In un comunicato i presidenti delle sezioni Coop della regione dicono no a licenziamenti e chiusure sperando in un accordo condiviso. Oggi sciopero ad Afragola.
I rappresentanti degli 80mila soci Coop della Campania lanciano un appello alla ricerca di una soluzione condivisa e alternativa ai licenziamenti e alla contestuale chiusura dell’ipermercato di Afragola. Ma i lavoratori dell’Ipercoop a rischio vogliono comunque tenere alto il livello del conflitto con la proprietaria Unicoop di Livorno. Oggi infatti ad Afragola ci sarà l’ennesimo sciopero bianco, che costringerà la direzione del grande negozio a far abbassare le saracinesche per quasi tutta la giornata, dall’una del pomeriggio alle nove di sera. Resta dunque molto elevata la tensione sindacale su quella che è diventata una delle vertenze del momento in Campania, legata al destino di un intero pezzo dell’economia regionale.
Intanto i presidenti delle varie sezioni soci della Coop ( sono poco al di sotto della soglia dei centomila i soci consumatori in Campania ), riuniti qualche giorno fa nel supermercato Ipercoop di Santa Maria Capua Vetere, hanno scritto un appello indirizzato alle cooperative emiliane, Estense e Adriatica, e ai sindacati. “ Ci appelliamo – si scrive nel comunicato – al senso di responsabilità di tutti affinché si possa riaprire la trattativa trovando una soluzione che contemperi le esigenze aziendali con quelle dei lavoratori.
Del resto – si specifica nell’appello – sarebbe la prima volta, anche in Campania, che una struttura produttiva cessi l’attività dopo tre proposte di salvataggio. Siamo consapevoli che senza una rigorosa azione di controllo dei costi nessun piano di rilancio sia possibile, soprattutto nel contesto socio economico in cui ci troviamo a operare. Ma siamo consapevoli che bisogna garantire ai lavoratori condizioni accettabili per poter vivere ”. Quindi, l’esortazione: “ Una soluzione si può, si deve trovare!!!”. Le coop emiliane hanno abbandonato il tavolo del confronto sul piano di salvataggio il 26 luglio scorso. Estense e Adriatica avevano proposto il loro arrivo in Campania, con investimenti aggiuntivi nella creazione di piccoli supermercati e con il mantenimento del negozio di Afragola, in cambio di drastici tagli salariali in tutta la catena regionale di negozi e di un numero di licenziamenti inferiore a quello ( 250 ) pianificato da Unicoop.
“La soluzione prospettata della partecipazione delle coop emiliane – raccontano i presidenti delle sezioni soci – è anche frutto di un’intensa azione politica e sociale svolta in silenzio e senza proclami, spiegando e sostenendo le ragioni della cooperativa anche in presenza di soluzioni difficili e irrituali, come nel caso dell’intervento di un privato ”. C’è stato spazio anche per una stoccata alla politica: “ Dispiace aver constatato che molta politica ( prima fra tutte quella che porta pesanti responsabilità per l’incapacità di programmazione, che ha reso vulnerabile il sistema campano della grande distribuzione ) abbia dato il meglio di sé limitandosi a fare facile demagogia contro la cooperazione”. In evidenza la gravità della situazione in cui sta versando Ipercoop Campania.
“Oggi – aggiungono infatti gli esponenti dei soci – ci troviamo sull’orlo del baratro. La disponibilità di due cooperative a impegnarsi direttamente nella gestione di una rete vendita, in forte perdita e senza prospettive di redditività, almeno nel medio periodo, non può essere lasciata cadere: non possiamo permettercelo”.
(Fonte foto: rete internet)

