Per noi “sessantottini” voglio rispolverare la celebre canzone di Guccini, “Dio è morto”. Una canzone scritta 40 anni fa, ma praticamente contemporanea, di un”attualità sorprendente. Di Don Aniello Tortora
“Ho visto la gente della mia età’ andare via,
lungo le strade che non portano mai a niente
cercare il sogno che conduce alla pazzia
nella ricerca di un qualcosa che non trovano,
nel mondo che hanno già
dentro le notti che dal vino son bagnate
dentro alle stanze da pastiglie trasformate
lungo le nuvole di fumo del mondo fatto di città
essere contro ed ingoiare la nostra stanca civiltà,
è un Dio che è morto
ai bordi delle strade Dio è morto
nelle auto prese a rate Dio è morto
nei miti dell’ estate Dio è morto
Mi han detto che questa mia generazione ormai non crede
in ciò che spesso ha mascherato con la fede
nei miti eterni della patria e dell’eroe
perché è venuto ormai il momento di negare tutto ciò che è falsità’
le fedi fatte di abitudine e paura
una politica che è solo far carriera,
il perbenismo interessato
la dignità fatta di vuoto
l’ipocrisia di chi sta sempre con la ragione e mai col torto
e un Dio che è morto
in tutti campi di sterminio Dio è morto
coi miti della razza Dio è morto
con gli uomini di partito Dio è morto.
Ma penso, che questa tua generazione è preparata,
ad un mondo nuovo e a una speranza appena nata,
ad un futuro che ha già in mano, ad una rivolta senza armi
perché noi tutti ormai sappiamo che se Dio muore è per tre giorni e poi risorge,
in ciò che noi crediamo Dio è risorto
in ciò che noi vogliamo Dio è risorto,
nel mondo che faremo Dio è risorto, Dio è risorto
in ciò che noi crediamo Dio è risorto,
in ciò che noi vogliamo Dio è risorto,
nel mondo che faremo, Dio è risorto. Dio è risorto”.
Credere, volere e fare sono i verbi delle nostre risurrezioni quotidiane. “Accendere un fiammifero vale infinitamente di più che maledire l’oscurità”, diceva don Tonino Bello. E un mio amico diceva sempre che “uno è infinitamente più di zero”. Credere nella speranza significa vincere la rassegnazione, il fatalismo, il vittimismo: insieme alla criminalità organizzata, i mali più oscuri del nostro meridione. Uniti, ognuno facendo bene la sua parte, ce la faremo.
(Fonte foto: Rete Internet)





