Cresce spasmodica l’attesa per l’annuncio della nuova società formata da Unicoop Tirreno, Coop Estense e Coop Adriatica.
Entro domani dovrebbe essere emanato, ma il condizionale è per il momento ancora d’obbligo, il comunicato congiunto che annuncerà la creazione della nuova società in grado di rilevare organici, mezzi e merci dei cinque impianti campani di Ipercoop Tirreno, finora completamente nelle mani della livornese Unicoop. Intanto sono sulle spine i 662 addetti dei tre ipermercati di Afragola, Quarto e Avellino e dei due supermercati di Napoli-Arenaccia e di Santa Maria Capua Vetere. In fibrillazione soprattutto i 225 dipendenti dell’Ipercoop di Afragola, che in base alla procedura di mobilità avviata il 10 maggio scorso potrebbe chiudere i battenti alla fine di agosto.
Procedura che tra l’altro prevede oltre ai 225 esuberi di Afragola anche 25 licenziamenti da attuare negli impianti di Avellino, Quarto e Arenaccia. Intanto un piano di salvataggio c’è. Ma c’è chi giura che non sarà indolore, come ha già fatto intendere nei giorni scorsi il responsabile delle relazioni esterne di Unicoop, Paolo Bertini. Il progetto prevede la costituzione di una nuova società controllata alla pari dalla coop toscana, da Coop Estense e da Coop Adriatica. Ma serpeggia la voce di una gestione riconducibile alla sola Coop Estense, la coop con sede a Modena la cui fama tra i lavoratori è di quella di cooperativa dai metodi duri e dall’impostazione puramente manageriale.
Del resto, sempre in base alle stesse voci, si ipotizza un personale in esubero, ad Afragola, che comunque potrebbe ammontare a circa un centinaio di addetti. Se ne saprà di più nei prossimi giorni. Lunedì esame congiunto con i sindacati, proprio nell’iper di Afragola.
(fonte foto: Rete Internet)


