Un documento fatto circolare nel web dal sindacato Usb, l’Unione dei Sindacati di Base, conferma le indiscrezioni già pubblicate dal Mediano.it: esuberi, cassa integrazione e riduzioni delle strutture. Domani assemblea nell’ipermercato di Afragola,
Tre paginette fotografate e fatte circolare nella piazza telematica di facebook attraverso il sito Usb Unicoop Campania. La prima è quasi in bianco, la seconda è scritta tutta quanta mentre l’ultima, la terza, è riempita neanche per metà. E’ il documento con cui i legali del gruppo Catone sintetizzano il piano industriale per gli Ipercoop della Campania, che l’azienda di trasporti casertana intende acquistare in blocco entro il 30 giugno di quest’anno. “Non è un piano è una presa in giro”, la stizza di fonti che vogliono restare anonime. Se analizzata col beneficio del dubbio la proposta Catone fa effettivamente temere per il futuro dei 700 lavoratori distribuiti nei tre ipermercati di Afragola, Quarto e Avellino e nei due supermercati di Napoli-Arenaccia e di Santa Maria Capua Vetere.
Leggendo le direttrici di questo progetto sono infatti vari i motivi che spingono alla preoccupazione. Primo: il gruppo Catone afferma che ci sono esuberi. Secondo: quanto trapelato dal tavolo di confronto Unicoop-Catone-sindacati, tenuto il 21 gennaio scorso nell’Ipercoop di Afragola, le eccedenze subito dopo l’eventuale accordo sindacale confluiranno in cassa integrazione per poi essere ricollocate nei tre nuovi supermercati della Catone, da realizzare a Napoli, e in quello di Salerno della Coop. C’è però un piccolo particolare: i supermercati non esistono ancora. Per il momento sono solo una pia intenzione. Quel che è certo è che l’impresa di trasporti del Casertano vuole rimpicciolire gli ipermercati di Afragola e di Quarto cedendo contestualmente ad altre imprese logistica, magazzini e tutte le altre attività connesse alla gestione delle merci.
“Siamo allo smembramento – commentano alcuni lavoratori che, data la delicatezza della loro posizione, non vogliono rivelare i nomi – ci faranno fuori tutti – continuano – partiranno prima col cacciare in cassa integrazione centinaia di colleghi e poi il resto sarà costretto a restare impantanato in una situazione da cui prima poi sarà espulso”. Dulcis in fundo ci sono da registrare anche dei diktat. Leggendo il documento fatto circolare dall’Unione dei Sindacati di Base il “piano” Catone contiene alcune deroghe al contratto nazionale dei lavoratori del commercio. Qualche esempio: i trasferimenti negli altri supermercati ( sempreché li realizzino ) non dovranno prevedere rimborsi spesa e per tre anni gli scatti di anzianità saranno bloccati.
“Inattendibilità e illegalità palesi – commentano i lavoratori – di solito le sintesi dei piani constano di quindici, venti pagine e invece in questo caso hanno condensato tutto praticamente in una pagina: è una vergogna. Ci sembra incredibile – concludono gli addetti Ipercoop – che la Unicoop Tirreno stia avallando un’operazione del genere sponsorizzando un partner che si commenta da solo”.

