Ipermercati al collasso e la Unicoop dichiara 250 esuberi in Campania, quasi tutti concentrati nella sede di Afragola. L’impianto è sorto nel 1999 grazie a una vittoriosa battaglia con il comune, che aveva preteso centinaia di assunzioni clientelari.
Consumi in calo verticale, ipermercati che versano in grande difficoltà e tagli dietro l’angolo. Ieri l’ultimo segnale d’allarme: la cooperativa toscana Unicoop Tirreno ha annunciato l’avvio della procedura di licenziamento per 250 lavoratori di Ipercoop Campania.
Tagli concentrati nell’ipermercato di Afragola, ubicato nel centro commerciale Le Porte di Napoli. L’impianto, stando ai numeri, dovrà chiudere. I tagli, 250 sui 662 addetti complessivi di Ipercoop Campania, sono stati ripartiti così: nell’ipermercato di Afragola 225 licenziamenti sui 226 dipendenti, 18 in quello di Avellino (162 addetti), 5 nell’iper di Quarto (167 addetti) e 2 nel supermercato di Napoli-Arenaccia (57 addetti). Nessun esubero, per fortuna, nel supermercato di Santa Maria Capua Vetere, dove lavorano 45 persone. Dunque è sul punto di chiudere l’ipermercato di Afragola, situato a pochi passi da Acerra e da Casalnuovo e a pochi chilometri da Pomigliano, in un’area molto popolata e ben servita da strade e superstrade. Condizioni favorevoli che però non sono bastate. I sindacati sono sul piede di guerra.
“Hanno rifiutato il soccorso delle coop emiliane e ora fanno pagare il prezzo delle loro inefficienze ai lavoratori”, tuona l’Usb in un comunicato. “Ci vuole un piano alternativo: non è possibile che Afragola faccia questa fine”, propone di Luana Di Tuoro, della segreteria regionale Filcams-Cgil. Molto critico è Mario Dello Russo, della Uiltucs: “Unicoop nasconde un piano: probabile che sia solo un bluff”. Ma Ferdinando Verde, della Fisascat Cisl, è prudente: “Decideremo dopo l’assemblea dei lavoratori”. Il taglio dell’iper di Afragola fa profilare un paradosso. Nel 1998 era stata proprio la Unicoop, all’epoca denominata coop Toscana-Lazio, a volere la realizzazione di questa grande struttura con una galleria commerciale annessa.
Pur di concretizzare il progetto la coop toscana non esitò a denunciare gli amministratori comunali di Afragola, accusati di aver bloccato l’apertura dell’impianto per non essere riusciti a strappare centinaia di assunzioni clientelari. Alla fine, grazie anche a una raffica di proteste messe in atto dai lavoratori, il centro commerciale aprì e l’ente locale venne commissariato dal governo per infiltrazioni mafiose. Ora però è la stessa Unicoop ad alzare bandiera bianca sullo storico ipermercato, primo Ipercoop in provincia di Napoli, immolandolo sull’altare della crisi. La procedura di mobilità sarà ufficialmente avviata oggi. Quindi coop e sindacati avranno 45 giorni di tempo per trovare un accordo, in sede aziendale.
Altrimenti ne serviranno altri 30 per dirimere i contrasti, stavolta in sede istituzionale, alla Regione. Dopodiché, in caso di mancata intesa, Unicoop avrà a disposizione altri 45 giorni per l’invio unilaterale dei licenziamenti. In gran parte motivati dal crollo dei consumi, che in base a un recente studio di Federconsumatori e Legacoop qui stanno facendo registrare percentuali troppo elevate. “La Campania è la regione più povera del Paese – afferma Rosario Stornaiuolo, presidente regionale della Federconsumatori – una famiglia spende 500 euro in meno delle altre regioni e il 30 % in meno che nelle Marche: da noi una famiglia su tre rischia la povertà".
Il calo dei consumi campani previsto per quest’anno è di un ulteriore 1,8 %, cifra leggermente più elevata rispetto alla media nel centronord (- 1,7 %). Sempre in Campania tra il 2007 e il 2011 l’acquisto di generi alimentari, bevande, abbigliamento e calzature è diminuito del 9,4 % e del 32 % quello di mobili ed elettrodomestici. Numeri spietati che hanno contribuito alla chiusura degli Ipercoop di Benevento e Carinaro e dei supercoop di Castellammare, Soccavo, Solofra e Nocera. Intanto anche il colosso Auchan dà l’allarme: contratti di solidarietà negli ipermercati di Volla, Mugnano e Pompei.

