato 100 licenziamenti.

