È iniziata la II annualità del progetto “Le(g)ali al sud: un progetto per la Legalità in ogni scuola” presso il Liceo Linguistico-Scientifico -Scienze Umane G. Mazzini di Napoli. Di Annamaria Franzoni
Le conoscenze e le competenze chiave che i giovani devono acquisire rappresenta, per tale progetto, il requisito fondamentale per il raggiungimento degli obiettivi fissati dalla Conferenza di Lisbona per il 2010 e riformulati con il traguardo del 2020.
In tale contesto si collocano, infatti, gli interventi dei PON finanziati con i Fondi Strutturali Europei che costituiscono gli strumenti per attivare azioni concrete finalizzate al miglioramento della qualità del servizio scolastico per uno “sviluppo integrale dei giovani e della Scuola” attraverso un’educazione ispirata ai principi di legalità e rispetto delle regole di convivenza civile.
Il 10 novembre si era conclusa la I annualità con una manifestazione presso la sede del liceo Mazzini coordinata dal dirigente Pasquale Malva alla quale hanno partecipato il sindaco di Napoli Luigi De Magistris ex allievo dello stesso Liceo, la Dirigente delle Politiche Sociali, dott.ssa Giulietta Chieffo, il presidente della V Municipalità Vomero-Arenella Mario Coppeto, oltre ai tutor del progetto, proff. Tescione e Nolli per il Liceo Mazzini e il dott. Prato per il Comune di Napoli.
il sindaco di Napoli Luigi De Magistris ex allievo dello stesso Liceo.
In quell’occasione i ragazzi hanno presentato, dinanzi ad un pubblico vasto e interessato, il libretto riepilogativo, che ha costituito la prova d’opera finale dedicato alle “politiche sociali”, oggetto di indagine dello scorso anno.
Quest’anno invece il progetto è rivolto alle “politiche del lavoro”con approfondimento delle seguenti aree:
Mercatini (commercio su aree pubbliche)
Artigianato (attività di acconciatore, estetista, panificatore)
Commercio al dettaglio
Tempi e orari della città: la movida
Valorizzazione delle competenze e sviluppo professionale delle donne
Promozione e valorizzazione del turismo
Avviamento alla professione e compiti dell’assistente sociale
Lavoro e formazione: COF
Nidi di mamme
Orientagiovani
E sulla definizione di tali aree si sono svolte le due giornate di apertura dei lavori durante le quali gli studenti partecipanti sono stati guidati alla progettazione condivisa di tale seconda annualità dal dott. Elio Scribani e da chi scrive: entrambi abbiamo tenuto conto delle conclusioni alle quali sono pervenuti i corsisti alla fine della prima annualità, impegnandoci a costituire il giusto anello di congiunzione tra il percorso precedente e le successive 40 ore che li vedranno attivamente impegnati sul territorio cittadino in relazione alle politiche sociali.
Ecco le conclusioni dei corsisti che costituiscono la chiusura del “manuale d’uso” che si apre con uno slogan molto significativo:
Dal disagio al sollievo,
dal dire al fare,
dallo sperdimento al progetto,
dall’estraneità alla partecipazione.
“In una civiltà sempre meno attenta al rispetto delle leggi, noi ci siamo posti l’obiettivo di colpire e rispettare la legalità. Innanzitutto abbiamo conosciuto persone nuove, visitato dei luoghi pubblici, di cui, a volte, non conosciamo bene le funzioni.
Abbiamo visitato, ad esempio, la sede della cooperativa Dedalus: un’ abitazione confiscata alla camorra e che fornisce agli immigrati, soprattutto minorenni, accoglienza e permessi di soggiorno. Nonostante l’importanza di questo grande progetto abbiamo dovuto constatare che quando i ragazzi arrivano all’età adulta devono tornare al loro paese d’origine, per la scadenza del permesso di soggiorno e ciò ci sembra una cosa ingiusta, oltre che uno spreco di risorse.
Inoltre, molto spesso, capita a progetti come questo e altri che abbiamo conosciuto, di essere ostacolati dai pregiudizi delle persone o dalla mancanza di fondi.
Questa esperienza ci ha fatto percepire in maniera diversa il ruolo del Comune, che ha tra i suoi obiettivi anche quello di ristabilire l’ordine e la legalità nella comunità napoletana, inoltre ci fa rendere conto di quante tematiche legate ai bisogni sociali esso abbia trattato ma, di quante ce ne siano ancora da trattare.
Con questo PON, abbiamo potuto conoscere nuove cose in prima persona, andando sul posto, parlando con chi lavora nel settore, dialogando e discutendo e rendendo pratica le teorie studiate”.

