Riceviamo e pubblichiamo
In questa ardente e infuocata estate voglio gridare e condividere con i lettori de Il Mediano tutta la mia rabbia e indignazione per l’ennesimo scempio perpetrato dalla ex amministrazione Di Sarno – giunta, consiglieri, progettisti e dirigenti comunali – ai danni dei cittadini sommesi e, soprattutto, dei bambini e dei ragazzi in età scolastica.
Il prossimo 31 agosto è il termine ultimo europeo per completare le opere del PNRR. A Somma dovrebbe essere concluso l’unico e importante progetto della cittadella scolastica in via Giulio Cesare, la cui ubicazione, per strade e luoghi adiacenti, meriterebbe un discorso a parte.
È un’opera vitale, vista la situazione dei plessi scolastici: una goccia d’acqua nel deserto. Edificio di via Roma: lavori bloccati e non conclusi per erroneo capitolato d’appalto. Edificio di via Bertone: demolito e non più ricostruito per documentazione antimafia carente.
Si comprende, quindi, che il plesso di via Giulio Cesare, per l’inizio del prossimo anno scolastico 2026/2027, è vitale in quanto consentirebbe di distribuire la platea scolastica in edifici moderni, sicuri, costruiti secondo i canoni dell’edilizia scolastica.
Sembrerebbe tutto perfetto: una buona volta lo Stato e la politica rispondono alle esigenze di una comunità. Ma quando si è sul punto di esultare e gioire, ecco che si scopre l’arcano.
Stando ad alcune voci accreditate e a quanto riferito in ambienti tecnici, mancherebbe una parte relativa ai sottoservizi e, in particolare, alle opere fognarie necessarie a rendere pienamente fruibile la struttura. Si tratterebbe di una parte dei lavori che sarebbe iniziata con notevole ritardo e che, proprio per questo, potrebbe non consentire il completamento dell’intera opera entro il termine stabilito.
Se queste informazioni dovessero trovare conferma, la conseguenza sarebbe inevitabile: i lavori dovrebbero essere prorogati e l’utilizzo della cittadella scolastica potrebbe slittare, con ulteriori disagi per le famiglie e per gli studenti.
Io che ho fatto, seppur per breve tempo, il presidente della Commissione Edilizia, so bene che sia per l’edilizia privata, ma ancora di più per quella pubblica, l’immissione in fogna di un nuovo edificio è fondamentale. Ecco spiegata la mia rabbia e la mia indignazione, che voglio condividere con voi.
Se quanto viene riferito dovesse essere confermato, per sopperire a questa gravissima mancanza la nuova amministrazione dovrà prevedere un nuovo appalto per la costruzione della condotta fognaria adiacente alla scuola. Solo così si potrà finalmente utilizzare un’opera così importante e attesa dalla comunità.
Un costo aggiuntivo, un ritardo inevitabile e un disagio per famiglie e studenti che si poteva e doveva evitare. La scuola c’è, la fogna no. È il simbolo perfetto di come è stata amministrata questa città negli ultimi anni. Chi ha sbagliato deve pagare, non i cittadini.
Mimmo Cardamone
