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Ipercoop: riesplode la protesta

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I lavoratori coop Campania non scendevano in piazza da tre mesi. Ieri l’Unione dei Sindacati di Base, ha portato a Roma un centinaio di addetti degli ipermercati. Obiettivo: premere sulla Lega delle Cooperative per scongiurare la cessione a Catone Group.

Ipercoop: dopo poco meno di tre mesi riesplode la protesta. Ieri mattina i lavoratori degli ipermercati campani hanno manifestato a Roma, davanti alla sede nazionale dell’Associazione Nazionale delle Cooperative di consumo.

Le agitazioni puntano a scongiurare la cessione degli Ipercoop dislocati nella nostra regione. Intanto non si ferma la crociata dell’Unione dei Sindacati di Base ( Usb ) contro la cessione, in fase di definizione, al gruppo casertano Catone dei tre ipermercati di Afragola, Quarto e Avellino e dei due supermercati di Napoli-Arenaccia e di Santa Maria Capua Vetere, di proprietà della toscana Unicoop Tirreno. Ieri mattina, all’alba, il sindacato autonomo ha caricato in due pullman i lavoratori. Obiettivo: la sede romana dell’Associazione Nazionale delle Cooperative di Consumo. Almeno un centinaio di addetti alle vendite di Ipercoop Campania hanno protestato a partire dalle dieci, in via Guattani, nel centro della capitale, sotto le mura della sede centrale delle coop.

“ll rischio della scomparsa dello spirito mutualistico, originario del sistema cooperativo, impone a tutti un’assunzione di responsabilità”, ha spiegato l’Usb in un comunicato fatto diramare dal segretario Francesco Iacovone. L’Usb punta sulla creazione di un tavolo formato dall’Associazione delle coop di consumo, dalle istituzioni e dai lavoratori finalizzato a scongiurare la cessione, fissata a giugno, di Ipercoop Campania al gruppo Catone, specializzato nel trasporto su gomma di merci alimentari. Un passaggio di circa 700 lavoratori, di mezzi e merci che la stragrande maggioranza degli addetti ha giudicato inaccettabile nel referendum aziendale del 30 gennaio.

L’intento della manifestazione di ieri è stato di persuadere i vertici dell’ANCC a varare “ una strada alternativa al risanamento di Unicoop sollecitando l’arrivo di altre cooperative in grado di rilevare il comparto campano”. Una delegazione di dipendenti è stata quindi ricevuta dal vicepresidente dell’ANCC, Enrico Migliavacca. “Siamo preoccupati – il messaggio dei lavoratori – l’acquirente non dà garanzie produttive, occupazionali e contrattuali. Chiediamo – la richiesta – un tavolo di trattativa con altre cooperative per far si che la coop non sparisca dalla Campania”.

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